"La forza più grande è vedere le persone che continuano a sceglierci", lo storico locale Il Simposio compie vent'anni di attività: "Serve perseveranza e voglia di fare"
Per l'occasione, sabato 28 febbraio il locale festeggia ufficialmente i vent’anni con una festa speciale, una "festa arcobaleno" grazie anche agli anni di collaborazione con la comunità lgbt+ per le loro grandi serate, una festa inclusiva e aperta a tutti, con cena e musica fino a notte fonda: dai successi contemporanei agli anni '90, fino alla musica italiana

TRENTO. Vent'anni di serate, brindisi, musica e chiacchiere fino a notte fonda: lo storico locale Il Simposio spegne venti candeline e si conferma uno dei punti di riferimento della movida universitaria di Trento. Nato dall'idea dei tre soci Andrea Bosisio, Michela e Giuliano, il Simposio ha attraversato generazioni di studenti, accompagnandoli nel loro percorso accademico tra un bicchiere di vino e una serata in compagnia.
Per l'occasione, sabato 28 febbraio il locale festeggia ufficialmente i vent’anni con una festa speciale, una "festa arcobaleno" grazie anche agli anni di collaborazione con la comunità lgbt+ per le loro grandi serate, una festa inclusiva e aperta a tutti, con cena e musica fino a notte fonda: dai successi contemporanei agli anni '90, fino alla musica italiana.
"In questi vent'anni la movida è cambiata radicalmente - racconta il socio Andrea Bosisio - soprattutto dopo l’introduzione delle leggi sul consumo di alcol e con il ricambio generazionale. Anni fa vedevamo persone più mature fare la fila già all'apertura per bere un bicchiere di vino e partecipare alle serate. Oggi l'età media si è abbassata, escono soprattutto ragazzi universitari, c'è più energia, forse un po' più di confusione, ma fa parte dei cambiamenti".
Sono tanti i cambiamenti visti nel corso degli anni, soprattutto nel panorama dei locali in centro storico, che è mutato radicalmente: "Una volta l'offerta era più concentrata, c'erano meno locali. Oggi è molto più ampia, tanti aprono con entusiasmo, ma confermarsi nel tempo è difficile", commenta Bosisio. "La cosa bella del nostro locale è che vediamo arrivare ragazzi al primo anno di università e li accompagniamo fino alla laurea. C'è un ricambio generazionale costante, per questo cerchiamo sempre di "coccolare" e accogliere anche i nuovi studenti".
Un legame, quello universitario, che per il Simposio è da sempre un elemento centrale. La posizione strategica a pochi passi dalle principali sedi, ha permesso al locale di diventare negli anni un crocevia naturale: "Per noi l'università è fondamentale - spiega Bosisio - lavoriamo con professori, eventi, convegni. Di giorno, avendo anche la parte della ristorazione, c'è una clientela eterogenea, dagli studenti ai docenti fino ai lavoratori. La sera invece, è il momento dei giovani che vogliono staccare dalle lezioni, e di questo ne abbiamo fatto il nostro "core business" sotto ogni aspetto, dalla ristorazione alla movida notturna".
Molto importante è l'attenzione che i tre soci dedicano alla coltivazione dei rapporti con questi ragazzi, anche con gli studenti internazionali : "Collaboriamo con i network Erasmus, organizziamo serate dedicate, karaoke e momenti di incontro. La nostra filosofia è che chi arriva a Trento deve sentirsi accolto, il nostro ruolo non è solo servire da bere, ma creare accogliere, empatizzare e creare un posto dove potersi conoscere" spiega Bosisio.
In due decenni anche il centro storico è cambiato, sempre meno negozi a favore di un "boom" di bar e ristoranti: "C'è un'idea un po' romantica dell'aprire un locale - sottolinea Bosisio - molti vedono il lato affascinante dello stare dietro al bancone, ma non comprendono l'impegno economico ed emotivo che comporta. Con la liberalizzazione delle licenze è diventato più semplice aprire, ma restare è un'altra cosa. Serve perseveranza e voglia di fare ."
Il segreto della loro longevità? "Un locale lo fanno le persone che ci lavorano - sottolinea il socio - può essere il posto più bello del mondo, ma se dietro al banco non c'è accoglienza ed empatia dura poco. Noi cerchiamo di essere presenti per chi entra, di ascoltare, di creare un ambiente informale dove rilassarsi e parlare. È questo che ci ha permesso di andare avanti anche nei momenti difficili. In vent'anni proponi di tutto, e dopo tanto tempo a volte la motivazione viene a mancare, però avere il supporto delle persone che continuano a venire da noi è una cosa che dà la forza continuare".
Quanto alla concorrenza, è sempre stata accolta in modo positivo: "Ogni nuova apertura sposta un po' l'attenzione, ed è normale. Ma per noi è sempre stata una cosa positiva: riqualifica la zona, porta più persone, crea movimento. L'abbiamo sempre vista come un'opportunità per fare rete e migliorare, penso faccia parte del gioco", racconta Bosisio.
"Dopo vent'anni non si smette mai di imparare - conclude Bosisio - non abbiamo la presunzione di insegnare qualcosa a qualcuno, ma cerchiamo ogni giorno di migliorare. La forza più grande è vedere che le persone continuano a scegliere il Simposio per stare bene insieme. È questo che ci spinge a guardare avanti".












