"Mentre per le Olimpiadi si spendono milioni, gli eventi sportivi locali muoiono per mancanza di volontari e risorse: rischiamo di perdere la nostra identità"
In Alto Adige preoccupa la "moria" di storici eventi sportivi locali: dopo il Dolomiti Superbike alza bandiera bianca anche il Giro del Lago di Resia. "Cancellazioni allarmanti - denuncia il Team K -: con ogni evento di lunga tradizione che non viene più organizzato, perdiamo un pezzo di identità altoatesina. Rischiamo l’estinzione di un’intera cultura degli eventi e il ricambio generazionale è sempre più difficile, se non impossibile"

BOLZANO. Sembra quasi una contraddizione: nell'anno in cui in Alto Adige arrivano le Olimpiadi invernali, il mondo dello sport del territorio lancia un inquietante grido d'aiuto.
E non è solo un modo di dire: nel giro di poche settimane il Südtirol ha "perso" per strada due manifestazioni sportive di lunghissima tradizione e partecipazione come la gara podistica del Giro del Lago di Resia e la Dolomiti Superbike.
Per trent’anni la Dolomiti Superbike ha attirato migliaia di biker in sella alle loro mountain bike a Villabassa. Nella parte opposta dell’Alto Adige, nella zona più occidentale, il Giro del Lago di Resia ha avuto per 25 anni la stessa fama tra gli appassionati di podismo. Entrambi gli eventi, due appuntamenti “fissi”, non compaiono più nel calendario sportivo del 2026: e in entrambi i casi, lo stop è stato necessario a causa di burocrazia, rischi crescenti, mancanza di volontari e insufficiente sostegno.
“Con ogni evento di lunga tradizione che non viene più organizzato, perdiamo un pezzo di identità altoatesina", commenta Alex Ploner, consigliere provinciale ed ex presidente dei fornitori di servizi per eventi dell’Alto Adige.
"Rischiamo l’estinzione di un’intera cultura degli eventi e il ricambio generazionale è sempre più difficile, se non impossibile. Da anni chiedo che si rifletta insieme sulla cultura degli eventi. Abbiamo bisogno di una strategia e critico il fatto che la mia proposta di crearne una sia stata bocciata in Consiglio provinciale dalla maggioranza. Mentre per le Olimpiadi si investono milioni, gli eventi locali – grandi o piccoli che siano, organizzati in gran parte da volontari – lottano per sopravvivere”.
I dati Wifo mostrano che il settore culturale ed eventi genera oltre 1 miliardo di euro di valore aggiunto e garantisce circa 16.000 posti di lavoro. La corsa al lago di Resia, arrivata anche a 4.000 partecipanti, si è trasformata in 25 anni in uno degli eventi podistici più prestigiosi dell’arco alpino. E il Dolomiti Superbike, interrotto dopo trent’anni, era da tre decenni il biglietto da visita sportivo del piccolo comune di Villabassa. Si sta valutando se esista un futuro per questo evento: un’impresa tutt’altro che semplice.
"La legge sul volontariato non sta mantenendo quanto promesso. Nessuna riduzione percepibile della burocrazia, nessuna vera certezza di programmazione, nessun sostegno strutturale per associazioni e organizzatori - prosegue Ploner -. Il risultato è il ritiro dei volontari e la perdita di quelle persone sulle quali si basano gli eventi stessi. Abbiamo bisogno ora di una strategia per gli eventi in Alto Adige. Niente rinvii, niente scuse. Se non agiamo adesso, perderemo eventi che hanno segnato il nostro territorio per decenni. Presenterò nuovamente in Consiglio provinciale la mia mozione già depositata. Investire milioni ad Anterselva in uno sport di nicchia e allo stesso tempo perdere eventi tradizionali che sostengono lo sport popolare locale è segno di una politica simbolica senza visione. Belle parole alle inaugurazioni non bastano più. La cultura degli eventi in Alto Adige ha bisogno ora di leadership politica e sostegno concreto, altrimenti tra pochi anni sarà solo un ricordo”.
Kurt Ploner, responsabile del comitato organizzatore della Dolomiti Superbike, ha voluto esprimere solidarietà e vicinanza con gli sfortunati "colleghi" del Giro del Lago di Resia: “Una notizia che ha sorpreso tutti, ma noi quei problemi purtroppo li conosciamo bene. Gli oneri burocratici e il lavoro sono sempre di più. Servono risorse economiche sempre maggiori, il che comporta un rischio per gli organizzatori, anche perché non è facile trovare degli sponsor e convincerli a spendere ancora di più. Per non parlare delle norme di sicurezza che bisogna rispettare. Per un evento come i nostri, poi, è altrettanto fondamentale la collaborazione dei volontari. Negli ultimi anni la disponibilità delle persone a sacrificare il proprio tempo per questi eventi è significativamente diminuita ed è diventato sempre più difficile trovare sostegno. Inoltre abbiamo avuto delle difficoltà a trovare persone che ci succedessero come team organizzatore, una nuova generazione pronta a guidare il progetto verso il futuro. Tutto questo ci ha messo in ginocchio e ora purtroppo è capitato lo stesso anche al Giro del Lago di Resia”, conclude Ploner.












