Pochi avvistamenti e danni inferiori alla media: "C'è abbondante disponibilità di cibo particolarmente ricercato dagli orsi"
La cattura e rilascio dopo aver posizionato il radiocollare di M38 è avvenuta il 28 settembre in val di Pejo: "Questo agevolerà un monitoraggio ancora più preciso dell’animale e l’eventuale adozione di ogni ulteriore azione gestionale". Il report mensile dei grandi carnivori

TRENTO. Pochi avvistamenti di orsi per il periodo e sono stati registrati alcuni danni, anche se quelli al patrimonio agricolo sono stati inferiori alla media. C'è la conferma dell'avvio del monitoraggio intensivo di M38. E' stato pubblicato il mese di settembre del report dei grandi carnivori.
"Gli avvistamenti e gli indici di presenza di orso sono stati pochi relativamente al periodo", si legge nel report. "Per quanto riguarda i danni, nel mese considerato si sono registrati un episodio di predazione su animale da reddito (l’8 settembre a Vermiglio, a carico di una vitella e di una manza), un danno al patrimonio apistico, 12 danni al patrimonio agricolo (consumo di frutta) e 2 a strutture (recinzioni)".
L'episodio di Vermiglio è quello che ha portato gli amministratori locali a scrivere alla Provincia per chiedere "un cambio di passo nella gestione dei grandi carnivori" (Qui articolo).
In particolare le segnalazioni relative ai danni al patrimonio agricolo, "comuni nel mese di settembre, quest’anno sono state inferiori alla media. Questo potrebbe essere correlato alla abbondante disponibilità di fonti di cibo di origine naturale particolarmente ricercate dagli orsi, come i frutti di sorbo montano e la faggiola (i semi del faggio). Laddove il suolo è rimasto sufficientemente umido nel corso dell’estate, per quanto riguarda il faggio, il 2026 è stato infatti un anno di pasciona, cioè di produzione eccezionale di seme, che localmente è stata portata a compimento nonostante un’estate caldissima e arida".
Il 21 settembre un orso è stato urtato da un veicolo tra Pellizzano e Mezzana, dileguandosi subito dopo l’impatto. Il conseguente sopralluogo dell’unità cinofila ha confermato l’allontanamento dell’animale.
La sera del 28 settembre in val di Peio è stato catturato e dotato di radiocollare un maschio poi determinato geneticamente quale M38. Si tratta di un esemplare nel mirino della Provincia, insieme a F89, perché considerati "particolarmente dannosi" e responsabili di numerose predazioni a carico del patrimonio bovino in Alta val di Sole.
La Provincia ha chiesto di poter rimuovere entrambi gli esemplari ma il parere di Ispra è stato negativo (Qui articolo). Un "No" a fronte di dati e numeri ritenuti non sufficienti per avallare questa decisione.
"Innanzitutto non ci sono stati forniti i dati completi dei danni, compresi quelli di una media storica da poter confrontare per una valutazione complessiva", le parole a il Dolomiti di Piero Genovesi, responsabile fauna selvatica dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. "Nel trattare i lupi, per esempio, sono stati calcolati dei valori e dei massimali per definire il concetto di 'danno elevato' ma per questi orsi non ci sono metri di paragone. Inoltre non c'è chiarezza sulle responsabilità. Per M38 c'è qualche prova genetica in più mentre l'ascrizione delle responsabilità a questi individui, pur senza mettere in dubbio il fondamento, è ancora non sufficientemente supportata dai dati per procedere con un parere positivo" (Qui articolo).
La raccolta di dati diventa pertanto fondamentale per una rivalutazione di Ispra. E per questo si punta sull'intensificazione del monitoraggio.
"Queste attività sono finalizzate al monitoraggio intensivo da tempo in corso in alta val di Sole in relazione ai numerosi danni da orso registrarti a carico del patrimonio bovino", si conclude il report dei Grandi carnivori. "Il radiocollare agevolerà un monitoraggio ancora più preciso dell’animale e l’eventuale adozione di ogni ulteriore azione gestionale". Più costante invece la pressione dei lupi sul territorio provinciale (Qui report settembre dei grandi carnivori).














