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Trento
27 febbraio | 19:17

Termovalorizzatore, ecco il progetto per chiudere il ciclo dei rifiuti trentini: "Dal 2033 in funzione un impianto da 100 mila tonnellate. Occorre senso di responsabilità"

Presentata all'Egato la relazione dei tecnici della Provincia: il termovalorizzatore a Ischia Podetti potrebbe trattare 100 mila tonnellate di rifiuti all'anno. L'investimento complessivo è stimato in 194 milioni di euro, una cifra che sarà interamente coperta da finanziamenti pubblici

TRENTO. Il termovalorizzatore? Si farà a Trento, nella zona di Ischia Podetti, nell'area dell'attuale discarica, sarà in funzione a partire dal 2033, garantirà la chiusura del ciclo dei rifiuti del territorio trentino viaggiando a un ritmo di 100.000 tonnellate di rifiuti non riciclabili inceneriti ogni anno. Costo dell'impianto, 190 milioni di euro.

 

Questo quanto messo nero su bianco e proposto all'assemblea dell'Egato dal "team" composto dai tecnici della Provincia autonoma di Trento capitanato dall'assessora provinciale Giulia Zanotelli

 

Ma in conferenza stampa a prendersi il palcoscenico è stato soprattutto il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, che ne ha fatto prima di ogni altra considerazione un discorso "etico": "Credo che sia giusto - ha detto - che come territorio ci assumiamo la responsabilità di pensare a come chiudere autonomamente il nostro ciclo dei rifiuti. Serve un forte senso di responsabilità, l'autonomia significa prendersi carico anche di quello che magari non ci piace, ma che dobbiamo fare. Il percorso è avviato. Qualcuno contrario? Ci sarà sempre, ma il dialogo è aperto. Si discute con Egato e con i territori, ma l'obiettivo dev'essere raggiunto. Insomma, occorre distinguere tra chi vuole discutere per 'arrivare' e chi invece vuole farlo per 'fermare'. Questo dev'essere molto chiaro". 

 

Qualcuno dirà che un inceneritore può potenzialmente rappresentare un rischio per la salute dei cittadini. "A 50 chilometri da qui, poco a sud di Bolzano, c'è un impianto di questo tipo - risponde Fugatti -. Non mi pare che ci siano problematiche di sorta". 

 

Qualcuno dirà che il Trentino ricicla talmente tanto da non avere bisogno di un termovalorizzatore: "Sì, siamo bravi - riprende il governatore -, è un dato di fatto, ma non abbastanza. Oggi siamo costretti a portare fuori dalla nostra provincia rifiuti per 13 milioni di euro all'anno. Lo ripeto, è un discorso di serietà. Autonomia significa anche questo, sapersi prendere le proprie responsabilità". 

 

Prima e dopo le stoccate di Fugatti però c'è stato modo di entrare nei primi dettagli della relazione tecnica per la chiusura del ciclo dei rifiuti, approdata sui banchi della prima assemblea dell’Egato, composta dai rappresentanti degli enti locali.

 

I dati - così è stato illustrato - confermano la necessità di realizzare un impianto di termovalorizzazione sul territorio provinciale, per superare definitivamente la dipendenza dall’export fuori provincia del rifiuto indifferenziato.

 

"Il sistema attuale non è più sostenibile - hanno spiegato il dirigente generale del dipartimento ambiente Enrico Menapace e il dirigente generale di Appa Gabriele Rampanelli -: le discariche provinciali sono esaurite e il costo medio per esportare i rifiuti a Brescia e Bergamo si attesta oggi attorno ai 200 euro a tonnellata, con picchi che nel 2023 hanno raggiunto i 280 euro. Il nuovo impianto, dimensionato per 100 mila tonnellate annue, consentirebbe di trattare integralmente il rifiuto residuo prodotto in Trentino, senza importare rifiuti da altri territori e garantendo una 'tariffa di equilibrio' stimata in 155 euro a tonnellata a regime, con una riduzione di circa il 20% rispetto ai costi attuali di smaltimento".

 

La localizzazione proposta per il termovalorizzatore come detto è quella di Ischia Podetti a Trento, individuata come la più idonea rispetto alle alternative esaminate (l’area dei Lavini a Rovereto e quella nei dintorni del depuratore Trento 3). L’analisi scientifica è stata basata su criteri escludenti, tra cui il regime dei venti valutati anche con il supporto dell’Università di Trento. L’area di Ischia Podetti risulta baricentrica, di proprietà pubblica, adiacente allo stoccaggio esistente, oltre che prossima alle zone industriali per lo sviluppo del teleriscaldamento.

 

L’assessora Giulia Zanotelli ha messo in luce il clima costruttivo dell’assemblea: "È stato un confronto positivo e collaborativo. Partiamo da una situazione oggettiva di discariche esaurite e da un export rilevante che espone il Trentino alla volatilità dei mercati. La relazione presentata oggi è una base tecnica solida da cui avviare gli approfondimenti con i territori. L’impianto sarà dimensionato sui nostri rifiuti, 100 mila tonnellate annue, senza importazioni. I dati dimostrano inoltre che la presenza di un termovalorizzatore non incide negativamente sulle percentuali di raccolta differenziata".

 

Zanotelli ha ricordato l’obiettivo di entrata in esercizio entro il 2033 e la volontà di mantenere un dialogo costante con enti locali e cittadini: “E’ necessario arrivare ad una soluzione in tempi certi”.

 

Il modello gestionale individuato è quello “pubblico su pubblico”, escludendo il project financing privato. Una scelta che garantirà il pieno controllo pubblico dell’infrastruttura, stabilità tariffaria e una crescita media prevista inferiore all’1% annuo nei 26 anni di gestione considerati nel piano economico-finanziario, che prevede il totale autofinanziamento dell’opera, stimata in circa 200 milioni di euro.

 

Il presidente del Cal Michele Cereghini ha rimarcato il ruolo dei territori: "Quella di oggi è stata la prima assemblea operativa dell’Egato. Tutti i territori erano rappresentati e c’è stata grande attenzione ai dati presentati. Oggi abbiamo avviato un percorso serio e strutturato, con l’obiettivo di lavorare nel merito della proposta di chiusura del ciclo dei rifiuti che inciderà sulla tariffa finale del servizio. Il tutto per dare una risposta chiara ai cittadini trentini. Ora inizia il lavoro di approfondimento perché la presentazione della relazione è solo il punto di partenza, non il punto di arrivo".

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