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Alpinismo e disabilità: "Bellissimo andare in montagna con le jolettes ma perché non mettiamo una sedia a rotelle in ogni rifugio?"

A Pergine Melania Corradini (sciatrice paralimpica) ha raccontato la sua storia e con lei hanno dibattuto Gianfranco Corradini atleta e alpinista e Flavio Girardi presidente e fondatore dell'associazione Periscopio. Martedì sera altro incontro per il 123° congresso Sat

Pubblicato il - 09 ottobre 2017 - 15:48

PERGINE. "Personalmente guardo a quello che ho e non a quello che manca. Senza l'avambraccio ci sono nata, mi sono sempre vista così e le sfide mi piacciono sin da quando sono bambina". Melania Corradini ha un palmares da far invidia ai più grandi campioni: 1 argento alle paralimpiadi, 4 medaglie ai mondiali e 5 podi in coppa del mondo. Ma in più ha una serenità d'animo e un'energia positiva che in pochi sono in grado di trasmettere. Il suo rapporto con la disabilità è a dir poco straordinario e sabato sera al Teatro Comunale di Pergine ha potuto raccontarlo a tutti i presenti in sala. Con la sciatrice paralimpica, c'erano anche Gianfranco Corradini atleta e alpinista e Flavio Girardi presidente e fondatore dell'associazione Periscopio, guidati in un viaggio fatto di sfide e primati dalla verve del giornalista di Trentino Tv Gabriele Buselli.

 

L'incontro si inseriva nel quadro più ampio del 123° congresso Sat dal titolo "Montagna Solidale" (che vedrà domani sera alle 20.30 sempre a Pergine un altro appuntamento con Mario Corradini e Fausto De Stefani dal titolo "La Sat e l'alpinismo solidale") ed è stato molto intenso arrivando anche a lanciare una proposta interessante "perché non mettiamo in ogni rifugio Sat una sedia a rotelle?". La domanda l'ha lanciata proprio Melania Corradini che ha spiegato: "Personalmente guardo a quello che ho, non a quello che mi manca. Soprattutto mi piace lo sci e la neve, da quando mia madre mi mise gli sci per la prima volta, avevo cinque anni, ma ho capito subito che era una attrazione fatale".

 

Gianfranco Corradini membro del consiglio centrale di Sat, invece, perde la gamba sinistra nel 1977, a seguito di un incidente in motocicletta, ma quell'incidente ha fatto scattare una molla potentissima verso sfide alpinistiche impossibili, come la nord della Presanella, il Monte Bianco, il monte Elbrus la cima più alta del Caucaso, il Nevado Illimani in Bolivia, pareti di roccia, ma soprattutto di ghiaccio e neve, con l'ausilio di una protesi specifica per l'alpinismo. Grazie alla fortissima cifra sportiva e alla passione giovanile per la montagna Gianfranco collabora con il Centro Protesi INAIL di Budrio (Bologna), una delle cliniche all'avanguardia in Europa che mettono a punto protesi per il ciclismo, per lo sci, sport nei quali Gianfranco eccelle, non facendosi mancare nulla: "Ho fatto in modo che la qualità della mia vita fosse la mia vera ragione di vita, dimenticando spesso il mio handicap come condizione, ma senza mai superare i miei limiti, come dovrebbe fare anche un normo dotato. Ho affrontato allenamenti durissimi, ma ho anche avuto la fortuna di avere la solidarietà e l'affetto di amici veri, guide alpine, volontari del soccorso alpino, che mi hanno accolto nelle spedizioni".

 

Il terzo interlocutore è Flavio Girardi che nel 2004 fonda il Gruppo Sportivo Periscopio, una porta aperta sulla disabilità nel mondo dello sport, 90 soci, 13 atleti tesserati e la partecipazione degli iscritti a competizioni di curling, vela, ciclismo. Un racconto toccante il suo di come si affrontano le sfide sportive in presenza di handicap, anche con le hand-bike, delle quali tutti ricordano l'ormai famosissimo Open Città di Pergine. "Bellissimo andare in montagna con le jolettes – asserisce -  ma per una vera frequentazione della montagna c'è bisogno, una volta arrivati a destinazione, di avere sempre una sedia a rotelle, per poter essere indipendenti nelle necessità corporali. Portare in montagna chi ha disabilità motorie al momento è veramente una faccenda seria".

 

Mentre Flavio argomenta gli occhi di Melania si illuminano all'improvviso ed esordisce dicendo: "In un rifugio del Cervino dove sono stata – riferisce -  c'è una sedia a rotelle a disposizione per quando arriva un disabile, siamo in casa Sat perché non pensare ad una sedia rotelle a disposizione anche nei rifugi Sat?". Maria Carla Failo vicepresidente del sodalizio sede centrale coglie al volo l'occasione per un plauso. "In tema di sfide alla disabilità, mi pare che questa proposta sia decisamente coerente con quando abbiamo sentito. La porteremo in Consiglio, ma è certamente una proposta nelle corde di Sat".

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