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Dama, le curiosità di un gioco che risale al 1300

Non tutti lo sanno ma la dama dal 1993 è riconosciuta dal CONI come disciplina sportiva, che il "soffio" è stato abolito e che Matisse ha dipinto la scacchiera in due opere

Pubblicato il - 30 agosto 2017 - 10:33

Non tutti lo sanno ma la dama dal 1993 è riconosciuta dal CONI come disciplina sportiva. La Federazione Italiana Dama (FID) appartiene al CONI come disciplina associata, nonostante questa disciplina non sia praticata nelle Olimpiadi. Esiste inoltre una manifestazione denominata “Olimpiadi dei giochi della mente” dove, tra gli altri giochi, vi è anche la dama presente con più varianti di gioco.

 

Nel mondo esistono molte varianti del gioco della dama. Le dame riconosciute in Italia sono 3: dama italiana, dama internazionale e dama inglese.

 

Dama italiana

La dama che tutti conoscono in Italia, il gioco tradizionale, che ha per campo di gara la classica damiera di 64 caselle (8x8), viene definita nel nostro Paese "dama italiana". La specifica serve perché la dama sulle 64 caselle viene giocata in modo diverso da nazione a nazione: quindi si parla di dama inglese, dama tedesca, dama turca, ecc.

 

Le differenze riguardano soprattutto le regole di presa (in Italia la presa è obbligatoria, si deve prendere il maggior numero di pezzi, a parità il pezzo maggiore o iniziare a prendere dal pezzo maggiore; la pedina non può catturare la dama) e la posizione iniziale della damiera e delle pedine (in Italia con casella nera in basso a destra dei giocatori e le pedine sulle case nere).

 

Dama internazionale

Vi è poi la dama internazionale, giocata come dama tradizionale in alcuni paesi quali Francia e Olanda, ed adottata dalla Federazione Mondiale quale dama principale per le competizioni ufficiali.

Si gioca su di una damiera 10x10 con 20 pedine ciascuno. Vi sono poi regole leggermente diverse rispetto alla dama italiana.
 

Dama inglese

E’ stata una decisione importante quella della accettazione della dama “inglese” come terza disciplina dalla Federazione Italiana Dama (le altre due sono dama ‘italiana’ e dama “internazionale” che si svolge su damiera di 100 caselle).

 

Come la dama ‘italiana’ anche la dama ‘inglese’ ha per campo di gara la classica damiera di 64 caselle (8x8). In entrambe la presa è sempre obbligatoria (il ‘soffio’ è stato abolito nel 1934!)  ma in più nella versione italiana si deve prendere il maggior numero di pezzi,  a parità il pezzo maggiore o iniziare a prendere dal pezzo maggiore; soprattutto la  pedina non può catturare la dama, cosa che nel gioco inglese è invece possibile.

 

E infine la posizione iniziale della damiera in Italia richiede la casella nera in basso a destra dei giocatori e  le pedine sulle case nere, nel gioco inglese il contrario: la casella in basso a destra dei giocatori bianca e  pedine sulle case bianche.

Quando si vince a dama 

La partita a dama è vinta quando un giocatore cattura tutti i pezzi dell'avversario. Ma si può vincere anche bloccando tutti i pezzi dell'avversario, cioè quando l'avversario, pur avendo dame e pedine, non può fare alcuna mossa.

Il soffio 

Nel gioco della dama non si può e non si deve "soffiare". Il "soffio" è stato ufficialmente abolito da tutte le Federazioni nazionali e in particolare dalla Federazione Italiana nel 1934. Va chiarito che questa abolizione non è altro che una conseguenza della regola base del gioco per cui "la presa è sempre obbligatoria". L'origine del soffio risale comunque a vari secoli fa, addirittura al secolo XV.

Sorteggio della apertura  

Nei tornei di dama italiana (damiera di 64 caselle) le prime mosse non sono libere, ma vengono sorteggiate.  Vengono sorteggiate le prime due mosse del bianco e la prima del nero e in pratica la partita inizia con la seconda mossa del nero. Questa regola costituisce la "restrizione americana" e fu introdotta in Italia nel 1929.

 

Delle possibili combinazioni, ne sono state scartate alcune poiché troppo a favore dell'uno o dell'altro colore. La restrizione è dovuta al fatto che, come è stato poi confermato dal computer, ad apertura libera chi muove per primo a gioco corretto vince.

Federazione Italiana Dama

La Federdama (FID) è disciplina sportiva associata CONI   Il gioco della Dama è oggi  considerato a tutti gli effetti sport e la Federazione dipende direttamente  dal CONI, rispettandone tutte le regole. Per questo, per esempio, nei  principali tornei c'è anche il controllo antidoping.
La Federdama conta sul territorio nazionale oltre 40.000 tesserati. Il presidente della Federdama è Carlo Bordini.

 

Dama e computer

La rivista “Science” del 20 luglio 2007 riporta un articolo in cui afferma che il gioco della Dama – versione Inglese – è stato ormai risolto. Il concetto è che il programma “Chinook”, realizzato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Alberta (Canada) – considerato attualmente il più forte giocatore al mondo di Dama Inglese – non potrà più essere sconfitto perché anche un avversario che giocasse sempre le mosse migliori, arrivando così a giocare la “partita perfetta” non potrebbe ottenere più del pareggio. E’ sottinteso che Chinook giochi ogni volta la “mossa migliore” in assoluto.

 

"I ricercatori hanno iniziato a costruire un database di tutti i 39.000 miliardi di posizioni con al massimo 10 pedine sulla damiera. Durante l'elaborazione, hanno determinato se una posizione portava alla vittoria del nero, del rosso (bianco in italia) o a una patta. Quindi, sono passati a considerare l'inizio della partita, aperta con una mossa del nero, e hanno utilizzato uno speciale algoritmo di ricerca per ricostruire le mosse successive e dimostrare che, a mano a mano che i due giocatori tentano di massimizzare il rispettivo vantaggio, inevitabilmente conducono la partita a una delle configurazioni con 10 pedine che conducono alla patta."

Si può dire che anche se non sono state considerate tutte le posizioni, il procedimento garantisce che ormai il gioco è stato "risolto".

 

Storia
Una delle più antiche testimonianze sul gioco della dama si trova nella "Vita di San Luigi" scritta da Jean sire di Joinville nel 1309. San Luigi, ovvero il Re di Francia Luigi IX.
Nel testo si racconta che Luigi, ammalato, fece chiamare il fratello duca di Anjou, ma un servo fece sapere che questi non poteva essere disturbato in quanto impegnato in una partita a dama con monsignor Gautier d'Anemous. Luigi allora si alzò e andò di persona dal fratello: buttò la damiera dalla finestra e inflisse ai due una multa in quanto giocavano a soldi. Che si trattasse proprio di una partita a dama (e non a scacchi) è provato dal fatto che il testo parla di "tables" mentre in altre pagine l'autore parlando degli scacchi li chiama "eschez".

 

 

Un romanzo celebre, un autore importante
Edgard Allan Poe, I delitti della via Morgue

"Le facoltà mentali che definiamo analitiche, sono, di per sé, poco suscettibili di analisi. Le apprezziamo unicamente nei loro effetti. Sappiamo fra l'altro che, per chi le possiede in misura straordinaria, costituiscono sempre una fonte di vivissimo godimento. (…) E' appassionato di enigmi, di rebus, di geroglifici, nel risolvere i quali da prova di ACUMEN che può apparire soprannaturale a un'intelligenza comune. (…).  Eppure calcolare non è di per sé analizzare. (…) Colgo quindi l'occasione per sostenere che le facoltà più elevate dell'intelligenza riflessiva sono messe alla prova più a fondo e con maggiore utilità dal gioco più modesto della dama piuttosto che dall'elaborata frivolezza degli scacchi. In quest'ultimo gioco, dove i pezzi si muovono con mosse diverse e particolari, secondo dei valori vari e variabili, ciò che è soltanto complesso viene scambiato (errore piuttosto comune) per ciò che è profondo.
Si richiede qui la massima capacità d'attenzione. Distrarsi per un attimo significa commettere una svista da cui deriverà un danno o una sconfitta. Poiché le mosse possibili non sono soltanto molteplici, ma anche complesse, le occasioni per simili sviste si moltiplicano, e nove volte su dieci vince la partita non il giocatore più acuto, ma quello che sa maggiormente concentrarsi.
Nel gioco della dama, invece, dove il movimento è UNICO e consente poche variazioni, le probabilità di distrazioni sono minori, e dal momento che la semplice attenzione viene impegnata solo relativamente, i risultati ottenuti da entrambi gli avversari sono attribuibili soltanto a una maggiore dose di ACUMEN. Per toglierci dall'astratto: immaginiamo una partita a dama dove i pezzi siano ridotti a solo quattro dame, e dove naturalmente non ci sia da aspettarsi alcuna svista. E' chiaro che qui la vittoria sarà decisa (dal momento che i giocatori si trovano su un piano di parità) da una mossa 'recherchée', risultato di un eccezionale sforzo mentale. Non potendo valersi dei consueti stratagemmi, l'analista s'insinua nello spirito dell'avversario, si identifica con esso, e non di rado vede così, a colpo d'occhio, l'unica mossa (a volte assurdamente semplice) mediante la quale può indurlo a commettere un errore o affrettare un calcolo sbagliato".

 

Quadri damistici

Il pittore più noto e importante ad essersi occupato di dama è Henry Matisse (1869-1954) che era anche un giocatore; nel 1911 ha dipinto il celebre quadro "La famiglia Matisse" in cui riprende i due figli maschi mentre giocano sotto lo sguardo di mamma e sorella (quadro conservato all'Hermitage di San Pietroburgo). Poi nel 1928 dipinge "Odalische che giocano a dama" conservato in museo a New York.

 

La dama al cinema

Quattro passi fra le nuvole, di Blasetti (1942). Protagonista Gino Cervi che fa una lunga partita usando come pedine cioccolatini.

 

 Il nostro agente all'Avana, di C. Reed (1960). Questo è famosissimo per la partita tra Alec Guiness ed Erneie Kovacs con al posto delle pedine bicchierini di liquore.

 

Primo amore, di Dino Risi (1978). Qui è Tognazzi che si diletta del gioco e ad un certo punto effettua un classico "tiro puliscitutto"

 

Assassinio sul Nilo (1979) Con David Niven e Peter Ustinov. C'è Hercule Poirot, giocatore di dama, autore di una simpatica partita conclusa con tiro e controtiro.

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