Contenuto sponsorizzato

Il prestigioso rifugio Antermoia a Martin Riz, guida alpina e coordinatore del soccorso alpino Fassa e Fiemme

E' stata assegnata dal Cda della Sat la gestione della struttura posizionata nello scrigno dolomitico del Catinaccio. Riz succede (dopo aver superato 101 potenziali candidati) a Almo Giambisi. Bassetti: "Un grande augurio, si fa carico di una eredità importantissima, quella di Almo e Fiorenza"

Pubblicato il - 31 marzo 2017 - 18:34

TRENTO. Il mitico rifugio Antermoia, collocato nello scrigno dolomitico del Catinaccio, sarà affidato a Martin Riz. Il 37enne fassano, guida alpina e membro del soccorso alpino (che coordina per l'area Val di Fiemme e Fassa) succede a Almo Giambisi nella conduzione del prestigioso rifugio. A deciderlo il Consiglio Centrale della Sat che ha deliberato dopo attenta valutazione dei risultati dei colloqui con i quindici candidati rimasti dopo una scrematura molto significativa.

 

A partire dalle 101 manifestazioni di interesse si è passati poi a 34 candidati che hanno presentato curriculum, piani gestionali, certificazioni e abilitazioni. La commissione ha ritenuto di stralciarne 19 e fare colloqui approfonditi con i restanti. Martin Riz ha ottenuto il punteggio complessivo più alto in virtù delle competenze dimostrate, delle conoscenze specifiche di ordine tecnico e gestionale, del progetto complessivo.

 


 

Riz in passato è stato insignito della Medaglia d’oro al valore civile per le operazioni di soccorso in val Lasties. Nel 2009, infatti, in sette sotto la forcella Pordoi erano stati travolti da una valanga mentre stavano cercando di salvare due turisti che, dopo una giornata trascorsa a scalare cascate di ghiaccio, non avevano fatto ritorno in albergo. In quattro avevano perso la vita durante quella tragedia nonostante i tentativi di soccorso dei tre superstiti. Tra questi ultimi, appunto, anche Martin.

 

Qualità dell’accoglienza, promozione dell’ambiente dolomitico, sviluppo delle potenzialità ambientali, escursionistiche e alpinistiche, valorizzazione di percorsi e venti tematici legati all’area del Catinaccio saranno i punti di forza del suo programma.

Molti altri candidati hanno ottenuto punteggi elevati, a conferma della presenza di professionalità, motivazioni, passioni che si stanno affacciando o che cercando conferma. Tutti vedono nella montagna una opportunità non solo di lavoro ma anche di realizzazione concreta di un proprio modo di sentire e vivere la vita.

 

"Non è stato facile arrivare a stilare la graduatoria finale - comunica il presidente Sat Claudio Bassetti - che ha visto Martin Riz raggiungere il punteggio più alto; possiamo affermare con certezza che anche altri candidati sarebbero stati gestori capaci a cui affidare il rifugio. A tutti facciamo i complimenti e gli auguri per le prospettive future. A Martin Riz l’augurio più grande perché si fa carico di una eredità importantissima come quella di Almo e Fiorenza e di una nuova stagione per lo splendido rifugio Sat Antermoia".  

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 27 gennaio 2021
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

28 January - 05:01

In una conferenza stampa a senso unico, come al solito, dove è impossibile interloquire e quindi riuscire a capire davvero qualcosa i due vertici dell'Apss hanno provato a spiegare la situazione alla luce dei dati completi mostrati da il Dolomiti in questo grafico dell'Apss. Tra le motivazioni dei troppi decessi il fatto che la popolazione trentina è particolarmente anziana. In valore assoluto, però, l'Alto Adige lo è ancora di più (il 15,6% della popolazione rispetto al 14,1% del Trentino di over 65) quindi quei 350 decessi in più non si spiegano

28 January - 09:58

Sul rientro in Italia lo zio Gianni Forti spiega: "Chico è in carcere da oltre 20 anni e una condanna simile come quella che ha avuto lui non c'è in Italia. E' una situazione abbastanza fumosa”

27 January - 22:12

In particolare nel mese di novembre il Trentino è stato travolto dal contagio, ma solo una parte parziale dei dati è stato comunicato ufficialmente. L'ex rettore Bassi: " Per due mesi ci hanno raccontato che 'gli ospedali si erano riempiti perché i trentini ultra settantenni erano un po' troppo scapestrati e invece di starsene a casa, andavano in giro e si contagiavano'. Una bugia, purtroppo una delle tante"

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato