Il TrentoDoc protagonista su Forbes, l'America scopre le bollicine trentine
Il metodo classico, nato su intuizione di Giulio Ferrari all'inizio del ventesimo secolo, è finito tra le pagine della nota rivista a stelle e strisce: "Una personalità vivace, il TrentoDoc in breve tempo è riuscito a ritagliarsi il proprio spazio nella tradizione vitivinicola italiana"

TRENTO. "Sei stufo dell'attuale ossessione per il Prosecco? Io certamente sì. Noioso, un vino unidimensionale che ora vanta una grande notorietà per una particolarità e una sola caratteristica: la bollicine. E se devo bere delle bollicine italiane, la scelta cade naturale sul TrentoDoc, spumante che viene prodotto tra le alte vette delle Dolomiti e le ripide valli del Trentino", inizia così l'articolo di Nick Passmore intitolato 'Le migliori bollicine italiane non sono quelle del Prosecco' ('Italy's Best Sparkling Wine Is Not Prosecco').
Il TrentoDoc vola così a New York e diventa protagonista tra le pagine di Forbes, la nota rivista statunitense.
"TrentoDoc - continua l'autore - può sembrare unione abbastanza sciocca delle parole 'Trento', il capoluogo della regione, e 'Doc', il sistema ufficiale di denominazione del vino italiano, ma in realtà rappresenta un doppio tratto, quello distintivo e quello descrittivo".
Nell'articolo si passa in rassegna la "spettacolare topografia del Trentino, non solo visto come scenario accattivante", ma anche perfetto per la produzione di uva e la fermentazione di vini dalla "personalità vivace" per arrivare a quel metodo classico, che ha permesso alla "novità TrentoDoc" di affermarsi e ritagliarsi un posto all'interno della "lunga tradizione vitivinicola italiana".
Il giornalista di Forbes prima spiega che "il metodo classico, il medesimo usato per produrre champagne, è un processo lento, difficile e costose che permettere di raggiungere il risultato di quelle delicate bollicine nel vino", quindi ripercorre brevemente la storia del TrentoDoc, quando nel 1902, Giulio Ferrari, ebbe la grande intuizione, individuando una certa somiglianza fra la Champagne e il Trentino di produrre questo spumante trentino.
L'intuizione di introdurre le uve Chardonnay in Trentino rappresenta un importante innovazione, tanto che già nel 1906 si aggiudica una medaglia d'oro alla Fiera internazionale del Mondo di Milano. Un'azienda che oggi "anche se gestita da una proprietà diversa, è ancora il leader indiscusso del mercato e produce tra i migliori vini al mondo".
Nick Passmore conclude l'articolo puntualizzando che "Il Trentino è il secondo maggiore produttore di vino italiano a metodo classico, raggiungendo un fatturato del 6% negli ultimi tre anni, mentre le vendite dei migliori vini - Riserva e Millesimato - sono aumentate del 13%". La classifica delle cinque migliore etichette, secondo il giornalista di Forbes, vede Altemasi 2010 mettersi alle spalle il Ferrari Perlè e il Rotari Rosè 2013. Ai piedi del podio quindi Maso Martis Dosaggio Zero del 2011 e Borgo dei Posseri Tananai.


















