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Ore 15.15 Trento è italiana: un drappello di cavalleggeri del Regio Esercito raggiunge Piazza Duomo

Esattamente 98 anni fa l'esercito italiano entrava nel capoluogo trentino dopo tre anni di sanguinosi combattimenti "Fra il delirante entusiasmo della popolazione, innanzi a una turba immensa di soldati austriaci sorpresi nella città", scriveva il Corriere dell'epoca (GUARDA LE FOTO)

La cavalleria italiana in Piazza Duomo
Di Luca Pianesi - 03 novembre 2016 - 14:23

TRENTO. Ore 15.15, 1918. Un drappello di Cavalleggeri del reggimento Alessandria entra a Trento e dà il via all'occupazione del regio esercito italiano del capoluogo del Trentino dopo tre anni di terribili combattimenti. Da quel momento in poi Trento è italiana. Sulla Torre del castello del Buonconsiglio viene issato il tricolore. Un avvenimento storico sopratutto per i centinaia di volontari che avevano attraversato il confine per "scegliere la patria".  Dal Corriere della Sera del 5 novembre 1918: "Fra il delirante entusiasmo della popolazione, innanzi a una turba immensa di soldati austriaci sorpresi nella città, il tricolore fu issato sul Castello del Buon Consiglio, antica dimora dei vescovi di Trento, consacrato dal martirio di una lunga schiera di patrioti, dalla fucilazione degli insorti del ’48, dall’impiccagione di Cesare Battisti e di Filzi".

 

L'ingresso degli italiani, narra la storiografia, fu preceduto da una motocicletta sidecar, alla quale era stata attaccata una bandiera tricolore, guidata dal marchigiano Franco Ciarlantini che era stato incaricato di attraversare le strade trentine, per verificare che tutto fosse in ordine prima del via libera al generale Ernesto Tarditi, comandante dei cavalleggeri “Alessandria”, che sostava a Villa Acquaviva, poco a sud di Mattarello. Accolti dall'entusiasmo popolare degli abitanti, a loro si aggiunsero presto anche gli Arditi dei reparti d'assalto, gli Alpini e gli artiglieri di montagna. Alle 22 arrivò anche la Quarta Armata che aveva terminato le sue operazioni in Valsugana.

 

Come vi si era arrivati? Nel '18 l'esercito austro-ungarico tenta una massiccia controffensiva sul fronte italiano, da sferrare in giugno. Un ultimo tentativo di ribaltare le sorti di una guerra che li vedeva sempre più in difficoltà. La battaglia del solstizio però vide infrangersi ogni speranza austriaca contro la resistenza opposta dal Regio Esercito Italiano sulla linea del fiume Piave. Lo sfondamento avrebbe consentito l'accesso alla pianura padana, ma dopo la mancata riuscita le forze dell'Impero austro-ungarico si ritrovarono allo sbando incapaci di opporre una reale resistenza alla controffensiva italiana che iniziò il 24 ottobre con la battaglia di Vittorio Veneto. I tedeschi cominciarono a sbandare. Il 3 novembre alle 13 una delegazione austriaca raggiunse la Villa Giusti, nel padovano, dove si trovava il quartier generale dell'Esercito italiano e intorno alle 15 venne firmato l'armistizio con la clausola che sarebbe entrato in vigore alla stessa ora del 4 novembre.

Ore 15.15 del 3 novembre 1918 la cavalleria italiana entra a Trento

 

Trento, però, divenne italiana il giorno prima dell'armistizio: esattamente 98 anni fa. E così tutta Italia potè assistere allo sventolare del tricolore sul Castello del Buonconsiglio, luogo simbolo dove vennero giustiziati gli irredentisti Cesare Battisti, Fabio Filzi e Damiano Chiesa.

 


 

 

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