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Polo natatorio, l'amministrazione risparmierebbe 800 mila euro all'anno. Il Comitato promotore: "Questo ottimo lavoro di Cassa del Trentino cambierebbe il volto agli sport acquatici"

Le ipotesi da 8 milioni e 13 milioni non convengono e Cassa del Trentino nella sua relazione indica la terza via: un impianto da 11 milioni e la chiusura di Manazzon interna e Madonna Bianca. Il taglio del nastro potrebbe avvenire nel 2022

Il polo natatorio dovrebbe sorgere vicino al Palaghiaccio (nello spazio in giallo)
Di Luca Andreazza - 21 febbraio 2017 - 17:10

TRENTO. Tra le due litiganti, la terza ipotesi gode, quella intermedia da circa 11 milioni di euro. Il taglio del nastro del nuovo polo alle Ghiaie dotato di vasche da 51,5 x 25 metri, con 'pontone' per ottenere due piscine e una vasca 12,5 x 25 metri e 25,0 x 12,5 metri e profondità di 5 metri per tuffi fino a piattaforma di 5 metri, avverrebbe presumibilmente a cavallo fra il 2021 e il 2022, sacrificando sicuramente la sezione indoor della Manazzon e di Madonna Bianca. Un piano che porterebbe all'efficentamento del sistema natatorio trentino, al raddoppio della superficie acquatica, ma soprattutto al risparmio di 800 mila euro annui per le casse comunali. Una soluzione cittadina e agonistica. Risparmi importanti, dove le stime prudenziali di Cassa del Trentino inducono all'ottimismo: i margini sono ampi, considerando i prezzi d'ingresso favorevoli, oggi giustamente calmierati dal Comune, le prospettive di indotto generate dai grandi eventi e dallo sviluppo commerciale, non considerate. Insomma il pareggio di bilancio non è poi una chimera. 

 

E chi leva in alto i calici di acqua clorata al cielo non manca, come il Comitato che, mai fuori da righe e schemi, se non ha fatto centro, non è andato così distante oltre un anno fa: "Si tratta - commenta Cristiano Mosca, presidente del Comitato spontaneo di promozione - di un ottimo lavoro di analisi di Cassa del Trentino. Questa relazione conferma che la nostra idea promossa già a fine luglio 2015 poggia su basi veramente solide. In tempi non sospetti siamo stati i primi a dire che un nuovo impianto, se ben realizzato e ben gestito, avrebbe aumentato gli spazi in acqua e ridotto i costi di disavanzo a carico dell'amministrazione. Non tutti ci avevano creduto, ma alla fine questo risultato è stato messo nero su bianco: il Comitato vuole ringraziare i suoi numerosi interlocutori di quello che sarà il primo impianto natatorio 2.0 del Trentino". 

 

Un nuovo impianto che potrebbe ospitare meeting di caratura nazionale e internazionale e come anticipato da Il Dolomiti, accogliere a regime una stima di circa 120 mila ingressi, toccando però le 200 mila unità in caso di chiusura della piscina di Madonna Bianca: 67 mila ingressi sono l'eredità delle Manazzon, 79 mila quella di Madonna Bianca, 9 mila quelli che si 'trasferirebbero' da Trento Nord e 40 mila l'utenza attirata dalla novità. Un giro che dovrebbe garantire 805 mila euro di ricavi a fronte di uscite per 990 mila euro, mentre i costi di gestione si dovrebbero aggirare intorno ai 2 milioni di euro sui dieci anni. 

 

"Questa terza ipotesi - prosegue - che comprende la chiusura della piscina di Madonna Bianca e la piattaforma da 5 metri era stata ventilata e proposta sottovoce agli addetti ai lavori in diversi incontri. Questo piano è il massimo dell'impianto realizzabile ai migliori costi: moderno, efficiente e sobrio".

 

L'analisi svolta da Cassa del Trentino inserisce il polo natatorio in un sistema ed evidenzia "una sostanziale stabilità negli anni degli utenti nelle piscine gestite da Asis, questo trend suggerisce cautela nella stima circa la potenziale aggiunta attesa nella realizzazione del nuovo impianto. Per tendere verso condizioni di equilibrio gestionale dell'impianto è essenziale limitare il frazionamento dell'utenza a due poli natatori: Gardolo e Ghiaie".

 

Altri punti di forza sono la possibilità di considerare l'impianto come di 'quartiere' e applicare l'iva al 10% anziché al 22%, mentre la chiusura di Madonna Bianca consentirebbe al Comune di 'risparmiare' 500 mila euro a fronte di un disavanzo del nuovo impianto di circa 200 mila euro, un'elevata utenza (146 mila ingressi) adeguata all'importanza della struttura e la possibilità di riqualificare come palestre Manazzon indoor e Madonna Bianca.

 

"Il possibile risparmio - continua il presidente - mette il consiglio comunale di fronte alla possibilità di ottenere ogni anno una cifra di risparmio talmente consistente da favorire il finanziamento della riqualificazioni a palestre di Manazzon e Madonna Bianca e della conversione alle attività ludiche acquatiche degli impianti di Gardolo e Manazzon outdoor. Trento potrà così avere un'offerta di sport e divertimento in acqua che soddisfa tutte le discipline sportive dell'acqua, a minori costi e spazi maggiori".

 

Una soluzione che entrerebbe nel solco della nuova politica di riduzione dei costi dell'amministrazione: "La chiusura, non sicuramente immediata, di Madonna Bianca - conclude Mosca - potrà anche far nascere nelle società sportive che lì gravitano, la voglia di fare un salto di qualità nel management sportivo, pensando addirittura (come avviene in molti impianti in Italia) alla presa in carico della gestione direttamente".

 

Rimangono quindi solo sullo sfondo le prime due ipotesi, quella progettuale più contenuta prevede un costo complessivo di 8 milioni di euro per la realizzazione di un'unica vasca per le discipline del nuoto e dei tuffi dalle dimensioni di 51,50 x 21 metri. La piattaforma per i tuffi sarà di altezza massima 5 metri in modo da contenere l'altezza del fabbricato e quella valutata 13 milioni di euro, prevede invece la realizzazione di un impianto destinato alle attività del nuoto e dei tuffi destinato ad ospitare competizioni di livello internazionale e nazionale, una capienza di circa mille spettatori e la costruzione di due vasche separate, una per il nuoto e l'altra per i tuffi.


 

 

 

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