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Psicologo obbligatorio per gli insegnanti? Il Garante dei minori di Trento: "Esistono già altre procedure per affrontare i problemi a scuola"

Dopo l'ennesimo caso di maestre colte a percuotere e insultare dei bambini il Garante dei minori della Calabria ha chiesto al Miur visite obbligatorie per gli insegnanti. Pochi giorni fa a Cles il caso di una maestra che ha colpito una sua collega con una forbice. Abbiamo chiesto a Daniela Longo che strade percorrere

Di Luca Pianesi - 14 marzo 2017 - 12:39

TRENTO. Visite psicologiche obbligatorie per gli insegnanti. Lo ha richiesto il Garante per l'Infanzia e l'Adolescente della Regione Calabria Antonio Marziale al Ministero dell'Istruzione dopo l'ennesimo caso di studenti maltrattati da insegnanti. L'ultimo fatto è accaduto in una scuola in provincia di Reggio Calabria dove i carabinieri hanno documentato, con tanto di telecamere, il comportamento di due maestre che a più riprese prendevano a male parole, urla e sberle dei loro studenti. "Due schizzate - le ha definite Marziale con un video su Facebook - che pensavano di educare i bambini maltrattandoli strattonandoli e colpendoli a schiaffi in faccia. Sono andato al Miur è ho trovato terreno fertile per la mia proposta, ormai ventennale, di sottoporre a visita di tenuta psicologica gli insegnanti. L'essenziale - ha aggiunto Marziale - è tutelare il minore non è quello di non offendere la dignità del docente... come se sottoporsi a una visita psicologica fosse una cosa umiliante... io la farei tutti i giorni". 

 

Eppure pochi giorni fa anche da noi in Trentino è successo qualcosa di assolutamente sconcertante: una maestra della scuola di Cles ha sollevato un paio di forbici (per fortuna da carta e quindi poco appuntite) e le ha usate per colpire una collega. Apparentemente senza nessuna ragione, senza che in passato si fossero verificati screzi tra le due. Si sarebbe trattato di un vero e proprio raptus e anche i testimoni non hanno che potuto ricondurre le ragioni del gesto ad un momentaneo ed improvviso stato di malessere dell’insegnante. E allora può diventare davvero importante sottoporre a controlli psicologici anche gli insegnanti trentini? "Io credo che non serva percorrere nuove strade - commenta la Garante dei minori di Trento Daniela Longo -. Marziale è una persona preparata e molto innovativo nelle sue proposte. Tra l'altro è un sociologo quindi, forse, è più propenso a cercare nuovi tipi di soluzioni. Io sono un'avvocata e quindi credo che le procedure per evitare che i rapporti interni alle scuole degenerino, già esistano". 

 

E' un dato di fatto, però, che i rapporti in aula si fanno sempre più difficili. Gli insegnanti invecchiano, il turnover non permette un ricambio efficace e i giovani sono sempre più soggetti a stimoli esterni. Il distacco tra adulti e giovani si acuisce e, grazie anche alle nuove tecnologie di cui dispongono, i nostri ragazzi hanno, a portata di un click, l'accesso a qualsiasi tipo di informazione. I vecchi modelli di insegnamento, quindi, risultano spesso superati e poco interessanti, crescono i conflitti e la vita per i docenti in classe si fa sempre più dura. "Questo è vero - prosegue Longo - e infatti ci vuole una nuova importante alleanza tra genitori e insegnanti. E quando viene richiesto il nostro intervento io cerco sempre di agire per la conciliazione, per mettere in comunicazione le parti".

 

Ma lo psicologo, allora, serve? "Serve certamente, ma come è già oggi impiegato - completa la Garante dei minori di Trento -. I problemi in classe, inutile negarlo, stanno aumentando. Per esempio crescono i disturbi comportamentali dei ragazzi, disturbi che probabilmente esistevano anche prima ma che non erano compresi. Anche in questo senso il loro rapportarsi con i maestri è certamente più complesso. M già adesso sono previsti gli incontri congiunti tra assistenti sociali, psicologi, dirigenti scolastici. Insomma, io cercherei prima di tutto di applicare le leggi e le procedure che già esistono. Per le novità aspettiamo che si esprima il ministero".

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