Continuità didattica fa rima con qualità didattica? La lettera di un gruppo di genitori mentre i sindacati annunciano i tavoli tecnici con la Provincia
Alcuni genitori della Scuola Primaria di Centa S. Nicolò che ribadiscono come "tutti i bambini, e fra loro per primi quelli con bisogni educativi speciali, abbiano il diritto di avere insegnanti motivati e volenterosi che svolgano appieno la propria attività". Nel frattempo si sono mosse anche le istituzioni. Ieri i sindacati hanno incontrato il Dipartimento della conoscenza. Mazzacca: “Serve una maggiore capacità di programmazione e una vista più lunga''

TRENTO. Il caso si era aperto qualche giorno fa con l'accorata lettera di una mamma. La maestra di sostegno che, per due anni, aveva seguito sua figlia, affetta da difficoltà motorie e cognitive, era stata sostituita. Così, di punto in bianco. La famiglia l'ha saputo solo a fine agosto, su Whatsapp. Tutto da rifare. La bambina, in questi due anni, aveva costruito un rapporto di fiducia con l'insegnante e aveva fatto notevoli progressi. La continuità didattica fa (anche) questo. "Ora si riparte da capo", ha scritto la mamma (QUI ARTICOLO).
A questa lettera, ora, se ne aggiunge un'altra (che pubblichiamo integralmente qui sotto). L'hanno inviata a il Dolomiti alcuni genitori della Scuola Primaria di Centa S. Nicolò, e fa fare, a tutta la questione, un passo avanti. Uno dei grossi problemi delle nostre scuole, infatti, è la mancanza di insegnanti, soprattutto di sostegno ma sarebbero molti gli insegnanti con un incarico part-time che disponibili ad aumentare il proprio orario per coprire gli spezzoni di cattedre ancora scoperte ma che, semplicemente, non possono farlo. Per farla breve: il sistema è fatto in modo tale che un docente in vantaggio in graduatoria sia portato a privilegiare il conteggio ore e non la continuità didattica. Un sistema, evidentemente, deleterio: per i docenti ma, soprattutto, per gli studenti. Se quest'ultimi presentano difficoltà, capite bene quanto la cosa diventi ancora più dannosa.
Per capirsi, dati alla mano, nell'anno scolastico 2018/2019, gli studenti certificati Dsa erano il 5,1% (3.580), quasi 1.500 in più rispetto a cinque anni prima. Quelli con disabilità certificata 104 erano il 3,6%, cioè 2.570. Numeri, evidentemente, destinati a crescere.
Ieri i sindacati - come preannunciato nei giorni scorsi (QUI ARTICOLO) - hanno incontrato il Dipartimento della conoscenza per presentare alcune proposte e mettere in evidenza alcuni problemi. Per la scuola, dicono, serve una maggiore programmazione. Per questo, da questo mese, dovrebbero partire i tavoli tecnici Provincia-sindacati. La scuola trentina, in particolare la primaria, rischia di arrancare se non si cambia la struttura del reclutamento.
“Serve una maggiore capacità di programmazione e una vista più lunga – ha detto Cinzia Mazzacca, segretaria generale della Cgil scuola -. I problemi di oggi arrivano anche dal passato e, per evitare che si ripetano, è importante tenerne conto nelle scelte che l’Amministrazione sta per compiere per evitare di trovarci cattedre scoperte e studenti senza insegnanti. I concorsi già programmati o realizzati rischiano di dare risposte solo parziali”.
È fondamentale, insomma, stabilizzare gli insegnanti per garantire continuità all'azione didattica. Il primo banco di prova per la primaria sarà il concorso straordinario previsto per aprile.
Secondo i sindacati, poi, è necessario portare avanti anche un dialogo con l'Università di Bressanone sul numero chiuso. La facoltà di Scienze della formazione della cittadina altoatesina, evidentemente, forma meno persone di quelle che servono alla nostra scuola.
Flc sottolinea anche l'importanza del concorso straordinario previsto per gli insegnanti della secondaria (bando già definito dalla legge provinciale n. 15/2018). È la coda dei due concorsi dello scorso anno che, però, non avevano incluso alcuni precari in quanto sprovvisti del requisito dei tre anni di servizio.
I problemi, però, non finiscono qui: le scuole medie musicali, ad oggi, sono insufficienti; c'è la questione personale Ata e assistenti educatori. "È un momento straordinario - spiega Flc - che ha bisogno di una risposta immediata". L'Amministrazione pare aver accolto positivamente gli spunti arrivati dal sindacato. In particolare s'è detta pronta ad impegnarsi per il sostegno alle medie e il reclutamento per infanzia e primaria.
In tutto questo, a farne le spese, sono ancora una volta i ragazzi. Continuità didattica coincide con qualità didattica. Garantire agli studenti la possibilità di formarsi con un unico insegnante che li segua in tutte le fasi del percorso scolastico è la prima, e più rilevante, conquista cui dovremmo puntare. La continuità didattica diventa, poi, irrinunciabile quando va a toccare bambini e ragazzi con difficoltà. Il rapporto di fiducia, e conoscenza, tra docente e bambino/ragazzo richiede tempo e pazienza. E non può (non deve) essere cancellato, con un colpo di spugna, da un sistema di reclutamento ottuso e, in ultima analisi, ingiusto.
Si legge ogni giorno sui giornali il problema della mancanza di insegnanti, soprattutto per quanto riguarda il sostegno, e chi legge è portato a pensare che il problema stia proprio nel fatto che non ci siano docenti: ma in molti casi non è esattamente così. Nelle scuole del Trentino, infatti, ci sono insegnanti, con un incarico part time, disponibili ad aumentare il proprio orario e a coprire così gli spezzoni di cattedre ancora scoperte ma non possono farlo.
Questa situazione è correlata al neo introdotto sistema della "Chiamata Unica" per le assunzioni a tempo determinato dei docenti nella scuola primaria e secondaria; rispetto all’assegnazione dei posti disponibili. Nel dettaglio, al punto due del paragrafo “sanzioni” viene infatti specificato che “nel caso in cui il posto venga assegnato ad un docente che segue l'interessato in ordine di graduatoria, viene applicata la seguente sanzione: l’aspirante docente non può essere interpellato dal Dirigente dell’istituzione scolastica per la quale sussisteva disponibilità nel sistema, per i successivi incarichi che si rendano disponibili.”
In pratica, secondo questo nuovo regolamento, un docente, in vantaggio in graduatoria, dovrebbe privilegiare, nel momento in cui sceglie, non tanto la continuità didattica e il rapporto di collaborazione già instaurato, nell'anno precedente, con colleghi e bambini,come si è sempre cercato di fare, bensì un mero conteggio delle ore. Per esempio il nuovo sistema non permette ad un insegnante qualificato, con esperienza, che conosce la classe e che è già presente sul plesso con altre ore di insegnamento di assumere l’incarico di sostegno completando la sua cattedra. Riteniamo che questo tipo di sanzione, poco chiara, controversa, sia sicuramente lesiva del diritto dell’insegnante di scegliere il posto a lui più favorevole, rispetto all’organizzazione logistica, familiare e personale e soprattutto rispetto alla responsabilità professionale e alla propria posizione in graduatoria.
Siamo altresì preoccupati perché sappiamo che allo stato attuale, i docenti qualificati sono già stati tutti assegnati e che la prassi indica di attingere ad una lista, dove non sempre le persone sono in possesso dei requisiti necessari per un incarico così delicato com’è quello del sostegno.
Non vogliamo pensare che la situazione in questione sia stata intenzionalmente progettata da chi ha costruito il sistema "Chiamata Unica", ma che sia una semplice conseguenza non prevista.
Abbiamo chiesto al Dipartimento Istruzione e Cultura di prendere in esame la situazione e di rivedere il regolamento in modo da non penalizzare gli insegnanti già in graduatoria. In particolare, auspichiamo che, anche nell’immediato, venga posto rimedio a quest’ingiusta sanzione permettendo ai docenti di poter svolgere oltre all’orario assegnato le ore di sostegno nella stessa classe o scuola.
Noi genitori ci siamo mobilitati scrivendo al dipartimento e ora al giornale perché crediamo fermamente che, come afferma Thich Nhat Hanh, “insegnanti felici cambiano il mondo” e che tutti i bambini, e fra loro per primi quelli con bisogni educativi speciali, abbiano il diritto di avere insegnanti motivati e volenterosi che svolgano appieno e serenamente la propria attività.
Un gruppo di genitori della scuola primaria di Centa San Nicolo.


















