Rivoluzione orari nelle scuole dell'infanzia: il sindacato frena sull'estensione senza nuove assunzioni
Il sindacato Cgil/Agb interviene sull'estensione dell'orario in Alto Adige: "Servono investimenti e più organico. I parametri di 25 bambini per sezione sono ormai superati"

BOLZANO. L’annuncio dell’estensione dell’orario di apertura delle scuole dell’infanzia fino alle ore 17 (ne abbiamo parlato in Questo articolo) ha acceso un vivace dibattito tra l'amministrazione provinciale e le rappresentanze sindacali. Cgil/Agb ha preso posizione dichiarando di non essere contraria in linea di principio a una misura che potrebbe rappresentare un importante sostegno per molte famiglie altoatesine. Tuttavia, il sindacato ha espresso disappunto per aver appreso la notizia attraverso i media e ha immediatamente posto delle condizioni rigorose affinché tale cambiamento non ricada interamente sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori del settore pedagogico.
Secondo l'organizzazione sindacale, l'estensione dell'orario non può essere una misura isolata, ma deve necessariamente far parte di un piano complessivo che garantisca la qualità del servizio e la salute del personale. Da decenni le scuole dell’infanzia operano con parametri che il sindacato definisce ormai superati, basati su sezioni da 25 bambini gestite da due sole figure pedagogiche. A fronte di una crescente complessità delle esigenze educative e sociali, queste condizioni strutturali non appaiono più adeguate a sostenere un ulteriore allungamento dei turni senza un investimento massiccio in nuove risorse umane e organizzative.
Il nodo centrale della questione riguarda la cronica carenza di personale qualificato, che già oggi costringe le strutture a ricorrere a soluzioni di emergenza a discapito della qualità del lavoro. Per questa ragione, la Cgil/Agb ritiene fondamentale che ogni progetto di ampliamento dell'orario sia preceduto dal rafforzamento degli organici stabili e da una chiara regolamentazione delle ore di lavoro. Viene inoltre chiesta con forza l'abolizione dei cosiddetti "slittamenti di personale", una pratica che frammenta la continuità educativa e logora le risorse esistenti nel tentativo di coprire i buchi di orario.
Per procedere verso l'attuazione della riforma, il sindacato esige ora un confronto immediato e trasparente con i vertici della politica e dell’amministrazione scolastica.
La posizione dei rappresentanti dei lavoratori è ferma nel ribadire che la salvaguardia della qualità pedagogica non può essere separata dalla tutela dei diritti di chi opera quotidianamente nelle aule. Solo attraverso investimenti concreti e il rispetto degli impegni assunti nei confronti del personale si potrà garantire un servizio che sia realmente utile alle famiglie e rispettoso della dignità professionale delle educatrici, poiché tutelare chi lavora significa, in ultima analisi, proteggere il benessere dei bambini.












