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Centoquaranta cattedre scoperte e via libera a docenti senza specializzazione, Ferrari e Coppola: ''Mancano insegnanti di sostegno, i servizi peggiorano''

Il caso è stato aperto nei giorni scorsi da una mamma di una bimba con difficoltà motorie e cognitive che ha inviato a ilDolomiti una lettera per spiegare che la maestra di sostegno che ha affiancato la sua bambina, quest'anno è stata sostituita (tra l'altro la famiglia è stata messa di fronte al fatto compiuto con un messaggino Whatsapp a fine agosto) e quindi tutto ripartirà daccapo

Di Luca Pianesi - 02 October 2019 - 06:01

TRENTO. Centoquaranta cattedre scoperte e intanto via libera a insegnanti senza specializzazione specifica, iscritti alla lista dei precari e nelle graduatorie per altre materie, a seguire giovani con disabilità fisiche e cognitive. Il tutto mentre a livello di ''sistema'' si sta facendo un corso con l'Università di Trento per formare cinquanta insegnanti che, però, saranno pronti il prossimo anno scolastico e saranno comunque troppo pochi per dare risposta alle esigenze.

 

Il caso è stato aperto nei giorni scorsi da una mamma di una bimba con difficoltà motorie e cognitive che ha inviato a ilDolomiti una lettera per spiegare che la maestra di sostegno che ha affiancato la sua bambina per i primi due anni della scuola materna, facendo fare grandi progressi alla piccola che ha ''raggiunto autostima e serenità'', quest'anno è stata sostituita (tra l'altro la famiglia è stata messa di fronte al fatto compiuto con un messaggino Whatsapp a fine agosto) e quindi tutto ripartirà daccapo (QUI ARTICOLO).

 

Un tema, quello legato agli insegnanti di sostegno, che si è dimostrato essere di primaria importanza. I dati, infatti, dicono che nell’anno scolastico 2018/19 gli studenti con Dsa certificato erano il 5,1%, pari a 3.580 e quasi 1.500 in più rispetto a cinque anni prima. I bambini e ragazzi che hanno una disabilità con certificazione 104 sono il 3,6%, cioè 2.570, anche in questo caso in crescita.

 

E per questo i sindacati, negli scorsi giorni, hanno chiesto un incontro urgente con l'assessore competente Bisesti perché se pure le risorse economiche sul settore sono state confermate, restano forti perplessità su come è stata gestita l'organizzazione del comparto. ''Fino a questo momento - hanno spiegato i segretari di Cgil, Cisl e Uil Mazzacca, Galli e Montefusco - la scuola trentina ha puntato con lungimiranza e molto impegno sull’inclusione scolastica e sulla valorizzazione delle differenze, dando attenzione ai bisogni educativi speciali degli studenti. Oggi qualcosa in questo meccanismo si è inceppato: abbiamo ricevuto diverse segnalazioni di docenti e dirigenti che lamentano la carenza di risorse adeguate per far fronte alle esigenze della loro scuola''.

 

E in attesa di risposte da parte dell'assessore Bisesti si muove la politica. La consigliera del Partito democratico Sara Ferrari ha depositato, venerdì, un'interrogazione: ''Ogni volta che ci siamo dichiarati contro un taglio, una chiusura, contro il ridimensionamento di un qualche intervento in materia di cooperazione o integrazione, la risposta che abbiamo ricevuto è stata: “noi dobbiamo pensare ai Trentini”. Ammesso e non concesso che uno slogan possa essere ancora, a quasi un anno dal voto, la parola d’ordine di un Governo provinciale, ho interrogato la Giunta su una situazione che proprio i Trentini riguarda: il netto peggioramento che stanno subendo i servizi di affiancamento e appoggio ad alunni con bisogni educativi speciali. Ho chiesto quindi alla Giunta se non ritenga prioritario ed urgente incontrare le parti sociali impegnate in questo delicato settore e per quale ragione, a fronte dei tagli recentemente effettuati a diversi capitoli del bilancio, queste risorse non siano ancora state indirizzate ad aumentare gli stanziamenti previsti per questi interventi. Infine quale nuova strategia abbia elaborato per dare risposte concrete alle famiglie coinvolte''.

 

E un'interrogazione è stata depositata oggi anche dalla consigliera di Futura Lucia Coppola che spiega come ''la graduatoria degli insegnanti con titolo di specializzazione per il sostegno è esaurita e attualmente sono scoperte centoquaranta cattedre. Le scuole stanno reclutando insegnanti senza specializzazione specifica, iscritti nella lista dei precari e nelle graduatorie per altre materie. Molti di loro tra l’altro rifiutano il posto in quanto non si sentono adeguatamente preparati ad affrontare un compito che richiede una specifica preparazione. A Rovereto è attivo un corso dell’Università per formare cinquanta insegnanti che saranno a disposizione per il prossimo anno scolastico. E’ evidente che è solo una soluzione tampone. Il prossimo anno ci saranno ancora cento vuoti in organico''.

 

''Il corso - prosegue Coppola - tra l’altro costa tremila euro e mal si concilia con gli orari di chi lavora nella scuola. Considerato che è segno di civiltà per la scuola farsi carico delle disabilità e delle difficoltà degli studenti, aiutandoli nell’apprendimento e sviluppando le loro potenzialità interrogo il presidente della Provincia di Trento e l’assessore competente per sapere se intendano attivare altri corsi di specializzazione entro fine anno, in modo da iniziare il prossimo anno scolastico senza carenza di insegnanti di sostegno; se intendano, in accordo con l’Università, modificare gli orari dei corsi in modo che possano partecipare anche gli insegnanti che lavorano; se intendano venire incontro alle insegnanti per quanto riguarda i costi di iscrizione ai corsi di formazione, il cui importo troppo alto disincentiva molti alla partecipazione''.

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