"Uno psicologo di base per tutti i lavoratori". La proposta di Uil scuola: "In Alto Adige tra il 30 e il 40% degli insegnanti si rivolge allo sportello interno agli istituti"
In Alto Adige sono diversi i progetti e gli sportelli per facilitare l'accesso allo psicologo nelle scuole, non soltanto per gli studenti ma anche per famiglie e personale scolastico. L'esigenza si è accentuata nel post pandemia: negli ultimi due anni sono raddoppiate le richieste. Uil: "Psicologo di base per tutti come avviene per il medico di famiglia"

BOLZANO. "Uno psicologo di base per tutti i lavoratori". E' questa la proposta di Uil Scuola che da una riflessione dal mondo scolastico vuole estendere il tema a tutta la società. "Tra il 30 e il 40% degli insegnanti si rivolge allo sportello psicologico interno agli istituti", riporta il segretario regionale Marco Pugliese.
In Alto Adige da tempo si sta parlando di facilitare l'accesso allo psicologo di base a scuola e non solo per gli studenti. Soltanto il 9 agosto scorso per far fronte agli effetti a lungo termine della pandemia e delle chiusure degli istituti scolastici che hanno causato stress e forte ansia agli studenti, è stato approvato il progetto biennale "Psicologia scolastica aziendale" sviluppato dell'Azienda sanitaria dell'Alto Adige, assieme all'Ufficio assistenza sanitaria ed alla Ripartizione salute.
Non si parla però soltanto di problemi legati ai giovani e giovanissimi: l'Alto Adige offre un supporto anche a famiglie e operatori della scuola. Proprio nella scuola italiana per esempio da anni sono attivi degli sportelli di consulenza rivolti agli adulti, dedicati ognuno a un ambito differente, con dei servizi vengono offerti nel periodo scolastico.
"Tra il 30 e il 40% degli insegnanti si rivolge allo sportello psicologico interno agli istituti – spiega il segretario regionale di Uil Scuola Marco Pugliese – e questo è certamente un aspetto incoraggiante. Lo psicologo si sta rivelando una figura molto utile, specie nel periodo post pandemia che ha lasciato molte inquietudini e difficoltà a più livelli. Non solo, chiaramente, tra gli alunni".
Visti gli effetti negativi lasciati dalla pandemia questa potrebbe rivelarsi una "svolta storica" per un cambio di percezione di queste sedute nella società. "Dobbiamo tutti lavorare perché si esca dal pregiudizio sbagliato che lavorare sulla propria psiche e curarla sia qualcosa per cui provare imbarazzo o, peggio, vergognarsi - prosegue - non solo i sindacati ma anche gli enti, le istituzioni e le associazioni dovrebbero insistere periodicamente sulla buona abitudine di occuparsi del proprio benessere psichico oltre che fisico. A volte basta iniziare semplicemente con una chiacchierata".
Dall’anno scolastico 2022/23 è stato attivato anche il nuovo sportello "S.O.S. Sostegno", dedicato proprio al personale scolastico per offrire una consulenza più mirata, specifica per docenti, insegnanti di sostegno e referenti Bes delle scuole di ogni ordine e grado, dall’infanzia alle scuole professionali.
Ogni istituto dispone di uno psicologo che fornisce consulenza individuale e/o di gruppo per genitori, docenti e alunni. Oltre a essere un utile sensore per la rilevazione dei bisogni interni della scuola nell’ottica della prevenzione del disagio, dichiara la Provincia autonoma di Bolzano, e della promozione del benessere, il servizio funge anche da filtro ai servizi socio-sanitari del territorio per l’eventuale presa in carico di situazioni problematiche.
Secondo i dati raccolti per quanto riguarda lo Sportello Parliamone, che offre consulenza psicologica e orientamento ai servizi del territorio, negli ultimi due anni le richieste di colloquio sono pressoché raddoppiate: se durante l’anno scolastico 2020/21 si erano tenuti 1744 colloqui, l’anno scolastico 2021/22 questo servizio di consulenza ne ha registrati 3303. A farne maggiormente ricorso sono stati insegnanti, genitori e studenti delle scuole medie (44%), direttamente seguiti da quelli delle superiori (40,5%).
La proposta del sindacato dunque vuole estendersi ad altri settori per essere più di carattere generale. "In ragione di questo - sostiene Pugliese - credo che sarebbe davvero molto utile disporre uno psicologo di base per tutti. Proprio come avviene per il medico di famiglia. Eliminerebbe qualsiasi imbarazzo da primo approccio rendendo tutti uguali. Ribadendo, oltretutto, l’importanza sociale dello psicologo in un periodo storico dove il burnout è un pericolo sempre più diffuso. Sarebbe una prevenzione utile e profonda con benefici anche per la salute pubblica evitando certe degenerazioni. Soprattutto nel mondo del lavoro".
Una necessità che era stata sottolineata anche dal mondo della politica anche in trentino prima con il ddl presentato dalla consigliera Lucia Coppola di Europa Verde ad aprile scorso, poi il 10 giugno 2022 da una proposta presentata dalla prima firmataria, la consigliera del Patt Paola Demagri, in collaborazione con la collega Sara Ferrari (Pd) e i colleghi Paolo Zanella (Futura) e Ugo Rossi (Azione), che avevano assegnato il documento alla Quarta Commissione.


















