''Molti docenti passano dalla scuola dell'infanzia a quella primaria e dal Trentino grande richiesta di trasferirsi da noi. Serve puntare sulla qualità dell'insegnamento''
L'allarme della Uil-Sgk in Alto Adige si riferisce al differente trattamento contrattuale tra scuole statali e scuole dell'infanzia provinciali. In Alto Adige, poi, la laurea magistrale alla scuola primaria è retribuita, a Trento no e per questo si chiede maggiore dialogo tra le due province e i due assessorati: ''Serve unità di intenti''

BOLZANO. Molti docenti stanno passando dalla scuola dell'infanzia alla scuola primaria in Alto Adige lasciando scoperto un settore dove diventa sempre più complicato poi trovare personale. L'allarme lo lancia la Uil-Sgk spiegando che la ragione è da ricercare nella differenza di condizioni contrattuali tra scuole statali e scuole dell'infanzia provinciali.
''Pur in presenza d'una abilitazione comune (laurea magistrale abilitante e professionale) la parte dell'infanzia ha un sistema di reclutamento diverso (non segue l'iter nazionale) e non gode di mobilità come i docenti della scuola statale - spigano dal sindacato -. I settori scuola ed infanzia non sono fasi comunicanti, nonostante in molti casi il dirigente scolastico d'un pluricomprensivo abbia al suo interno scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado. Anche la formazione vede nel Ppa una piattaforma unica d'aggiornamento. Sarebbe necessario un tavolo ad hoc che coinvolga più attori, anche perché dal Trentino abbiamo numerosi colleghi che vogliono trasferirsi a Bolzano, in questo caso su più cicli, ma soprattutto perché qui la laurea magistrale alla scuola primaria è retribuita, a Trento no''.
''A questo - proseguono dalla Uil-Sgk - aggiungiamo una retribuzione più elevata ma anche un numero maggiore d'ore funzionali, ben 220 a Bolzano contro la media d'80 a livello nazionale. Attendiamo d'incontrare il nuovo assessore alla scuola per porre una serie di quesiti su: abilitazioni, bonus 500 euro, retribuzione rapportata al carico di lavoro e futuro della docenza di sostegno, nodi che ci paiono da sciogliere per meglio organizzare l'offerta formativa. Come sindacato professionale ci auguriamo la politica strutturi il settore in modo tale prevalga una vera qualità d'insegnamento, che noi docenti mettiamo al centro del nostro lavoro''.


















