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Bolzano
15 novembre | 06:45

Mercato del lavoro, "emergenza" giovani in fuga dalla provincia: 7 mila trasferimenti in 5 anni. "La chiave? Puntare sulla qualità per trattenere ragazze e ragazzi"

L'analisi della Provincia comunica un dato preoccupante: sempre più giovani con una buona formazione lasciano l'Alto Adige: "Il nostro mercato del lavoro non riesce a competere in tutti gli aspetti con quelli dei Länder austriaci, dei Länder tedeschi e dei Cantoni svizzeri, non si potrà prescindere da un aumento dell’attrattività"

Mercato del lavoro, "emergenza" giovani in fuga dalla provincia: 7 mila trasferimenti in 5 anni

BOLZANO. Rendere più attrattivo il mercato del lavoro in Alto Adige rappresenta una delle sfide da vincere sul territorio. A confermarlo sono i numeri che testimoniano un trend chiaro: sempre più giovani con una buona formazione lasciano la provincia di Bolzano, spesso diretti in Austria, Germania o nelle altre regioni italiane.

 

Lo si evince dall'ultima analisi dell' Ufficio osservazione mercato del lavoro della Provincia di Bolzano, e proprio i dati sono indicativi. "Quindici anni fa erano al massimo 1.500 gli altoatesini tra i 20 e i 49 anni - spiega Stefan Luther, direttore Servizio Mercato del lavoro – che in un periodo di cinque anni si trasferivano in uno dei Paesi germanofoni vicini, oggi invece sono circa 7 mila. Ciò significa che ogni anno circa 800 persone in più si trasferiscono in questi Paesi rispetto a quante da lì si trasferiscono in Alto Adige".

 

Ad essere messo in luce è poi un secondo fenomeno, meno evidente: chi non è nato in Alto Adige tende più spesso a ripartire, per quanto riguarda gli italiani, tornando nelle loro regioni d’origine.

 

A spiccare è poi un chiaro legame tra livello di istruzione ed emigrazione: tra chi ha concluso un apprendistato o frequentato una scuola professionale provinciale, viene sottolineato, la quota di persone tra i 19 e i 34 anni che emigra è relativamente bassa (9%). Tra i diplomati la percentuale sale invece al 24%. "Inoltre – osserva Luther – circa il 10% delle persone che, dopo la maturità, sono entrate direttamente nel mondo del lavoro, sceglie di partire. Particolarmente rilevante è il fatto che le persone con voti alti alla maturità mostrano una propensione all’emigrazione superiore alla media".

Guardando poi alle percentuali di "rientro", i numeri dicono che circa un quarto di chi emigra poi rientra: osservando infatti le persone nate in Alto Adige che hanno lasciato la provincia tra il 2011 e il 2015, emerge che dieci anni dopo il trasferimento circa il 25% risulta nuovamente residente in Alto Adige, con le motivazioni che portano a emigrare o, al contrario, a rientrare, che sono molteplici e che sono in fase di approfondimento nell'ambito di uno studio attualmente in corso.

 

"Il nostro mercato del lavoro non riesce a competere in tutti gli aspetti con quelli dei Länder austriaci, dei Länder tedeschi e dei Cantoni svizzeri – spiega il direttore SML Stefan Luther – e non si potrà prescindere da un aumento dell’attrattività dello stesso".

 

Parlando di attrattività del mercato del lavoro, vien da chiedersi quale possa essere la "ricetta" per invertire questo trend e ad offrire uno spunto è l'assessora provinciale al lavoro Magdalena Amhof.

 

"Dobbiamo legare presto ragazze e ragazzi a posti di lavoro attrattivi e farlo puntando sulla qualità. Ciò significa – specifica Amhof – offrire buoni tirocini di orientamento, apprendistati di qualità e anche valide esperienze lavorative estive o di primo impiego. Il mercato del lavoro altoatesino deve essere attrattivo in tutte le sue dimensioni: retribuzioni e carriere trasparenti, opportunità di formazione e di sviluppo professionale, conciliazione tra famiglia e lavoro e alloggi accessibili per chi lavora. È una sfida comune, per trattenere e attrarre più talenti in Alto Adige".

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