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Bolzano
13 gennaio | 13:27

L'occupazione? Cresce solo grazie alla manodopera proveniente da fuori provincia e dall'estero: "Serve incoraggiare le persone residenti ad entrare nel mercato del lavoro"

Ecco i numeri dell'ultimo report dell'Osservatorio Mercato del Lavoro. La provincia: "Si tratta di attirare lavoratori qualificati da fuori Alto Adige, ma anche di incoraggiare le persone già residenti ad entrare nel mercato del lavoro: l'esodo di manodopera e di personale qualificato dall'Alto Adige rimane una sfida che dovrà essere affrontata con determinazione anche nel 2026”

L'occupazione? Cresce solo grazie alla manodopera proveniente da fuori provincia e dall'estero
di Arianna Maccani e Gaia Giovannini (Liceo Prati)

BOLZANO. Senza il contributo della manodopera straniera, la crescita occupazionale degli ultimi due decenni in Alto Adige sarebbe stata possibile solo in misura molto limitata: a dirlo è l'ultima analisi dell'Osservatorio Mercato del Lavoro della Provincia di Bolzano che specifica come solo circa un quinto della crescita occupazionale, dalla fine degli anni novanta, è attribuibile a lavoratori nati in Alto Adige.

 

E dal dato, un'evidenza: la necessità di una politica del mercato del lavoro preventiva ed efficace. Ad affermarlo è l'assessora provinciale al lavoro Magdalena Amhof.

 

“Si tratta – spiega – di attirare lavoratori qualificati da fuori Alto Adige, ma anche di incoraggiare le persone che già risiedono in regione ad entrare nel mercato del lavoro: l'esodo di manodopera e di personale qualificato dall'Alto Adige rimane una sfida che dovrà essere affrontata con determinazione anche nel 2026”.

 

Ad entrare nel merito dei numeri è il direttore della ripartizione Servizio Mercato del Lavoro Stefan Luther che spiega come nel 1998 l'80 per cento dei lavoratori erano altoatesini, mentre oggi questa percentuale è scesa al 60 per cento. "Un dato che – osserva – da solo evidenzia quanto il nostro mercato del lavoro dipenda dalla manodopera straniera".

 

Al di là dell'evidenza data dai numeri, il report spiega come la percentuale di lavoratori stranieri e le regioni di provenienza varino notevolmente a seconda del settore economico: la percentuale di lavoratori provenienti dall'estero, ad esempio, è particolarmente elevata nell'agricoltura, nel turismo stagionale, nell'edilizia e nell'industria manifatturiera. E anche nel settore pubblico, nell'istruzione e nella sanità e nell'assistenza sociale, la crescita dell'occupazione è stata possibile solo grazie alla migrazione di manodopera.

 

Ma da dove provengono nello specifico, i lavoratori?

 

La nuova forza lavoro, spiega il report, proviene in parte dal resto d'Italia, da una manciata di Paesi neocomunitari e da Paesi extracomunitari e molti cittadini di quest'ultimi Paesi, essendo presenti in Alto Adige da molti anni, sono diventati nel frattempo cittadini italiani.

 

E per quanto riguarda i settori?

 

Se le attività stagionali in agricoltura dipendevano inizialmente moltissimo da lavoratori cechi, slovacchi e polacchi, sono cresciute sempre più grazie ad un numero in aumento di lavoratori rumeni. L'edilizia invece ha coperto oltre un terzo della crescita con cittadini albanesi e kosovari.

 

Importante anche l'apporto di cittadini italiani non residenti o nati all'estero, con la manifattura che è cresciuta appoggiandosi a questi ultimi e a molti lavoratori provenienti da Paesi neocomunitari. Il commercio, infine, ha assunto oltre ad altoatesini soprattutto molti italiani provenienti da fuori provincia.

 

Guardando infine alla manodopera aggiuntiva, una parte di questa proviene dal resto d'Italia, un'altra principalmente da alcuni stati membri dell'Unione europea e la parte restante da una serie di paesi extra UE, dove solo i 4 più importanti – Albania, Pakistan, Marocco e India – contano attualmente circa 10 mila occupati, pari a circa il 45 per cento di tutti i cittadini extra UE occupati.

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