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Ruth Colian, la prima ultraortodossa candidata in Israele alla Ferrari: "Non mollate sulla parità di genere"

Il simbolo della lotta femminile all'interno della comunità Haredi, a Trento per il Festival delle Religioni, ha incontrato l'assessora provinciale e Donatat Borgonovo Re e le ha esortate a "non smettere mai" e di continuare a battersi per la parità

Pubblicato il - 14 ottobre 2016 - 21:09

TRENTO. Ha fondato un partito per rivendicare il ruolo pubblico delle donne Haredi, le ultraortodosse che in Israele per la loro comunità dovrebbero essere segregate e schiave in famiglia. Stiamo parlando di Ruth Colian quella che Sara Ferrari ha definito "sicuramente una donna in prima linea per la parità di genere, ha fondato un partito e ha saputo sfidare un sistema consolidato, superando gli ostacoli con coraggio e determinazione: è davvero un onore averla qui".

 

Con queste parole l'assessora alle pari opportunità, Sara Ferrari, ha accolto la prima donna ebrea ultra ortodossa a candidarsi al parlamento israeliano; con l'assessora anche la consigliera Donata Borgonovo Re e Katia Malatesta, direttrice artistica del Festival. Colian è in Trentino in questi giorni proprio come ospite internazionale del 19° Religion Today Filmfestival e giovedì, al Teatro San Marco di Trento, è stato trasmesso il documentario "Measures of Merit", diretto da Roni Aboulafia, che racconta la sua battaglia per dare una rappresentanza politica alle donne haredi nel parlamento israeliano.

 

Ruth Colian ha quindi parlato della sua esperienza, raccontando alcune delle difficoltà affrontate nel suo percorso di candidatura al parlamento d'Israele. Le donne ultra ortodosse israeliane non hanno vita facile. Nel loro mondo infatti tutto è deciso dagli uomini. Sono sottopagate e hanno un’aspettativa di vita tra le più basse del Paese, perché non si sottopongono a screening e prevenzione. Oltre a prendersi cura dei figli e della casa, devono spesso sostenere economicamente i coniugi, che si dedicano allo studio delle Scritture.

 

Ma Ruth Colian, 34 anni, una laurea in legge, un profilo Facebook seguito e aggiornato, si batte per il cambiamento. Convinta che le donne della sua comunità non siano rappresentate dai politici haredi che siedono in parlamento, nel 2015 si è candidata per la Knesset, il parlamento israeliano. I risultati del voto non le hanno permesso di superare la soglia di sbarramento; ma un primo passo è stato fatto e alle prossime elezioni le donne haredi avranno nuovamente la possibilità di dare il loro appoggio a un movimento politico che affronta questioni come il trattamento salariale, il divorzio, le violenze domestiche e le relazioni di genere.

"C'è ancora - ha concluso Colian - chi deplora quello che sto facendo, ma sono sicura che ci sia un'ampia fetta di popolazione, anche al di fuori della mia comunità, che apprezza quello che sto portando avanti". Quindi un invito all'assessora Ferrari di "non smettere mai" e di continuare a battersi per la parità.

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