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Romani Prodi al Trento Film Festival: "Trento? Una cerniera, una zona di confine e colloquio dell’Europa"

L'ex premier in città per ricordare la figura del fratello, primo rettore dell'ateneo. Prodi: "Il mondo si orienta verso un pericoloso e diffuso concetto di autorità e concentrazione di potere. L'Italia manca di senso del futuro"

Di Luca Andreazza - 03 maggio 2017 - 16:39

TRENTO. "Trento? Una cerniera, una zona di confine e di colloquio dell’Italia e dell’Europa", queste le parole dell'ex premier Romano Prodi, ospite al sessantacinquesimo Trento Film Festival nell'incontro organizzato all’Università e dedicato al fratello Paolo, primo rettore dell'ateneo.

 

"Ho iniziato proprio qui – spiega Prodi – a insegnare, un secolo fa, e sono un po’ emozionato: questa città mi porta al ricordo di mio fratello. Venire qui insieme a tanti amici per ricordarlo per me è un grande piacere. Paolo è stata una guida, a proposito di montagna. Abbiamo sempre parlato dei suoi studi e ci siamo confrontati su tutto: dalla politica all'economia, dalla storia all’attualità".

 

Il capoluogo trentino come ponte tra l'Europa, l'Austria, il mondo di lingua tedesca e l'Italia: "Trento è una terra di grandi occasioni – aggiunge l’ex presidente del consiglio italiano – da qui bisogna costituire un grande legame e forse non abbiamo capito abbastanza il valore di questa commistione. Mio fratello diceva sempre che il potere è sempre meglio studiarlo prima di praticarlo. Paolo a Trento ha studiato i fondamenti del potere, i rapporti tra la religione e l’evoluzione dello stato. Ha studiato le regole, i contenuti e il collegamento con l’etica della religione".

 

Romani Prodi si è inoltre soffermato sul concetto di potere e riflette che “il mondo - commenta - si orienta verso un pericoloso e diffuso concetto di autorità e concentrazione di potere, come la Russia di Putin, la Cina oppure la Turchia di Erdogan. Pensiamo anche all’Egitto o al caso Trump. Questo processo non accade solamente nel paesi democratici".

 

L'ultimo pensiero dell'ex premier è sul panorama italiano: "Il senso del futuro - conclude Prodi - è quello che manca all’Italia. E’ la nostra tragedia: il futuro si può recuperare con la gioia, il futuro è sopravvivenza ed è venuto a mancare nel nostro paese. Un esempio di mancanza di futuro è nei nostri atenei, dove molti giovani studiano, studiano, e poi mancano i concorsi e la speranza viene meno".

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