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Il Parma sogna (di nuovo) da grande con il trentino Luca Piazzi: "L'Inter? Nessun rimpianto. Qui posso valorizzare le mie idee"

Accostato insistentemente a Inter e Juventus, l'ex direttore sportivo di Mezzocorona e Alto Adige ha scelto la società ducale come responsabile del settore giovanile e femminile. Luca Piazzi: "Il calcio rosa? Esperienza nuova, contagiato dall'entusiasmo della squadra"

Di Luca Andreazza - 26 gennaio 2018 - 17:52

TRENTO. Il Parma è ripartito dopo il fallimento e ora naviga al settimo posto nel campionato di serie B. L'obiettivo della società ducale è quello di ritornare quanto prima nella massima serie dopo un crac che ha lasciato il segno: non solo i giocatori della prima squadra si sono accasati altrove, ma anche i migliori talenti e prospetti del settore giovanile. 

 

E per ricostruire le fondamenta del settore giovanile, i gialloblu hanno inserito un Luca Piazzi nel motore. Parma che è riuscita a strappare l'ex direttore sportivo di Mezzocorona e Alto Adige alla concorrenza di Inter e Juventus (Qui articolo).

 

Dopo aver girato mezza Europa per osservare le metodologie di AjaxBarcellonaAtletico BilbaoChelsea e Arsenal, ma anche il centro sportivo Aspire di Doha, l'idea del trentino è quella di costruire e curare un progetto innovativo e ad ampio respiro per rilanciare il settore giovanile: una filosofia di gioco in grado di riflettersi anche in prima squadra.

 

Il Parma già può vantare un centro sportivo all'avanguardia a Collecchio e vuole tornare a recitare un ruolo di primo piano nel panorama nazionale sotto ogni punto di vista, senza dimenticare la vicina Università, una prospettiva che ha stregato Luca Piazzi.

 

Durante l'estate il tuo nome è stato insistentemente accostato a Inter e Juventus, ma alla fine hai virato deciso verso Parma.

La proposta dell'Inter era certamente interessante, ma quella dei gialloblu sicuramente più concreta e creativa. A Milano avrei ricoperto il ruolo di responsabile scouting in serie B e LegaPro, qui invece posso seguire la metodologia e lo sviluppo del settore giovanile. Una società famigliare e accogliente che cerca di valorizzare le idee. 

 

Quale situazione hai trovato dopo il fallimento del 2015?

Non è stato facile, il Parma ha perso appeal e un patrimonio societario: sessanta giocatori si sono trasferiti al Sassuolo, mentre tutti gli altri tra Juventus, Inter e Milan. I gialloblu sono ripartiti e si sono mossi bene sul territorio. L'anno scorso hanno lavorato nella giusta direzione e la base di partenza è buona. 

 

Quale lavoro intendi portare avanti?

Mi concentro in particolare sulla metodologia, un aspetto che in questo momento qui in Italia. Intensità e tecnica rappresentano il futuro del calcio. In questo momento la scuola più moderna e avanzata in questa filosofia è quella spagnola. Non mi riferiscono solo a Real Madrid e Barcellona, ma basta vedere la qualità dei settori giovanili del Siviglia e dell'Atletico Bilbao. 

 

Tra quanto pensi di poter raccogliere i primi risultati di questo impegno?

Sono convinto che nel giro di due o tre stagioni saremmo in grado di toglierci delle belle soddisfazioni e lottare per titoli importanti. Sapevamo che quest'anno avremmo pagato pegno nelle categorie Primavera e Under 17, ma le squadre sono in costante crescita. L'obiettivo è inoltre migliore lo scouting e trovare i giusti talenti che si possono calare bene nella nostra realtà.

 

In questi anni sei riuscito a valorizzare allenatori e calciatori. Qualcuno è già pronto?

Sono tanti i giocatori interessanti che intendiamo avvicinare alla serie B, mentre per quanto riguarda i tecnici, il trentino Michele Sartori ha tutte le caratteristiche e qualità per diventare un top-allenatore per le categorie giovanili. 

 

Ormai ci siamo abituati, ma l'Italia non si è qualificata ai Mondiali. Dove deve ripartire il calcio italiano?

Il calcio e gli sport in generale devono entrare nelle scuole. L'interesse nelle attività sportive si è ridotto. Il Parma in questo senso può lavorare fino a un certo punto per migliorare l'interfaccia con le scuole primarie. Serve un progetto targato Federazione e Ministero dello sport per creare un pacchetto formativo di educazione motoria per sviluppare e rinnovare tutti i movimenti. 

 

Non solo settore giovanile, ma anche responsabile del Parma femminile. Come ti trovi in questa nuova esperienza?

Siamo in fase di rinnovamento e quest'anno abbiamo iniziato un nuovo corso per ringiovanire la rosa. Il piano prevede per la stagione sportiva 2019/2020 anche l'introduzione della filiera giovanile. È una nuova esperienza e non conoscevo questo settore, ma sono rimasto contagiato dall'entusiasmo all'interno della squadra e anche qui ci sono premesse importanti per fare bene e sviluppare questo il comparto.

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