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Il Pressano sul tetto d'Italia: conquista la Coppa e il suo primo trofeo in 42 anni di storia. Dumnic: "Un gruppo unico"

Intervista al mister del club che rappresenta un paesino di 500 abitanti che ieri a Bari ha battuto la corazzata Bolzano (team costato 5 volte di più): "Ai ragazzi dico sempre di non aver paura, possiamo vincere contro chiunque"

Di Francesca Piras (Liceo Cardarelli Tarquinia) e Andrea Della Sala (Liceo Prati Trento) - 19 febbraio 2018 - 12:31

PRESSANO. E' tutto vero: il Pressano, squadra di pallamano di Lavis, ha vinto la Coppa Italia maschile al Pala SanGiacomo di Conversano (Bari) contro la corazzata Bolzano, grande favorita del torneo al termine di un match esaltante terminato 26 a 20 per la truppa trentina. Dopo 42 anni il team giallonero ha conquistato, così, il primo successo della sua storia. Come c'è riuscito? "Perché tra i ragazzi si è formata un'identità di gruppo fortissima - spiega il preparatore atletico del club, Alessandro Consoli - che trascende qualsiasi altro aspetto. Il legame che si è costituito tra loro è riuscito ad avere la meglio su una società (Bolzano ndr) che ha speso 5 volte tanto il budget del Pressano. Bisogna ricordare, infatti, che tutti i componenti della squadra sono del posto". 

 

Una delle chiavi del successo della squadra di questo piccolo paesino che conta poco più di 500 abitanti è, senza dubbio, l'allenatore Branko Dumnic, montenegrino di nascita, considerato un vero guru del settore. L'abbiamo raggiunto telefonicamente mentre stava rientrando da Bari, durante il glorioso viaggio di ritorno, all'Autogrill di Bologna. E tra un caffè e tanti sorrisi il mister ci conferma che la forza della sua squadra si nasconde dietro al gruppo. 

 

Dumnic, come nasce il successo in Coppa Italia di un paesino così piccolo?

 

Pressano è una cittadina piccola, certo, ma ha una tradizione di pallamano che dura da molti anni, anche grazie allo sviluppo e alla crescita delle squadre trentine che partecipano già da diverso tempo al campionato italiano. E ad essere di altissimo livello è tutto il movimento regionale. Bolzano, per esempio, è la strafavorita di questa stagione.

 

Finale 26 a 20 ma non è stata una passeggiata.

 

Assolutamente no. Siamo partiti con grande ambizione ma anche con molta umiltà e dedizione e devo davvero ringraziare i miei giocatori per aver messo tutto l'impegno e la grinta con cui hanno conquistato minuto dopo minuto la vittoria sul campo.

Non è stato tutto facile, però: con Bologna, giocando non al nostro massimo, siamo riusciti a spuntarla solo ai rigori; con Siracusa, in semifinale, abbiamo giocato una partita discreta e, infine, abbiamo dato il nostro meglio per riuscire a sconfiggere i nostri rivali di Bolzano.

 

Qual è il sapore di questa vittoria, dopo aver sfiorato il trionfo contro Bolzano già in tre precedenti finali?

 

E' stata certamente una cosa importante vincere proprio contro Bolzano che, come organico, credo sia superiore a tutte le altre squadre in Italia , ma devo ammettere che la nostra chiave per il successo è stata la coesione e il gruppo che anche da quelle sconfitte ha sempre trovato il modo di crescere. E' questo il frutto di anni di lavoro con i miei ragazzi.

 

Perciò, secondo lei, qual è l'ingrediente giusto per costruire una squadra vincente?

 

Come allenatore cerco di convincere i miei ragazzi che ce la possono fare contro qualsiasi squadra, anche se più forte. Secondo me, il nostro punto di forza è stato la determinazione che abbiamo dimostrato in campo e la voglia di vincere contro qualsiasi avversario.

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