Mondiali invernali per trapiantati: ciaspole d'oro per il solandro Marco Panizza
Sport invernali. L'atleta della Val di Sole, che si è sottoposto a un trapianto di rene nel 2009, ha gareggiato e trionfato oggi. In Svizzera c'è anche il trentino Erminio Rigos impegnato nelle discipline sciistiche

ANZÈRE-ARBAZ (Svizzero). E' il trentino Marco Panizza il vincitore della ciaspolata di due chilometri che si è tenuta questa mattina in occasione dei World Transplant Winter Games.
Questi Mondiali invernali accolgono squadre e atleti da tutto il mondo con una particolarità: si tratta di donne e uomini che nel corso della loro vita hanno subito un trapianto. I portabandiera trentini in questa decima edizione della kermesse iridata per trapiantati sono Panizza e Erminio Rigos, campione del mondo di sci e conosciutissimo barista di Fondo.
Marco, originario di Vermiglio, è un insegnante con un passato da direttore della scuola alberghiera di Ossana. Fin qui, tutto normale, se non che ha ricevuto un rene nuovo nel settembre 2009.
E la sua vita cambia proprio in quel settembre 2009. Il vicino di stanza all'ospedale di Verona era infatti proprio Erminio Rigos, ricoverato per lo stesso identico motivo: un trapianto di rene.
Tra i due nasce un rapporto di grande amicizia, basato anzitutto sulla condivisione della passione comune per lo sport anche a livello agonistico, che li porta a vivere tante avventure insieme, in veste di atleti della società Transplant Sport Club Alto Adige.
L'ultima tappa di questo sodalizio è l'appuntamento svizzero per i Mondiali invernali per trapiantati in corso di svolgimento dal 7 al 12 gennaio.
Marco Panizza si è distinto in particolare nella due chilometri fermando il cronometro dopo 14 minuti e 14 secondi. Una prova di forza e carattere, tanto che alle sue spalle si è creato il vuoto: il secondo classificato è giunto al traguardo dopo quasi 4 minuti dal trentino.
Non solo sport, in quanto iWorld Transplant Winter Games portano con sé un messaggio speciale. Non sono semplicemente delle olimpiadi invernali, ma nascono come celebrazione della vita e, in particolar modo, della vita dopo il trapianto.
Da un lato una dimostrazione che tornare alla normalità è possibile, anzi, si può praticare sport, anche ad alti livelli, mentre dall'altro è un grande inno e un caloroso ringraziamento al donatore e alla sua famiglia.















