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Verso la finale scudetto, Trainotti: ''Andiamo a giocarci le nostre carte''

All'indomani della vittoria in Gara-4 contro Venezia, il general manager bianconero parla della serie finale contro Milano. "Affrontiamo una società davvero importante, completa e profonda: una squadra che non necessita di grosse presentazioni"

Di Luca Andreazza - 01 giugno 2018 - 17:57

TRENTO. "Ovviamente c'è grande soddisfazione, abbiamo sconfitto la squadra più solida e quella migliore del campionato. La Reyer è riuscita a dimostrare tutta la qualità in queste quattro partite", così Salvatore Trainotti, general manager dell'Aquila Basket, all'indomani dell'accesso alla finale scudetto. La seconda consecutiva in quattro anni di serie A.

 

Ora l'avversario di turno è Milano. "Ci aspetta - aggiunge il gm - una finale prestigiosa. Indicata a inizio stagione come la favorita di questa stagione. L'Olimpia ha dimostrato grande forza in questi playoff, ma scendiamo sul parquet per giocarci le nostre chance. Non abbiamo paura di nulla e mostreremo la nostra personalità".

 

Una Milano rispetto al passato più compatta. "Sono riusciti a alzare tantissimo il livello. La qualità dei singoli - prosegue Trainotti - non è in discussione e sono riusciti a chiudere il cerchio tra gerarchie e rotazioni. Affrontiamo una società davvero importante, completa e profonda: una squadra che non necessita di grosse presentazioni".

 

Una stagione bianconera simile per certi versi all'anno scorso. Una partenza lenta e quindi il cambio di marcia. "Nella prima parte di campionato - evidenzia il general manager - abbiamo pagato l'infortunio a Shields, un giocatore che fa la differenza, quindi nella seconda parte di regular season abbiamo trovato l'assetto di squadra, definito ruoli e rotazioni. In questi playoff stiamo raccogliendo i frutti del tanto lavoro fatto in palestra".

 

La Dolomiti Energia non ha inoltre avuto paura di cambiare in corsa (fuori Baldi Rossi e Behanan, dentro Hogue), così come di aspettare Gutierrez.

 

"Quei cambi - ammette Trainotti - hanno riportato l'attenzione sulla squadra e non sui singoli, il lavoro dello staff tecnico è stato eccellente. Per Jorge avevamo pensato un ruolo diverso, un giocatore che non è perfetto per il nostro sistema e limitato anche da alcuni problemi fisici. Ma si è messo a disposizione, non ha mai mollato e ora si è ritagliato il suo spazio, senza dimenticare che è un leader".

 

In Gara-1 e Gara-2 a Milano è praticamente certa l'assenza di Diego Flaccadori, già assente per infortunio in Gara-4 di semifinale. Ma la Dolomiti Energia fino a questo momento è riuscita a sopperire anche alle assenze di Gomes (squalificato per due gare contro Avellino) e Sutton per buona parte di Gara-2 in Laguna. 

 

"Le assenze sono pesanti - dice il general manager bianconero - ma poi si scende in campo. Meglio averlo a disposizione, ma a questo punto della stagione è normale mettere in preventivo qualche problema fisico, fa parte del gioco. Dobbiamo avere la forza di andare oltre e restare uniti".

 

In grande evidenza Toto Forray. "Un giocatore spesso sottovalutato - spiega - la sua generosità sul parquet nasconde le sue qualità, che emergono ancora di più quando l'asticella si alza".

 

Nel mirino delle squadre avversarie la difesa di Trento e qualche fischio arbitrale che non arriva.

 

"Non si deve confondere - sottolinea il general manager -  la fisicità con compattezza, attitudini e doti difensive. Una caratteristica che cerchiamo già in estate: difensori atletici, duripoliedrici. Una caratteristica comune alle squadre di alto livello in Eurocup oppure in Eurolega. Questo tipo di gioco può essere fastidioso, ma è vincente. Credo che la nostra pallacanestro sia bella e intensa. Tra gli addetti ai lavori sono in pochi a lamentarsi e gli arbitri ci rispettano".

 

La finale scatta martedì 5 giugno, quindi si ritorna a Trento per Gara-3. "La serie è lunga e la mentalità può fare la differenza - conclude Trainotti - a questo punto il fattore campo non conta così tanto come una serie di cinque partite. Anche se il pubblico della Blm Group Arena è sempre più presente e consapevole, capisce i momenti e ti spinge oltre i 40 minuti di partita. E' bello giocare in casa".

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