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Rivoluzione Trento, esonerato De Paola e via anche il direttore sportivo Gizzarelli

Il bilancio di Luciano De Paola nell'esperienza bis al Trento è magro: 15 partite, 2 vittorie, 6 pareggi e 7 sconfitte. Una media di 0,8 punti a gara. Troppo poco e un cambio inevitabile. Salta anche Gizzarelli. Tra i possibili allenatori Ricardo Chéu e Franco Lerda (ex Vicenza). Altri nomi "caldi"sono quelli delle soluzioni interne Loris Bodo e Massimiliano Caliari. Non si escludono Claudio Rastelli e Alberto Cavasin
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Di Luca Andreazza - 14 gennaio 2019 - 15:53

TRENTO. Il Trento cala il poker di allenatori. Dopo Roberto Vecchiato, Emanuele Filippini e Claudio Rastelli, salta Luciano De Paola. L'avventura del tecnico si chiude dopo la scialba prestazione dei gialloblù contro il Sandonà capaci di espugnare per 3-0 il Briamasco. Anche il direttore sportivo, Erminio Gizzarelli, saluta la truppa, diversi gli errori in fase di allestimento della rosa.

 

Il bilancio di Luciano De Paola nell'esperienza bis al Trento (già allenatore nella gestione Piervittorio Belfanti 2012/13 per cinque vittoriesette pareggi e undici sconfitte. Un campionato chiuso in diciottesima piazza e conseguente retrocessione in Eccellenza) è magro anche in questo giro di giostra: 15 partite, 2 vittorie, 6 pareggi e 7 sconfitte. Una media di 0,8 punti a gara. Troppo poco e un cambio inevitabile. 

 

La società ha provato a prendere tempo, responsabilizzare i giocatori (almeno fino alla riapertura del mercato) e dare continuità e fiducia all'allenatore, ma il sodalizio di via Sanseverino si è arreso davanti alla classifica e l'assenza di gioco delle ultime due partite in particolare. 

 

Il tecnico è subentrato alla quinta di campionato per risollevare le sorti di un Trento al palo, fermo fino a quel momento ad un punto in graduatoria. La prima uscita si è rivelata subito amara contro il Delta Porto Tolle. Difficile prendere la squadra in corsa e svoltare subito, ma la scossa non è mai arrivata.

 

La prima vittoria è arrivata dopo cinque gare (tre sconfitte e due pareggi) nel derby contro il Levico, poi un altro mese a dieta di successi (una sconfitta e tre pareggi) prima dell'affermazione, faticosa, a Tamai. Nel 2018 ecco il pareggio in casa contro il Campodarsego e la caduta a Belluno contro l'ex di turno Vecchiato.

 

L'allenatore non credeva in alcuni giocatori, mentre con altri il feeling non era mai decollato e nel frattempo a fine andata si è riaperta la finestra di mercato: si è assistito alla solita girandola di giocatori, tante le partenze, alcune delle quali eccellenti per la categoria, come quella di Fabio Bertoldi.

 

Alla ripresa delle ostilità per il girone di ritorno il Trento è sceso in campo quasi senza anima. Prestazioni incolori nella sconfitta di misura a Cartigliano e soprattutto in quella rotonda di ieri. Un esonero che è apparso come l'unica soluzione e che si è concretizzato in queste ore. Serve un deciso cambio di passo per i gialloblù fermi a 13 punti e staccati dal treno a caccia della zona salvezza diretta, senza passare dalle sabbie mobili dei playout. 

 

La situazione è fluida. In pole per sostituire Luciano De Paola ci sarebbero Ricardo Chéu, che si è dimesso a Rieti, e Franco Lerda (ex Vicenza). Altri nomi "caldi" in agenda sono quelli di Loris Bodo e Massimiliano Caliari, soluzioni interne per traghettare il Trento a fine campionato. Restano sullo sfondo Claudio Rastelli, ancora sotto contratto con il Trento e che aveva portato alla salvezza i gialloblù nel finale della scorsa stagione, e Alberto Cavasin, altro cavallo di ritorno.

 

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