Addio a Gianpaolo Ossola: ex ad di Arcese e appassionato di ciclismo a fine anni '90 fu presidente del Trento, conquistando la promozione in C2
Nel 2014 aveva partecipato alla fondazione dell'A.C. Trento Scsd, che aveva rilevato il titolo sportivo del fallito Trento Calcio. Per un paio di stagioni aveva ricoperto il ruolo di Vice Presidente e con il Presidente Mauro Giacca il rapporto è rimasto molto saldo anche successivamente. Tra le due esperienze in gialloblù era stato il "Vice" di Francesco Peghini alla Fersina Perginese, con cui aveva raggiunto la serie D

TRENTO. Il mondo dello sport trentino piange la scomparsa di Gianpaolo Ossola, spirato nella notte tra mercoledì e giovedì dopo una malattia che, negli ultimi anni, lo aveva provato nel fisico ma non nello spirito.
Settantanove anni compiuti lo scorso mese di marzo, Ossola è stato sia un manager di primissimo piano nel campo dei trasporti, ricoprendo per tanti anni la carica di Amministratore Delegato del Gruppo Arcese, che un uomo di sport a trecentosessanta gradi. I suoi grandi amori sono stati il calcio e il ciclismo.
Nel panorama calcistico trentino al manager lombardo di nascita, ma ormai trentino d'adozione, è legato il ricordo della storica promozione in serie C2 conquistata dal Trento nella stagione 1997/1998. Capace di costruire una squadra da vertice in una serie D ad altissimo coefficiente di difficoltà con "appena 980 milioni di vecchie lire" (come ricordò lui successivamente in una bellissima intervista rilasciata a sportrentino.it), oltre a tantissimi titoli giovanili, festeggiò il ritorno tra i professionisti dopo un trienno trascorso tra i dilettanti al termine di un'annata pazzesca, conclusasi con il vittorioso spareggio allo stadio "Ossola" (i casi della vita...) di Varese contro il Sassuolo dopo una rincorsa terminata solamente all'ultimo secondo dell'ultima giornata.
Come dimenticare il "Briamasco" gremito e la straordinaria vittoria in rimonta ottenuta ai danni del Reggiolo (nel quale militava un "certo" Vincenzo Iaquinta) grazie alle reti del "Bandito" Giulietti e di Fulvio Simonini con invasione di campo finale da parte dei tantissimi tifosi assiepati sulle tribune. In panchina c'era Gianni Bortoletto, il preparatore atletico era un giovanissimo Valter Vio, in campo tanti ragazzi trentini (Sceffer, Girardi, Garniga, tanto per citarne alcuni), il meraviglioso tridente offensivo formato da Simonini (che poi diventerà il direttore sportivo della squadra), Giulietti e "Gargamella" Orlandi con Maurizio "Totò" Improta a ringhiare il mezzo al campo e l'elegante Yuri Pellegrini a dirigere la difesa.
In via Sanseverino restò alcune stagioni, prima di passare la mano a Piergiorgio Chini e, pochi anni dopo, tornò nel mondo del calcio come "vice" di Francesco Peghini alla Fersina Perginese: lui che a Pergine Valsugana decise di aiutare lo storico numero uno giallonero, capace di portare il sodalizio valsuganotto sino alla salvezza in serie D.
Parallelamente all'amore per i colori gialloblù e al calcio, Ossola era un grande appassionato e assai competente quando si parlava di ciclismo. Ma, attenzione, a lui piaceva assistere alle gare giovanili, individuare i giovani talenti del pedale trentino e non, interagire con loro e con gli addetti ai lavori. Quante volte l'abbiamo visto sulle strade provinciali il sabato pomeriggio e la domenica mattina per vedere all'opera i campioni del domani. E, raramente, si sbagliava, come quando disse subito che "Gibo Simoni sarebbe diventato un fuoriclasse".
Le discussioni e i confronti con il compianto Alberto Frioli, firma storica del "fu" Trentino in materia di Trento e ciclismo erano quasi all'ordine del giorno, con qualche "dibattito" anche piuttosto acceso nei toni tra due persone che si stimavano, ma non se le mandavano certamente a dire e, soprattutto, non abituate a dare ragione all'interlocutore "tanto per...".
Nel 2014, su invito dell'attuale Presidente Mauro Giacca, che con Gianpaolo condivideva un'amicizia vera, profonda e fatta di tanti consigli, partecipò con entusiasmo alla nascita dell'A.C. Trento Scsd: Ossola fu uno dei 33 soci fondatori della Cooperativa che rilevò il ramo d'azienda del "fallito" Trento Calcio, restituendo credibilità ad una società all'epoca in disgrazia. Per un paio di stagioni ricoprì il ruolo di Vice Presidente, per poi passare la mano, pur restando sempre molto vicino al Presidente Giacca.
Nel mondo del calcio lo piangono in tantissimi, come testimoniano i numerosi commenti, alcuni anche di ex giocatori e collaboratori che con lui avevano condiviso l'esperienza in gialloblù, sulla pagina Facebook del Trento che gli ha dedicato un sentito post.
Buon viaggio Gianpaolo, uomo di sport, appassionato di sport, intenditore di sport.













