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Autonomia del Coni, il decreto arriva in extremis: a Tokyo azzurri con tricolore e inno di Mameli

Situazione di stallo fino all'ultimo secondo, decisivo l'intervento di Conte per sbloccare i lavori, ma alla fine arriva il decreto per l'autonomia del Coni. Per l'Italia nessuna sanzione da parte del Cio

Di Daniele Loss - 26 gennaio 2021 - 15:40

ROMA. All'ultimo chilometro. In extremis e senza possibilità di appello. Il decreto per l'autonomia del Coni è arrivato quando ormai si era arrivati al limite.

 

Il tricolore e l'inno di Mameli alle Olimpiadi di Tokyo 2021 sono salvi. Con la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale la norma diventerà operativa e poi dovrà essere convertita in legge entro 60 giorni. A quel punto inizierà una discussione, che è facile prevedere sarà lunghissima, tra Coni, Sport e Salute (l'Spa pubblica italiana, che ha sostituito Coni Servizi e il cui azionista unico è il Ministero dell'Economia), Dipartimento del Ministero, Enti e Federazioni sportive.

 

Per questo vi sarà tempo, mentre il rischio di non riuscire a restituire l'autonomia al Coni (venuta meno dopo la riforma della governance voluta e operata dal primo governo "gialloverde" di Conte), come previsto espressamente dalle regole internazionali del Cio. Fino a pochi minuti dall'inizio dell'ultimo Consiglio dei Ministri del Conte bis la situazione era in stallo totale. Le forze politiche e i ministri erano concordi che il provvedimento era indispensabile, ma mancava la convergenza sulla sostanza.

 

C'è voluto l'intervento diretto di Conte per sbloccare i lavori: il testo approvato prevede il varo di una pianta organica a disposizione del Coni, soluzione preferita rispetto ad un contratto di servizio (ipotesi caldeggiata da Sport e Salute) e all'istituzione di una Coni Spa (come avrebbe voluto Malagò). In sostanza la soluzione adottata è la stessa proposta a novembre e poi non adottata perché Pd e Italia Viva e il Movimento 5 Stelle non erano concordi sul tema dell'incompatibilità che, di fatto, avrebbe impedito la ricandidatura di Giovanni Malagò, a meno che l'attuale presidente del Coni non avesse rinunciato alla presidenza delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.

 

Domani, dunque, il Cio non emetterà alcuna sanzione nei confronti del Coni (come, invece, ha già fatto nei confronti di Russia e Bielorussia): alle prossime Olimpiadi gli atleti azzurri potranno sfilare con il tricolore e, in caso di medaglia d'oro, in Giappone risuonerà l'inno di Mameli.

 

Malagò ha immediatamente informato il presidente del Cio, Thomas Bach in carica dal 2013, sull'approvazione della legge e l'autonomia restituita al Coni, Thomas Bach, che si è detto "molto felice".

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