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Fc Südtirol, ancora primo e non per caso. Ecco perché i biancorossi devono essere considerati una "big" a tutti gli effetti

Il 4 a 2 rifilato al Matelica ha ribadito il concetto: quella di Stefano Vecchi è una squadra forte. Molto forte, che può puntare alla promozione in serie B. I biancorossi sono diventati una "big", al pari di Padova, Cesena, Modena e Perugia

I biancorossi festeggiano dopo una delle reti realizzate al Matelica (foto Fc Südtirol)
Di Daniele Loss - 04 February 2021 - 21:40

BOLZANO. Quattro reti al Matelica, due punti guadagnati sul Modena (fermato sul pari interno dalla Triestina), tre addirittura sulla Sambenedettese (che stava salendo vertiginosamente), sconfitta dalla Fermana nel derby marchigiano, mentre il Padova (6 a 0 esterno al Mantova) resta a tre lunghezze e con una gara - quella contro il Carpi - da recuperare.

La settimana scorsa abbiamo spiegato perché quello dell'Fc Südtirol non può essere definito un "miracolo", bensì il frutto di un'accurata programmazione e di una struttura cresciuta a dismisura negli anni (21 anni di professionismo, mica 2...), ma perché i biancorossi sono primi in un "girone della muerte", hanno grandi margini di miglioramento e sì, diciamolo, hanno tutte le carte in regola per vincere il girone B?

Ps: non troverete alcun riferimento a Paolo Bravo, uno... bravo, ma bravo, di nome e di fatto. Di lui parleremo a parte, prossimamente, perché il "mondo" di un direttore sportivo va analizzato specificatamente.

 

KILLER INSTINCT DA GRANDE SQUADRA

Il Matelica è una delle formazioni rivelazione del torneo. Neopromossa in categoria, la compagine della provincia di Macerata staziona a metà classifica con "vista" sui playoff. Ha un margine rassicurante sulla zona "calda" e, dunque, può giocare con una certa tranquillità. La sfida di mercoledì racchiudeva tante insidie per l'Fc Südtirol, costretto invece a vincere. Ebbene l'ostacolo è stato superato con disinvoltura, senza mai correre rischi. Segno tangibile che i biancorossi sono diventati veramente grandi e hanno imparato a non fare sconti. Soprattutto sul campo amico del "Druso". Qualche passaggio a vuoto c'è stato, ci mancherebbe mica è il Psg in League 1, ma anche questo fa parte del percorso di crescita di una formazione. Ormai bisogna che tutti aggiornino il borsino: le tra "big" conclamate del girone (e della categoria) c'è definitivamente anche l'Fc.

 

MARCO BECCARO, L'INIESTA DEI BIANCOROSSI

Una squadra che punta alla promozione deve avere una rosa lunga e alternative all'altezza in tutte le zone del campo. Su questo non ci piove, ma poi ci sono anche i punti fermi, quei giocatori ai quali non si può mai rinunciare. Marco Beccaro è uno dei leader e degli insostituibili nello scacchiere tattico: 18 presenze stagionali (4 match saltati, ma solamente per un infortunio patito a novembre) e 5 reti realizzate. Mica male per un interno di metà campo, che sta diventando un "tuttocampista" che sa difendere, impostare, buttarsi negli spazi e, soprattutto, calciare (e come calcia!) da fuori area. Ha raggiunto la piena maturità e sta facendo la differenza.

 

ACQUISTI AZZECCATI E FACILITÀ D'INSERIMENTO

Quando si sta davanti è tutto più facile, dirà qualcuno. Vero, verissimo, ma non è scontato che tutti i neoacquisti s'inseriscano alla perfezione nei meccanismi tattici sin dal primo secondo. Il riscontro è oggettivo, si veda il recentissimo passato. Davide Voltan? Alla prima da titolare segna e apre le marcature, Mattia Marchi, che a Bolzano è tornato di corsa, già scalpita per una maglia da titolare (e anche per lui è arrivato il gol) e Gabriele Morelli quella fascia la sente già "sua". Il merito di chi? Dell'ambiente, dell'allenatore (e ne parliamo sotto) e di un gruppo affiatato e, soprattutto, totalmente allineato verso un obiettivo dichiarato apertamente senza troppi giri di parole.

 

STEFANO VECCHI: UN MAESTRO NEL COINVOLGERE TUTTI

C'è chi gioca tanto, chi meno e chi poco. Tutto normale, quando si parla di un organico ampio, di valore e con tanti giocatori "versatili" che, all'occorrenza, possono operare in più ruoli (vedi Fabian Tait, che è diventato un "mostro", ovunque lo si piazzi). Come si fa a tenere sulla corda ed avere massimo rendimento da ogni singolo giocatore della rosa? Semplice: con la credibilità. E Stefano Vecchi, oltre ad essere un tecnico preparato (ma su questo non vi erano dubbi), lo è enormemente nei confronti dei propri giocatori. Il saper coinvolgere e far sentire egualmente importanti tutti gli elementi della rosa è qualità non comune. In una parola? Autorevole. Da non confondere con autoritario. C'è chi è solamente "chiacchiere e distintivo" e chi, invece, come Vecchi, un "capitano coraggioso".

 

IDEE PRECISE, PROGRAMMAZIONE E UN MESSAGGIO CHIARO PER... IL MONDO

Nessuna presunzione, ma nemmeno alcun giro di parole: l'obiettivo dell'Fc Südtirol è quello di salire di categoria. Indipendentemente dai nomi e dal blasone delle avversarie (Padova, Perugia, Modena, Cesena, tanto per cominciare), sin dall'inizio della stagione il club biancorosso ha indicato chiaramente il traguardo. A tutti. Niente giri di parole, niente frasi fatte, niente metafore, delle quali spesso il mondo del calcio è eccessivamente gonfio: la chiarezza aiuta e motiva chi è coinvolto direttamente (e non poco: per info chiedere ai diretti interessati) e "avvisa" le altre squadre. Sapere che "chi comanda" nella stanza dei bottoni, ovvero il "patron" Hans Krapf, il presidente Walter Baumgartner e l'Amministratore Delegato Dietmar Pfeifer, lavora giorno e notte per "l'obiettivo" (uno e uno solo), rappresenta un'incredibile iniezione di fiducia. E anche le pressione diventano carburante in un motore che già gira a mille.

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