Il Südtirol vola nel girone A: Padova, Feralpisalò e Renate inseguono la compagine biancorossa dalla difesa di ferro. Il vero fuoriclasse? Mister Javorcic
Il Padova era la favorita numero uno della vigilia ma, dopo 13 giornate, la classifica dice che i biancorossi stanno dominando il girone A a suon di clean sheet e con una solidità che non può che spaventare tutte le dirette concorrenti. Lo sconto diretto contro i veneti di dicembre sarà una sfida decisiva, ma solamente per la squadra biancoscudata che adesso non può più sbagliare. I 5 motivi per cui, secondo Il Dolomiti, il Südtirol è la squadra da battere

BOLZANO. Lassù, in Alto Adige, sono abituati a parlare poco e pedalare parecchio. In estate la griglia di partenza era scritta: Padova strafavorito per il passaggio di categoria e, alle spalle dei Biancoscudati, un manipolo di formazioni che, per campagna acquisti, ambizioni societarie (dichiarate, ma non sbandierate ai quattro venti), con relativi investimenti e recente cronistoria, sarebbero state pronte ad approfittare degli eventuali passaggi a vuoto della "big" annunciata.
Quel gruppetto d'inseguitrici era formato da Feralpisalò, Renate (impossibile dimenticare lo straordinario percorso compiuto lo scorso anno dai brianzoli, che arrivarono ad un passo dalla finalissima dei playoff), Triestina e, ovviamente, Südtirol, con Albinoleffe e Lecco come possibili "mine vaganti" del campionato.
Ebbene, dopo 13 giornate di campionato la classifica dice che i biancorossi stanno letteralmente dominando il girone A e i numeri sono oltremodo esplicativi: 10 vittorie, 3 pareggi, 17 gol fatti e appena 2 subiti. Quest'ultimo dato ha ormai fatto il giro d'Europa con tanto di classifiche che proiettano la compagine altoatesina al vertice delle classifiche che raccontano riguardanti la solidità difensiva e che prendono in esame tutti i campionati professionistici del Vecchio Continente.
Difesa di ferro e "basta" (digli poco...) o nel primato della squadra bolzanina c'è altro? Abbiamo provato ad individuare 5 punti che oggi, classifica a parte (digli poco, atto 2...) rendono la compagine guidata da Ivan Javorcic la grandissima favorita per il salto di categoria a dispetto di realtà che hanno speso molto di più rispetto a quanto fatto dal diesse altoatesino Paolo Bravo?
1. MISTER JAVORCIC, UN FUORICLASSE PER LA CATEGORIA.
Poliglotta, appassionato di libri, una conoscenza smisurata del calcio, cura maniacale dei dettagli e la capacità di gestire anche le situazioni complicate con serenità. Tutto questo è Ivan Javorcic, approdato in estate al Südtirol dopo uno splendido quadrienno alla Pro Patria. Giocatore dalle grandi dote, ha dovuto interrompere presto la propria carriera per problemi fisici, iniziando immediatamente il percorso d'allenatore. La gavetta nel settore giovanile del Brescia, una breve esperienza sulla panchina della prima squadra prima da tecnico "maggiore" e poi come vice, un passaggio a Mantova, concluso con un esonero. Nel 2017 Javorcic passa alla Pro Patria, riporta subito i bustocchi in serie C, centrando successivamente un ottavo, un undicesimo e un quinto posto nel girone A. Il Südtirol lo corteggia e ci mette poco a convincerlo, così come lui impiega pochissimo per diventare il condottiero di una squadra che gioca bene a calcio, prende pochi gol e vive anche delle intuizioni del tecnico, bravissimo sia nel preparare che nel leggere le partite. Su di lui a Bolzano credono tantissimo, a tal punto da averlo blindato con un contratto biennale che, non ci sarebbe da stupirsi, se a breve venisse ulteriormente prolungato.
2. UN "SIGNOR PORTIERE" ALLE SPALLE DI UN GRAN SISTEMA DIFENSIVO.
Ogni allenatore lo ripete all'infinito, in qualsiasi categoria: si difende sempre in 11, i primi difensori sono gli attaccanti e se non si prende gol è merito di tutti, nessuno escluso. Non c'è dubbio, ma quando tra i pali hai un estremo difensore in grado di fornire un apporto "pratico" quanto un attaccante da 15 reti a stagione, tutto è più facile. Giacomo Poluzzi è il classico numero uno preso per fare la differenza e così è stato sino a questo momento: d'altronde un portiere di 33 anni con al proprio attivo 10 stagioni in serie C, una in serie B e un paio in serie A da "terzo" deve per forza essere una garanzia. E, quando non sono riusciti i compagni, ci ha pensato lui a tenere inviolata la propria porta. Parlano i clean sheet e i numeri che, in questo caso, non mentono nemmeno a cercare falle con il lanternino.
3. LA COOPERATIVA DEL GOL.
Il Südtirol, al momento (ma a gennaio qualcosa potrebbe muoversi in tal senso), non ha un "puntero" da doppia cifra alla Galuppini, tanto per intenderci, alla guida dell'attacco e pronto a timbrare il cartellino. Quella biancorossa è una vera e propria cooperativa del gol con un grande apporto in fase realizzativa fornito anche da attaccanti e difensori. Casiraghi è l'uomo in più dei biancorossi con 5 centri (3 su rigore), poi ecco il centrocampista Broh (3 reti), il difensore Malomo (2 gol, entrambi pesantissimi) e gli altri attaccanti Odogwu e Rover, anch'essi a segno due volte a testa. Il parco realizzatori è completato da Voltan, Fischnaller e Beccaro, sin qui autori di una marcatura. Tanti marcatori diversi vuol dire nessuna dipendenza da uno o due giocatori e, dunque, possibilità di sopperire con una certa tranquillità anche a più assenze.
4. GLI INVESTIMENTI EFFETTUATI IN PROSPETTIVA FUTURA
A breve verrà completata la ristrutturazione dello stadio "Druso" di Bolzano che trasformerà l'impianto di viale Trieste in un vero e proprio gioiellino, pronto anche per altri palcoscenici. Il centro sportivo di Maso Ronco, l' "Fcs Center" è all'altezza non solamente della serie B, ma vale quanto i migliori training center di serie A: non è un caso che lì prestigiose Nazionali, non ultima quella tedesca, svolgano i ritiri pre grandi competizione. Gli investimenti effettuati, in compartecipazione con l'Amministrazione Pubblica, sono indicativi e puntano ad anticipare quanto la dirigenza altoatesina si attende sul campo: se il Südtirol dovesse salire di categoria le infrastrutture sarebbero pronte per il passaggio nella seconda serie nazionale. E non è poco, ma soprattutto, rendono perfettamente l'idea di dove la società biancorossa voglia arrivare.
5. ZERO PRESSIONE DALLA PIAZZA.
A differenza di Padova, dove le pressioni sono tante, tantissime sia allo stadio che sui canali social che seguono le vicende della formazione biancoscudata, a Bolzano la società, lo staff tecnico e i giocatori possono lavorare tranquillamente. Certo, i risultati sin qui conseguiti non potevano in nessun caso produrre alcuna polemica e/o mal di pancia da parte della tifoseria e dei media, ma se arriveranno momenti difficili, i biancorossi possono stare tranquilli. Qualcuno dirà che non sempre si tratta di un aspetto positivo (piazza tranquilla uguale, quasi sempre, tifoseria fredda e poco numerosa), ma in una lunga volata promozione potrebbe essere un'arma in più, soprattutto nel momento in cui dovessero verificarsi passaggi a vuoto o momenti di difficoltà a livello di risultati. A quel punto la tranquillità potrebbe fare la differenza per chi, sino ad ora, è stato abituato quasi esclusivamente a vincere.















