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Il trail runner trentino Christian Modena racconta ''una vita di corsa'' per Aquila Basket: ''Il rapporto con La Sportiva? E' speciale, per me si è realizzato un sogno''

E' online il numero di ottobre di Bskt, il progetto editoriale di Aquila Basket: un approfondimento sul mondo bianconero e una serie di contenuti ideati esclusivamente per il magazine

Pubblicato il - 21 ottobre 2021 - 21:51

TRENTO. "È un rapporto speciale, che consiste in supporto e fornitura di materiale tecnico". Così Christian Modena racconta il suo rapporto con La Sportiva. "Per noi atleti trentini entrare in questa squadra è l’obiettivo massimo a cui aspirare. Per me si è realizzato un sogno".

 

Idraulico nell'azienda di famiglia, il 37enne di Mori ha iniziato a correre nel 2011 nel trail “Le porte di pietra 70 chilometri": subito un 7 posto assoluto.

 

E' stato solo l'inizio. Da lì è stato un susseguirsi di esperienze, e ora mi partecipa a cross, vertical, skyrace, trail e ultra trail, quasi ogni fine settimana. Insomma, "Una vita di corsa".

 

Il quotidiano Il Dolomiti è partner di Aquila Basket, un viaggio per raccontare persone, storie e volti del club bianconero.

 

E' online il numero di ottobre di Bskt, il progetto editoriale di Aquila Basket: un approfondimento sul mondo bianconero e una serie di contenuti ideati esclusivamente per il magazine.

 

Dal parquet ai progetti che ogni giorno nascono e si sviluppano all'interno del club, Bskt è una rivista mensile che racconta le persone, i volti e le storie di Aquila Basket.

 

Il protagonista della copertina è Diego Flaccadori, reduce dal biennio con la casacca del Bayern Monaco, la guardia ritorna a Trento alla corte di coach Lele Molin (Qui articolo).

 

Di giorno è impegnato nei cantieri con tubi e rubinetti, lavorando come idraulico nell’azienda di famiglia, assieme al padre e allo zio. Nel tardo pomeriggio torna a casa, indossa le scarpe da corsa e scatta veloce per un paio d’ore di allenamento giornaliero.

 

La vita di Christian Modena è fatta di sacrifici, ma quando è la passione a trasportarti, tutto diventa più facile: i muscoli si sciolgono, il respiro diventa meno affannoso e i risultati non tardano ad arrivare.

 

Tutto è cominciato nel 2011, quasi per scherzo, per una scommessa con un amico che gli ha fatto iniziare a scoprire il mondo della corsa. La passione per lo sport, però, c’è stata da sempre. Prima ciclista, poi scialpinista e fondista.

 

Oggi il suo terreno sono le gare cross, vertical, skyrace, trail e ultra trail. Christian Modena, 37 anni, vive a Mori e corre per il team La Sportiva. 

 

Christian, raccontaci la tua giornata tipo.
Durante la settimana lavoro in cantiere, ogni giorno stacco verso le 18 e cerco di dedicare sempre almeno un’ora e mezza al giorno all’allenamento.

 

Questo di fine estate/inizio autunno è il periodo migliore, perché mi consente di correre con un po’ di luce, mentre in inverno devo uscire con il frontalino. Il fine settimana lo dedico alle gare, ne faccio dalle trenta alle quaranta all’anno, a volte anche di più, a parte l’anno scorso con il Covid che sono stato ovviamente limitato.

 

Avendo un lavoro in proprio, il tempo per le trasferte distanti da casa è ridotto. Mi concedo pochi weekend liberi per fare altro, ma la corsa è la mia passione.

 

Quali sono le tue gare preferite?
Le competizioni a cui partecipo variano molto, dalle vertical di pochi chilometri alle gare cross nei campi e alle gare su strada, fino ad arrivare alle gare di corsa in montagna, che sono le mie preferite.

 

Solitamente corro su distanze tra i 25 e i 60 chilometri, ma ne ho corso anche più di trecento. Deve essere difficile mettere assieme gare così diverse le une dalle altre. Già, è vero, per questo la corsa diventa una sottospecie di gioco, dove cerco di lavorare molto a livello mentale e personale.

 

Penso di essere tra i pochi fortunati (più che altro: “bravi”, aggiungiamo noi, ndr) che riesce a vincere sia le gare vertical che arrivare a podio alle skyrace o a gare ancora più lunghe. Ho sempre corso per passione, faccio una vita in cantiere fatta di fatiche e sacrifici, non ho problemi a trasportare queste sensazioni anche nello sport.

 

Come organizzi i tuoi allenamenti?

Nel periodo invernale corro su strada, nei mesi primaverili mi concentro sugli allenamenti sulla lunga distanza, mentre nel periodo estivo cerco di inserire più velocità.

 

È un “gioco” durante la stagione fatto di periodi di carico su distanze lunghe o di corsa su distanze più brevi. Solitamente mi alleno da solo, per ricevere le giuste sensazioni dal mio corpo, come piace a me.

 

Quali sono stati i risultati più importanti che hai ottenuto?
Il 5 settembre ho vinto la direttissima Trento-Monte Bondone. Quest’anno sono stato il primo italiano all’ UltraDolomites - Lavaredo Ultra Trail arrivando terzo assoluto a Cortina. Ho fatto un secondo posto al Madeira World Tour in Portogallo.

 

Nel 2019 ho vinto, con record, l’Ultrabericus trail a Vicenza e, l’anno prima, sono arrivato terzo nella Trentapassi Skyrace. Diciamo che solitamente, alle gare a cui partecipo, non esco quasi mai dai primi dieci in classifica.

 

Come ti sei avvicinato alla corsa?
Dieci anni fa con un amico ci siamo iscritti ad una gara di 70 chilometri, la prima della mia vita, ed è arrivato un inaspettato settimo posto. Lì ho capito che era la mia strada.

 

Ho iniziato a correre subito su distanze lunghe, ho cominciato a fare sempre più gare e a provare distanze diverse. Ho visto che ero competitivo, quindi è aumentato l’allenamento e di conseguenza la passione.

 

Potrebbe diventare il tuo lavoro?
Ho già la mia attività di idraulico avviata, quindi va bene così. Il movimento della corsa in Italia, poi, ci vincola ad essere solo semi-professionisti. E poi, se fosse un lavoro, probabilmente non ci metterei più tutto il cuore come faccio adesso.

 

Qual è il tuo rapporto con il Trentino?
Non andrei mai via da qui. La gran parte delle gare cerco di correrle in Trentino, valorizzando con la mia presenza anche le manifestazioni meno conosciute. Voglio esplorare tutto quello che ho attorno, partendo da casa mia.

 

E il tuo rapporto con il Team de La Sportiva, la squadra per cui corri?
È un rapporto speciale, che consiste in supporto e fornitura di materiale tecnico. Per noi atleti trentini entrare in questa squadra è l’obiettivo massimo a cui aspirare. Per me si è realizzato un sogno.

 

Quali altri sport segui?
Sono uno sportivo a tutto tondo. Seguo principalmente lo sci, il ciclismo e l’arrampicata. Sono istruttore e collaboro con la scuola Castel Corno della Sat. Seguo anche il basket e sono un tifoso dell’Aquila, seguo la Trentino Volley e le nostre nazionali azzurre, che nelle scorse settimane hanno vinto l’europeo. Lo sport è la mia vita. Si è capito, no?

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