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La Bolghera Volley ha un sospetto Covid in squadra e chiede di non giocare ma la Fipav dice ''no'': ora ci sono vari contagiati e il team si ferma per responsabilità

Con un sospetto positivo (febbre alta), negativo però al tampone rapido (poco attendibile in caso di temperatura molto elevata), la società aveva chiesto il rinvio della sfida contro Cavaion. La Fipav ha detto no e, ad oggi, la Bolghera si trova con parecchi positivi nel gruppo squadra

I giocatore della Ks Rent Cercasì Bolghera esultano per un punto conquistato (foto Marco Trabalza)
Di Daniele Loss - 17 marzo 2021 - 16:08

TRENTO. Buonsenso 0 - regolamento (traballante) 2. E, alla fine, chi ne paga le conseguenze sono come sempre i club, in questo caso la Pallavolo Bolghera. Se all'interno del gruppo squadra della formazione maggiore trentina, che partecipa al torneo di serie B di pallavolo, non si è originato un focolaio (e, purtroppo, non è ancora possibile escluderlo, visti i tempi d'incubazione del virus) è solamente grazie alla lungimiranza e all'attenzione della dirigenza del club dell'Oltrefersina. La situazione attuale ha però messo in mostra, per l'ennesima volta, l'enorme difficoltà da parte chi governa lo sport (e questo vale per tutte le discipline) a rapportarsi e operare nell'interesse della "base", ovvero delle società. Ricordando che, incredibilmente, nei tornei di pallavolo a carattere nazionale non esiste di fatto un protocollo e le società non hanno alcun obbligo d'effettuare i tamponi come, invece, avviene in altre discipline.

 

Andiamo con ordine, perché questa è una storia che va raccontata partendo da principio. Sabato 13 marzo, in terra veneta, era in programma la sfida tra i padroni di casa del Cavaion Veronese e la Ks Rent Cercasì Bolghera, valevole per il torneo cadetto. Giovedì 11, ovvero 48 ore prima del match, un giocatore dell'organico trentino (di cui non faremo il nome per tutelarne la privacy) accusa febbre altissima (a 39°) e avvisa la società. La dirigenza blocca immediatamente gli allenamenti per evitare di creare un possibile cluster e il giorno successivo la società avvisa la Fipav a Roma della situazione e chiede il rinvio, a scopo precauzionale, della partita contro Cavaion.

 

Nel frattempo il giocatore si sottopone a tampone rapido che dà esito negativo, nonostante il perdurare della febbre molto alta e, poco dopo, effettua anche il test molecolare, per il quale però la risposta non è immediata. La Fipav conferma che non esistono i presupposti per rinviare la partita e non è necessario sottoporre il resto del gruppo al tampone: la prima risposta, telefonica, giunge verso le ore 12 di sabato, mentre alle 17.10, a pochi minuti dalla partenza, arriva la conferma scritta che sì, la gara si giocherà regolarmente senza "se" e senza "ma".

 

La Ks Rent Cercasì Bolghera scende in campo regolarmente, viene sconfitta, ma al ritorno arrivano le brutte sorprese. Preventivabili per la società, evidentemente una sorpresa per la Fipav, che - a conti fatti - ha scelto d'agire con pochissima sensibilità e lungimiranza. L'atleta in questione risulta positivo al Covid-19 e, a stretto giro di posta, vengono evidenziate altre situazioni di positività (che emergono direttamente dal test rapido) all'interno del gruppo squadra.

 

 

"Alla luce di quanto verificatosi - spiega la dirigenza del sodalizio trentino - abbiamo deciso di sottoporre tutti gli atleti ad un test rapido e poi di sospendere per almeno dieci giorni le sessioni d'allenamento della Prima Squadra. Non sussistono le condizioni per proseguire serenamente l'attività come se nulla fosse accaduto e, dunque, preferiamo tutelarci e tutelare i nostri tesserati. Abbiamo informato la Federazione e ci auguriamo che le prossime partite vengano rinviate. Diversamente incapperemo nella squalifica a tavolino, ma noi certamente non scenderemo in campo".

 

La Bolghera ha infatti programmato (a proprie spese e per propria iniziativa) nuovi test rapidi per la giornata di mercoledì 18 marzo e test molecolari per giovedì 24 marzo per scongiurare il rischio di un focolaio e poter riprendere l'attività in maniera - per quanto possibile - serena.

 

"Nell'esprimere la nostra solidarietà per chi è chiamato a garantire il regolare svolgimento delle gare in un momento storico di estrema complessità e precarietà - si legge nella comunicazione ufficiale inviata dalla società alla Fipav - non possiamo non manifestare il nostro rammarico per la poca sensibilità dimostrata nella specifica circostanza dove ha prevalso la fredda applicazione di una regola, sicuramente corretta in linea di principio, che non può mai prescindere dall'uso del buon senso da parte di chi è chiamato ad attuarla".

 

 

 

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