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| 05 lug 2021 | 17:26

L'impresa di Italbasket, Trainotti: "A Tokyo come a Belgrado: unità, faccia tosta e una partita alla volta"

"Complimenti a tutti: dai ragazzi che hanno dimostrato grande talento e freddezza, all'allenatore e allo staff, che hanno costruito un'ottima squadra", il GM Trainotti commenta lo storico successo dell'Italia al preolimpico di Belgrado. "Mercato Aquila? Cerchiamo di portare avanti la filosofia del club"

L'impresa di Italbasket, Trainotti: "A Tokyo come a Belgrado: unità, faccia tosta e una partita alla volta"
di Mattia Sartori

BELGRADOL'Italia ce l'ha fatta: dopo 17 anni di attesa, di sofferenze e di cocenti delusioni si torna alle Olimpiadi. Si torna a sognare la medaglia coi cinque cerchi e lo si fa in una serata incredibile, in cui gli azzurri dominano la Serbia per quaranta minuti, guidati da quel trio delle meraviglie formato da Mannion, Polonara e Fontecchio. Alla guida degli italiani però c'è anche uno staff formidabile, in cui fa la sua comparsa anche il Trentino, sotto forma di Molin e Trainotti, rispettivamente allenatore e GM della Dolomiti Energia. IlDolomiti ha raggiunto Trainotti per chiedergli come sia stato partecipare a quest'impresa.  

 

Dopo 17 anni finalmente si torna alle Olimpiadi, come ci si sente ad aver raggiunto questo grande traguardo e averlo fatto con una vittoria di questo calibro?

“Gran soddisfazione come movimento pallacanestro, queste vittorie fanno felici tutti gli appassionati. Poi c’è un sentimento di gratitudine nei confronti dell’allenatore, dello staff e dei giocatori che hanno fatto un lavoro incredibile. Queste vittorie sono figlie di un grande sforzo. Noi abbiamo lavorato duro per tre settimane, vivendo praticamente in una bolla tra palestra e hotel. Nessuno però si è lamentato e penso che si sia visto anche in campo”.

 

Negli ultimi minuti però abbiamo avuto un piccolo spavento, anche per voi?

“Premesso che stavamo giocando contro la Serbia, una delle grandi favorite d’Europa, se non del mondo, e che in partite simili può succedere di tutto. Sia noi che i ragazzi avevamo la sensazione di avere la partita in controllo e penso si sia visto. Hanno dimostrato un’incredibile freddezza anche quando i serbi si sono riavvicinati sul finale”.  

 

A proposito di freddezza nei momenti decisivi, evidentemente la scelta di dare un ruolo chiave a Mannion nonostante la sua giovane età sta dando i suoi frutti. La squadra è soddisfatta?

“Sì, siamo molto soddisfatti, ma il merito è innanzitutto di Sacchetti, che sta dando grande fiducia e responsabilità a tutti questi giovani, non solo a Mannion. E poi è merito loro che sono stati bravi a rispondere nei momenti decisivi. Si è visto non solo nei tiri liberi finali, ma anche in tanti altri palloni pesanti nel corso della partita”.  

 

Avete costruito una squadra che lavora bene insieme, più che puntare sui talenti di singoli individui. Un ritorno verso il modello di Atene 2004?

“Non so fare un confronto diretto con la squadra di Atene. Quello che posso dire è che questo è un grandissimo gruppo, molto unito e che dimostra grandissima collaborazione tra i giocatori. Una delle qualità della nazionale è che riesce a far brillare alcuni talenti che magari in campionato non riescono a spiccare così tanto”.

 

Si parla di una possibile convocazione di Gallinari alle Olimpiadi. Sarà così?

“Questa è una scelta che spetta all’allenatore. Il “Gallo” ovviamente è un grande giocatore, che è appena uscito dalle finali di conference in Nba, se ti dice che ci può essere lo consideri, ma alla fine sarà Sacchetti ad avere l’ultima parola”.

 

Germania, Australia e Nigeria. Chi bisogna temere di più nel girone?

“Quando si va alle olimpiadi ogni partita è complessa. L’Australia è sicuramente tra le favorite, la Nigeria può contare su giocatori di altissimo livello e la Germania (che abbiamo affrontato poco fa) al completo è fortissima. Noi affronteremo l’Olimpiade come il preolimpico: con unità, faccia tosta e una partita alla volta. E soprattutto con quella fame che abbiamo avuto a Belgrado e che ti permette di raggiungere obiettivi che ritenevi impossibili”.

 

Tornando in Trentino, c’è qualche news sul mercato dell’Aquila?

“Non tantissime per il momento. Morgan e Sanders sono andati via e ancora non si sa dove giocheranno. Siamo contenti di Caroline e Reynolds, due giocatori che secondo noi sono complementari e insieme potranno fare molto. Per quanto riguarda “Flacca” siamo interessati, ma al momento ci sono ancora degli ostacoli. Comunque la nostra filosofia rimane la stessa: cerchiamo di trovare giocatori complementari tra loro e di portare avanti l’identità del club. Quindi ci concentreremo molto anche sullo sviluppo di ragazzi come Conti, Ladurner e Mezzanotte che pensiamo possano diventare fondamentali”.

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