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Trento
11 agosto | 18:42

Il cerchio si chiude, 28 anni dopo Atlanta: Bernardi e Velasco vincono le Olimpiadi. Tutta l'emozione di "Lollo", che oggi compie 56 anni: "Realizzato il sogno della vita"

Da giocatore "Mr Secolo" ha vinto tutto, gli mancava solo l'oro olimpico. L'ha raggiunto da "vice" del suo maestro Velasco. "Le ragazze sono state incredibili perché hanno interpretato in maniera eccelsa il percorso che abbiano iniziato qualche mese fa con il "vogliamo qualificarci" e arrivato, oggi, all'apoteosi. Solo e leggende vincono gli ori e loro ci sono riuscite"

PARIGI. Come canta Antonello Venditti, “Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”.

 

Il Dio del volley aveva un debito con Julio Velasco e "Lollo" Bernardi. Sì, perché non era assolutamente né logico né "giusto" che l'allenatore che ha cambiato la storia della pallavolo e il giocatore più forte della storia, il "Mr Secolo" della disciplina, non avessero mai conquistato un oro olimpico.

 

Ebbene, al momento giusto il conto è stato "saldato". Forse addirittura con gli interessi perché, per come è maturato il successo della nazionale femminile ai Giochi Olimpici di Parigi, quella messa a segno dalle ragazze del volley azzurro è un'impresa che è già entrata a far par parte dei più grandi successi della storia dello sport italiano. Anzi, mondiale.

 

Quattro mesi fa l'ItalVolley non era nemmeno qualificata per le Olimpiadi: dopo il deludente Europeo del 2023, concluso al quarto posto, l'approdo a Parigi passava per il torneo di qualificazione di Lodz. In Polonia, però, le azzurre venivano sconfitte dalla Polonia nell'ultima gara ed erano fuori dai giochi.

 

L'unica speranza di ottenere il lasciapassare era di scalare posizioni nel ranking e, per farlo, sarebbe servita un'eccezionale prova alla VNL (Volleyball Nations League). Dopo la delusione patita in Polonia, l'ex ct Davide Mazzanti (oggi allenatore della squadra femminile di Trentino Volley, in serie A2) rassegna le dimissioni e la Federazione individua in Julio Velasco, il "guru" del volley mondiale, colui il quale ha plasmato la "Generazione di Fenomeni", capace di vincere tutto quello che c'era da vincere negli anni '90. Tutto, per l'appunto, tranne il titolo olimpico.

 

Velasco accetta e vuole con se uomini di assoluta fiducia per "pensare" a creare qualcosa di grande, che oggi si è trasformato in leggenda. Ecco, allora, che chiama Massimo Barbolini, suo "vice" a metà anni '80 a Modena, già Ct della Nazionale dal 2006 al 2012, allenatore top level a livello femminile (che sbarcherà negli Stati Uniti, nel nuovissimo campionato americano) e "Lollo" Bernardi, il suo "figlio" pallavolistico prediletto, che ha visto crescere e con cui ha condiviso vittorie sia a livello di club che, soprattutto in Nazionale.

 

Fu proprio Bernardi a siglare il punto decisivo nella finale Mondiale del 1990: l'Italia, che l'anno prima aveva conquistato il titolo europeo, salì sul tetto del mondo, superando per 3 a 1 Cuba nell'ultimo atto della rassegna iridata disputata in Brasile.

 

L'assalto all'Olimpiade fallì prima a Barcellona, ma la più grande amarezza fu quella di Atlanta: la "Generazione di Fenomeni" aveva vinto gli ultimi due Mondiali (nel 1990, per l'appunto, e anche nel 1994, tre degli ultimi quattro Europei, 1989, 1993 e 1995) ed era la super favorita, ma la corsa all'oro si fermò in finale, al quinto set di una finale tiratissima contro l'Olanda, che s'impose 17-15 al tie break.

 

Era il volley pre "rally point system": si giocava ancora al 15, con il cambio palla e le partite erano "eterne". Così come lunghissima da smaltire è stata quella delusione, che sembrava non avere prove d'appello. Una seconda chances pareva impossibile.

 

Sino a qualche mese fa, quando Velasco è approdato sulla panchina azzurra e ha detto a "Lollo": "Dai, riproviamoci".

 

Il percorso di avvicinamento è stato un meraviglioso e inesorabile crescendo rossiniano: Julio ha rimesso Paola Egonu al centro del villaggio, ha rivoluto Monica De Gennaro, il miglior libero del mondo e inspiegabilmente esclusa sia agli europei e al pre olimpico - in Nazionale, ha costruito un gruppo sano, forte e con gerarchie precise, facendo capire a tutte che contava solamente l' "adesso".

 

Vedere Bernardi con le lacrime agli occhi, lui che ha fatto sempre della freddezza sportiva e del self control uno dei propri punti di forza, ha emozionato. Tantissimo, sia chi con la "Generazione di Fenomeni" ci è cresciuto, che chi quelle immagini le ha viste, anni o decenni più tardi, su youtube o in qualche amarcord.

 

"Le ragazze sono state incredibili - queste le parole di Bernardi al termine della finale (con gli occhi lucidi e la voce "rotta" dalla gioia) - perché hanno interpretato in maniera eccelsa il percorso che abbiano iniziato qualche mese fa con il "vogliamo qualificarci" e arrivato, oggi, all'apoteosi. Hanno fatto qualcosa che resterà nella storia: le leggende vincono gli ori e loro ci sono riuscite".

Chiudendo un cerchio che, per Velasco e Bernardi, era iniziato 28 anni fa.

 

"Ogni cosa ha il suo momento - ha concluso -, evidentemente quello non era il nostro. Abbiamo vissuto l'amarezza, l'abbiamo superata e oggi abbiamo realizzato quello che è sempre stato il sogno sia di Julio, con il quale ci siamo conosciuti nel 1985 e abbiamo condiviso tantissimi momenti sia a Modena che in Nazionale, con Mondiali, Europei, World League. Oggi ci siamo ripresi quello che ci era sfuggito ad Atlanta nel '96".

 

Ah, a proposito, oggi Lorenzo Bernardi compie 56 anni. Tanti auguri "Lollo", le ragazze ti hanno fatto il miglior regalo che potessi desiderare. Sì, perché “Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”. E come si può fermare l'amore? Impossibile.

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