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Trento
23 settembre | 16:07

Standing ovation per l'Italvolley campione del mondo, De Giorgi: "Una delle qualità di questi ragazzi è la cultura del lavoro: dobbiamo goderci questo risultato''

Il tecnico De Giorgi al Festival dello sport: "E' giusto, adesso godersi quello che abbiamo vinto. Facciamone parlare di più. Questa vittoria vale molto è un segnale di speranza, un messaggio potentissimo che può dare più energia al nostro movimento e allo sport italiano in generale"

di Redazione

TRENTO. Standing ovation per applaudire l'Italvolley con protagonisti Fabio Balaso, Simone Anzani, Gianluca Galassi, Leonardo Scanferla, Riccardo Sbertoli e Alessandro Michieletto, insieme a Fefè De Giorgi. Il Festival dello sport ha dedicato un tributo alla squadra che poche settimane fa, in Polonia, sconfiggendo in finale proprio i padroni di casa, è salita sul tetto del mondo. 

 

"Il successo ai mondiali è stato, senza dubbio, qualcosa di storico - commenta Fefè De Giorgi in dialogo con un ex grande giocatore della pallavolo italiana come Andrea Zorzi e con Gian Luca Pasini, giornalista di Gazzetta – ma soprattutto è stato speciale perché loro sono stati davvero speciali, facendo qualcosa di straordinario, in poco tempo e trasmettendo emozioni e valori sportivi".

 

La nazionale guidata da Fefè De Giorgi ha trascorso un lungo periodo in val di Fiemme per preparare la spedizione mondiale (Qui articolo), poi una cavalcata fino alla conquista del primo gradino del podio. "Raramente ho visto una squadra giocare così bene a pallavolo: questi giocatori sono davvero bravi", dice Zorzi mentre De Giorgi aggiunge: "Una delle qualità di questi ragazzi è la cultura del lavoro. Quando entrano in palestra lo fanno sempre con grande impegno, con l’intento di migliorarsi".

 

C’è il pericolo che ora si montino la testa? Gli chiede Gian Luca Pasini. "È giusto, adesso – risponde De Giorgi, che 24 anni fa aveva vinto da giocatore l’ultimo mondiale dell’Italvolley -  godersi quello che abbiamo vinto. Facciamone parlare di più. Questa vittoria vale molto è un segnale di speranza, un messaggio potentissimo che può dare più energia al nostro movimento e allo sport italiano in generale. Poi noi dobbiamo concentrarci sul 'fare'. La mia filosofia è festeggiare con sobrietà e deprimersi con coraggio, lo sport ti mette sempre davanti a un'altra sfida e quando arrivano i momenti difficili ci vuole il coraggio di ripartire sempre più forte". 

 

L’incontro è proseguito con molti momenti divertenti e vari aneddoti sulle partite del mondiale, svelati dai giocatori. “Prima della finale – racconta Simone Anzani - ho detto ai miei compagni che dovevamo goderci ogni singolo momento della partita. Ci saranno 13.000 polacchi contro di noi, facciamoli abbassare i decibel della voce. Adesso dobbiamo essere vogliosi e affamati per scrivere nuove pagine di storia".

 

Fra i più applauditi dal pubblico, Alessandro Michieletto, punto di forza della Trentino Volley, che ha soli 20 anni ha già conquistato un titolo europeo e uno mondiale. "Ci abbiamo sempre creduto – commenta – e anche quando eravamo sotto nel punteggio siamo restati calmi e con pazienza abbiamo continuato a giocare, è stata proprio questa la nostra forza”.

 

A parlare anche Daniele Lavia, tra i giocatori più importanti secondo De Giorgi insieme a Giannelli ha precisato che la partita contro i campioni olimpici della Francia è stata la partita più dura in assoluto. "Volevamo riscattarci dalla batosta che ci avevano rifilato in Nations League e ci siamo riusciti".

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