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Trentuno anni fa le Notti Magiche di Italia '90: alla "prima" il Camerun stende l'Argentina di Maradona in un Mondiale amarissimo per l'Italia

A San Siro la nazionale africana superò l'Albiceleste di Maradona con un gol realizzato in inferiorità numerica. E, nonostante un altro cartellino rosso, alla fine a festeggiae furono N'Kono, Milla e l'eroe di giornata, che divenne per 24 ore il calciatore più famoso del mondo. Italia '90 è stato il Mondiale degli sprechi con 13mila miliardi di vecchie lire per costruire e ammodernare impianti e strutture, molte delle quali rimaste vere e proprie "cattedrali nel deserto"

La rete di Omam-Biyik contro l'Argentina: questo scatto è entrato a far parte di diritto delle immagini della storia dei Mondiali
Di Daniele Loss - 08 giugno 2021 - 16:13

TRENTO. Trentuno anni fa le Notti Magiche d'Italia '90 iniziarono come nessuno avrebbe mai immaginato. Il Mondiale italiano, da molti definito come la "madre di tutti gli scandali" (7.230 miliardi di vecchie lire spesi più alti 6mila miliardi arrivati dallo Stato con costi per la costruzione e l'ammodernamento degli stadi lievitati dell'85% per l'assenza di gare d'appalto: si fece così visti i tempi ristetti), iniziò ufficialmente l'8 giugno 1990 a San Siro.

 

Prima la splendida cerimonia d'apertura con l'esibizione di Gianna Nannini ed Edoardo Bennato, che cantarono dal vivo la canzone "Un'estate italiana", diventata una hit del momento e non solo perché, tutt'ora, accompagna ogni vittoria di prestigio della Nazionale Azzurra, poi l'incontro inaugurale della manifestazione. Regolamento e tradizione dei Mondiali prevedono che ad aprire la kermesse sia la nazionale che detiene il titolo: a Italia '90 toccò allora all'Argentina di Diego Armando Maradona essere subito protagonista, visto che quattro anni prima in Messico l'Albiceleste aveva conquistato la Coppa del Mondo battendo in finale per 3 a 2 la Germania nel catino infuocato (in tutti i sensi) dell' "Azteca".

 

L'avversario dell'Argentina era il Camerun, che poi diventerà la grande rivelazione di quell'edizione dei Mondiali: i Leoni d'Africa eranno alla seconda partecipazione alla massima rassegna calcistica dedicata alle nazionali, dopo quella del 1982. Otto anni prima, in Spagna, gli africani non avevano superato la fase a gironi, ma si erano tolti la soddisfazione di pareggiare contro l'Italia, poi vincitrice del Mondiali: a Vigo finì 1 a 1 con rete di Graziani per gli azzurri, che sfruttò anche l'unica incertezza di tutta la rassegna del formidabile portiere camerunense N'Kono e immediato pareggio firmato da M'Bida.

 

L'obiettivo del Camerun a Italia '90 era quello di figurare il meglio possibile: nel girone, oltre all'Argentina, c'erano anche la Romania di Hagi, Lacatus, Giga Popescu, Sabau, Camataru, Raducioiu, Timofte e Balint, considerata una delle "mine vaganti" del torneo e l'Unione Sovietica (sì, si chiamava ancora così) che annoverava tra le proprie fila elementi del calibro di Dasaev, Zavarov, Blochin, Alejnikov, Protasov, Bjelanov e Dobrovolski con in panchina il "Colonnello" Lobanovskyj.

 

Il pronostico per la sfida inaugurale pareva chiuso e, anzi, l'unico dubbio degli addetti ai lavori riguardava il numero di reti che Maradona e la sua truppa avrebbero rifilato al malcapitato Camerun, squadra dotata di un'enorme forza fisica ma, come tutte le nazionali africane dell'epoca, assolutamente carente sotto il profilo tattico.

 

Ebbene, nulla andò come previsto, perché "quel" Camerun si rivelò, sia in quella partita che nelle successive (e, infatti, non a caso arriverà poi sino ai quarti di finale, dove verrà estromesso dall'Inghilterra solamente ai supplementari), una squadra molto organizzata in campo e con alcune ottime individualità. Su tutti Roger Milla che, alla veneranda età di 38 anni, realizzerà quattro reti in cinque gare, partendo sempre dalla panchina, ma anche Kundè, il portiere N'Kono (Gigi Buffon chiamerà il proprio figlio maggiore Thomas in onore proprio del portiere africano, il suo "mito" sin da bambino), Massing e Omam-Biyik.

 

Ecco, segnatevi questo nome. Francois Omam-Biyik ha avuto una buona carriera, ma quel giorno divenne l'eroe di un'intera nazionale ma, più in generale, di tutti gli appassionati di calcio del mondo. Sì, perché nell'eterna sfida tra un Davide e un Golia, tutti sono soliti schierarsi con il più debole. Ebbene, Davide battè Golia e lo fece con una rete dell'attaccante nato a Sackbayémé nel 1996, che successivamente sarà protagonista di una brevissima e infelice parentesi anche in Italia: nella stagione 1997 - 1997 lo acquistò alla Sampdoria, ma a "Marassi" non riuscì a lasciare il segno con appena 6 presenze in campionato e nessuna rete.

 

Quel giorno a San Siro, invece, successe l'incredibile. Con il Camerun in dieci per l'espulsione di Andrè Kana Biyik (nessun legame di parentela con l'eroe di giornata), al 67', sugli sviluppi di un cross dalla sinistra, Makanaky alza un campanile assurdo in area argentina (una cosa che si vede sui campi dilettantistici di Prima Categoria), Sensini si addormenta, aspettando che il pallone gli caschi sulla testa, mentre Omam-Biyik la palla va a prenderla in cielo. Stacco clamoroso e colpo di testa schiacciato a terra al centro della porta: il resto lo fa Pumpido, il portiere dell'Argentina, che cerca una goffa presa con la sfera che gli passa sotto la pancia e termina in rete.

 

L'incredulità dura una frazione di secondo perché dagli spalti di San Siro si eleva un clamoroso boato, nemmeno avesse segnato il Milan o l'Inter al 92' di un derby decisivo per lo Scudetto: tutti sono schierati con Davide che, in quel momento, sta incredibilmente battendo Golia. Lo stacco pazzesco di Omam-Biyik, che vola in cielo è immortalato da una fotografia entrata a far parte della storia dei Mondiali.

 

Il Camerun resiste in inferiorità numerica e all'89' resta addirittura in nove: Caniggia parte in contropiede, resiste a due tentativi di "abbattimento" da parte dei difensori avversari e poi viene steso da Massing, che entra in stile football americano sull'attaccante di Henderson, perdendo anche uno scarpino per la veemenza del contrasto. Vautrot, l'arbitro francese di quella sfida, non può esimersi dall'estrarre direttamente il cartellino rosso, lasciando i Leoni d'Africa addirittura in nove.

 

Ebbene, la nazionale guidata dall'intransigente russo Valeri Nepomniachi riuscì a non subire gol e al triplice fischio si scatenò la festa della nazionale camerunense, che nel turno successivo (senza i due squalificati, tra l'altro) piegò per 2 a 1 la Romania grazie alla doppietta di Milla e conquistò il passaggio del turno, rendendo indolore la sconfitta nella terza gara contro l'Unione Sovietica. Il Camerun vinse il girone davanti alla Romania, con l'Argentina che passò agli ottavi solamente come una delle migliori terze assolute.

 

Il Mondiale dei Leoni d'Africa proseguì con la vittoria negli ottavi di finale: il 2 a 1 alla Colombia venne certificato da un'altra doppietta di Milla, prima con un gran sinistro sotto la traversa e poi rubando una palla sulla trequarti a René Higuita, che tentò (senza successo) di "suolare" l'attaccante con il risultato che il centravanti camerunense s'involò in solitaria e segnò a porta vuota.

 

La corsa del Camerun si fermò ai quarti di finale con la sconfitta per 3 a 2 contro l'Inghilterra ai supplementari, dopo aver accarezzato il sogno d'approdare in semifinale fino a sette minuti dalla fine dei tempi regolamentari: Platt portò avanti gli inglesi, Kundè pareggio su rigore e poi Ekèkè firmò il sorpasso. All'83' Platt, dal dischetto fece due a due e, alla fine del primo overtime, Lineker siglò il gol partita segnando il terzo penalty di giornata. L'arbitro di quella sfida era il messicano Codesal, il discusso fischietto anche della finale tra Germania Ovest e Argentina, decisa un calcio di rigore più inesistente che dubbio accordato ai tedeschi a due minuti dalla fine e trasformato da Brehme.

 

E Oman-Biyik? Non lasciò più il segno in quel Mondiale, ma il suo lo aveva già fatto ampiamente. E l'altro protagonista del gol di San Siro? Ebbene il portiere argentino Pumpido, che a quel Mondiale era andato quasi miracolosamente visto l'anno precedente aveva subito l'amputazione di un dito, poi ricostruito dai chirurghi, nel corso di un allenamento, nella sfida successiva a quella d'esordio contro l'Unione Sovietica fu vittima di un terribile infortunio. Si scontrò con il compagno di squadra Olarticoechea e si procurò la frattura di tibia e perone. Da quel momento in poi al suo posto giocò il "dodici" Sergio Goycochea, che a suon di parate e rigori neutralizzati (e due, ahinoi, li ricordiamo molto bene) portò sino alla finale l'Argentina (e sfiorò pure il rigore di Brehme), della quale fu titolare anche ad Usa '94.

 

Storie mondiali di un Mondiale iniziato nel modo più incredibile. E, per un giorno, Omam-Biyik divenne il giocatore più famoso del mondo.

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