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"Farò il calciatore": dalla promessa alla mamma a un atto di bullismo che ha rischiato di spezzare tutti i suoi sogni: storia di Michael Armani da Ala all'Udinese

Ha appena 18 anni ma di strada ne ha già fatta molta: è Michael Armani, originario di Chizzola di Ala che nel suo paese natale, a otto anni, iniziava a giocare a calcio, avviando una carriera che lo ha portato a firmare recentemente un contratto con l'Udinese Primavera

Pubblicato il - 16 agosto 2022 - 19:02

CHIZZOLA. Le storie belle sono quelle fatte anche d’imprevisti, e il vissuto di Michael Armani non è di certo da meno: lui che, a soli otto anni, faceva una grande promessa alla mamma senza sapere che alla fine l’avrebbe mantenuta. Il suo sogno, infatti, era quello di diventare calciatore: un desiderio oggi concretizzatosi attraverso la firma d’un contratto con la squadra Udinese Primavera

 

È una storia di promesse (mantenute) ma anche di rinascita quella del giovane di Chizzola (Ala) classe 2004 che fino agli otto anni d’età al gioco del pallone non ci aveva mai pensato: “Mi piacevano le minimoto – racconta Michael a Il Dolomiti – uno sport molto costoso. I miei genitori, allora, avevano provveduto a comprarmi tutto il necessario per correre in pista ma, nello stesso periodo, mio cugino mi aveva regalato un pallone da calcio”, anticipa. 

 

Galeotto fu per l'appunto quel pallone, che presto fece nascere nel giovane chizzolotto un amore che avrebbe cambiato radicalmente le sorti della sua esistenza. “Mi sentivo in colpa – confessa Michael – mamma e papà avevano appena acquistato quanto mi serviva per correre con le minimoto. Io nel frattempo, invece, guardavo il pallone in giardino e sentivo che la passione in me (verso il calcio) stava crescendo”.

 

Una passione nata d’improvviso, ma con grande forza e tenacia: “Un giorno mi sono alzato e ho detto alla mamma che volevo diventare calciatore. Le promisi che ce l’avrei fatta: un po’ perché mi dispiaceva per tutto il materiale nuovo acquistato invano e un po’ perché ci credevo davvero – sottolinea – lei, alla fine mi ha assecondato: inizialmente per farmi felice, poco più tardi (e fino ad oggi) in quanto mia tifosa numero 1”.

 

Un viaggio, quello dell’Armani calciatore partito dal campetto di Chizzola con il Castel san Giorgio, dove giocava come portiere (e poi attaccante), passando per la Vipo Trento, poi al Trento, alla squadra Südtirol e infine al Pordenone, “dove la scorsa stagione ho giocato come terzino esterno di centro campo”. 

 

Un’avventura che ha permesso a Michael non soltanto di crescere nel tempo e fare esperienza ma anche di venire notato “in quanto giocatore migliore in campo al Pordenone – specifica - l’Udinese Primavera mi ha chiamato per unirmi ai ragazzi della squadra in occasione del ritiro estivo: dopo l’esperienza, mi hanno infine proposto un contratto”, da poco firmato

 

“Sono ambizioso ma i piedi voglio cercare di tenerli sempre ben piantati a terra perché ho ancora molto da imparare – commenta Michael – e questo me l’ha insegnato anche uno spiacevole atto di bullismo da me subito nel 2020”.

 

Un evento che vedeva il giovane protagonista di un attacco da parte di un ragazzino “che mi ha graffiato con un pezzo di ferro – ricorda – un batterio mi è così entrato nel sangue costringendomi due mesi in ospedale con tanto di antibiotici per via endovenosa. Il medico fin dall’inizio aveva paventato la possibilità che io non potessi mai più tornare a giocare a calcio: dopo un anno fermo durante il quale a stento riuscivo a camminare, mi sono rimesso in sesto e sono tornato in campo”, dichiara aggiungendo che “non mi sono mai preoccupato di dover abbandonare il mio sogno, perché quando c’è in ballo la salute, tutto il resto passa in secondo piano”.

 

E dopo aver affrontato ostacoli con tanto di “sorriso e con la forza data da mamma, papà e mio fratello”, Michael conclude dicendo che la sua unica ambizione è quella di “migliorare, giorno dopo giorno. I miei progetti non ve li posso però confidare: non perché non li abbia, ma perché sono molto scaramantico”. 

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