"Ipovedente da quasi 4 anni, ora sogno le Paralimpiadi". La storia di Alessandro Ferrari e della sua passione per lo sci: partita una raccolta fondi
Alessandro Ferrari ha 20 anni e abita a Feltre, ma studia ingegneria industriale a Trento: nonostante la malattia, sogna di partecipare alle Paralimpiadi 2026 e ha lanciato una raccolta fondi. Il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin: "La storia di Alessandro ci dice tanto e ci dà tanto: le Paralimpiadi possono essere un motore forte per il nostro territorio per creare inclusione"

FELTRE. Scia da quando aveva 10 anni. E neanche il problema che lo ha colpito da poco più di tre anni lo ha fatto smettere. Difatti adesso sogna le Paralimpiadi.
Si chiama Alessandro Ferrari, ha 20 anni e abita a Feltre. Studia ingegneria industriale a Trento. Quando aveva 16 anni è “piombata” nella sua vita senza preavviso una neuropatia che gli ha colpito il nervo ottico. Alessandro ne parla senza troppi giri di parole: "Si tratta dell'atrofia ottica di Leber, è una malattia degenerativa del nervo ottico caratterizzata da una progressiva e indolore perdita visiva". Così Alessandro è diventato ipovedente: ciò però non gli ha impedito di continuare a praticare il suo sport preferito, lo sci alpino. Lo ha raccontato lui stesso al presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin, in una visita ufficiale a Palazzo Piloni venerdì 14 marzo.
"A dire il vero non ho mai smesso di sciare, cogliendo l’occasione di cominciare a fare agonismo nel 2022", ha spiegato. "Al momento sono seguito da un maestro di sci, Vittorio, che mi guida e mi allena. E ho cominciato a fare gare paralimpiche. Il mio sogno sarebbe partecipare alla Paralimpiadi, come atleta bellunese".
Per coltivare il suo sogno, Alessandro sta cercando un supporto in grado di finanziare la stagione sportiva. E con il papà Pierluigi, suo primo tifoso, ha già avviato una raccolta fondi per sostenere alcune spese, tra cui i materiali e le trasferte, cercando appoggio anche nelle aziende del territorio.
"Aiutiamo Alessandro a realizzare il suo sogno", dice il presidente della Provincia Padrin, che si è impegnato a raccontare la storia del giovane e a coinvolgere più persone possibile per aiutarlo.
"La storia di Alessandro ci dice tanto. E ci dà tanto. Perché ci racconta di come lo sport sia il mezzo migliore per abbattere gli ostacoli e regalare emozioni, impegno, vita. In tal senso, le Paralimpiadi possano essere il motore più forte per il nostro territorio per creare inclusione. Per questo mi auguro di vedere a Cortina non solo Alessandro, pronto a scendere in pista, ma anche tantissimi ragazzi, per tifare i nostri campioni e comprendere fino in fondo i valori dello sport paralimpico".












