Il Trentino pronto per le Paralimpiadi: "Un'opportunità straordinaria: gare appassionanti che lasceranno in eredità più cultura sportiva, inclusività e accessibilità"
Dal 6 marzo via al grande evento internazionale che vedrà il Trentino protagonista con le gare in val di Fiemme di sci di fondo e biathlon paralimpico. Massimo Bernardoni: "Un’occasione storica, al pari delle Olimpiadi, per promuovere lo sport in tutte le sue forme e per rendere accessibili le strutture, non solo sportive, del Trentino". Il presidente della Provincia Maurizio Fugatti: "In val di Fiemme in ogni comune l’evento lascerà un territorio più inclusivo e più accessibile, dalle infrastrutture al trasporto pubblico: un investimento destinato a durare e rimanere". L'assessore provinciale allo sport Mattia Gottardi: "Il Trentino dopo queste Paralimpiadi non sarà più lo stesso"

TRENTO. Opportunità. Orgoglio. Eredità. Tre parole per raccontare passato, presente e futuro di quello che erano, sono e saranno i Giochi paralimpici invernali Milano Cortina 2026 per il territorio trentino e per la sua comunità.
Quindici giorni dopo il termine delle Olimpiadi, il 6 marzo con la cerimonia di apertura all’Arena di Verona si alzerà il sipario sulla manifestazione che si svolge ogni 4 anni e che metterà di fronte 665 atleti da 50 Paesi di tutto il mondo con disabilità fisiche, sensoriali o intellettive. Come per il corrispettivo “estivo”, gli sport vengono adattati (classificazioni, equipaggiamenti speciali, regole adeguate) per garantire equità tra atleti con diversi tipi e gradi di disabilità.
“L’opportunità che abbiamo colto è enorme - racconta a il Dolomiti il presidente del Comitato Italiano Paralimpico di Trento, Massimo Bernardoni -, un’occasione storica al pari delle Olimpiadi da un lato per promuovere lo sport in tutte le sue forme, dall’altro per rendere accessibili le strutture, non solo sportive, del Trentino. Perché parliamoci chiaro, il tema dell’accessibilità non è solo legato al mondo della disabilità, ma è anche uno strumento fondamentale, guardando in prospettiva, per facilitare la vita della popolazione anziana”.
E così in questi anni passati dall’assegnazione dei Giochi a Milano Cortina fino ad oggi si è lavorato per assicurare prima di tutto che ogni cosa fosse al proprio posto in vista di un appuntamento dal sapore internazionale e dall’alto coefficiente di spettacolarità: “Saranno gare bellissime - riprende Bernardoni - e cariche di adrenalina e pathos, come sempre in questi appuntamenti in cui ogni atleta si gioca tutto per provare a conquistare una medaglia. Allo Stadio del Fondo di Lago di Tesero andranno in scena gare che in termini di performance atletica, sforzo e spettacolo non avranno nulla in meno delle Olimpiadi. Con il vantaggio, per il pubblico che vorrà assistere dal vivo alle gare, che i biglietti costano molto di meno. Sono sicuro che la comunità trentina risponderà presente e creerà una bellissima atmosfera anche in tribuna per le gare che ospiteremo in val di Fiemme, quelle di sci di fondo e di biathlon paralimpico. E avremo anche l’orgoglio di essere rappresentati, come movimento, da ben 9 atleti trentini, comprese le guide, in tutte le discipline tra neve e ghiaccio. Ci aspettiamo ottimi risultati, ma più in là con i pronostici non mi spingo”.
Poi a evento concluso sarà il momento di raccogliere i frutti del tanto lavoro messo in campo in questi anni tra opere e infrastrutture del territorio: in una parola, quella “legacy” olimpica che nel caso dei Giochi simboleggiati dall’Agitos sarà particolarmente concreta.
“C’è una parte di eredità sottile, meno visibile, legata alla diffusione della cultura paralimpica: un’occasione di ispirazione, un veicolo potentissimo per mostrare a ragazzi, ragazze e famiglie quanto sia potente lo sport per tutti, anche per chi ha disabilità. Poi c’è un discorso di ‘presa’ sulle istituzioni, e qui in Trentino - aggiunge Bernardoni - devo dire che ci troviamo in una terra fortunata, in cui la Provincia ci supporta e ci aiuta costantemente. Potrei fare tanti esempi, ma cito il grande lavoro svolto a Villa Rosa a Pergine Valsugana che grazie ad un accordo tra il Cip, l’azienda sanitaria e la Provincia autonoma di Trento trasformerà il centro in un vero e proprio hub di eccellenza per lo sport paralimpico di alto livello grazie a un’innovativa fusione tra strutture sportive, professionalità mediche e mondo della ricerca universitaria”.
“I Giochi paralimpici per il nostro territorio – ha commentato con entusiasmo il Presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti - da un lato rappresentano un’altra prova straordinaria della capacità organizzativa del Trentino, ma allo stesso tempo assumono un valore sportivo e sociale importante. In val di Fiemme in ogni comune l’evento lascerà un territorio più inclusivo e più accessibile, dalle infrastrutture al trasporto pubblico: si tratta di un investimento significativo che va incontro alle esigenze dei tanti atleti paralimpici che si metteranno alla prova nelle gare olimpiche, ma anche a quelli della comunità trentina in generale. Insomma, un investimento destinato a durare e rimanere, e a rendere migliore il nostro Trentino”.
Parole riprese anche dall’assessore all’urbanistica, energia, trasporti, sport e aree protette della Provincia autonoma di Trento Mattia Gottardi: “L’evento paralimpico di Milano Cortina in val di Fiemme credo possa essere un enorme volano di motivazione e proiezione al futuro del movimento paralimpico trentino e nazionale. Non esiste un limite che lo sport non possa superare, ce lo dimostrano i tanti ragazzi che prenderanno parte alle gare, e che hanno affrontato con enormi motivazioni le difficoltà che la vita ha posto loro di fronte. La nostra legacy? Un territorio accessibile, un cambio di passo: il Trentino dopo queste Paralimpiadi non sarà più lo stesso”.












