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A Rovereto è "Olympia mania": alle partite casalinghe della prima squadra lagarina di calcio a 5 (in serie A2) quasi 1.000 persone al "PalaMarchetti". E l'ingresso è gratuito

"Siamo entusiasti da tanta partecipazione e un entusiasmo così galoppante. Abbiamo constatato che sì, effettivamente la nostra è una realtà seguitissima, che richiama un pubblico trasversale, di tutte le età e, oltre ai roveretani, al Palazzetto arrivano anche tantissimi appassionati da Trento, dall'Alto Adige e da tutte le zone della Provincia. Perché piacciamo? Perché la squadra ottiene buoni risultati e offre un ottimo spettacolo ma anche, e questo ce lo dicono in tanti, per la struttura e il contesto che abbiamo creato" spiega Giorgia Grigoletti, dirigente che si occupa del comparto marketing ed eventi

Di Daniele Loss - 29 novembre 2023 - 17:17

ROVERETO. Chiamatela tranquillamente "Olympia mania". A Rovereto è nata qualche anno fa, si è consolidata nella scorsa stagione sportiva ed è letteralmente esplosa negli ultimi mesi.

 

L'Olympia Rovereto non è più "solamente" il club più longevo nella storia del calcio a 5 trentino: fondata nel lontano 1996 da un gruppo di amici della città della Quercia, desiderosi di cimentarsi in quella che, allora, era una disciplina poco conosciuta in regione (le squadre si contavano sulle dita di una mano), da qualche anno è diventata, senza ombra di dubbio, il punto di riferimento del futsal di casa nostra ma anche un fenomeno di carattere mediatico.

 

Il motivo? Semplice: gli 8-900 spettatori di media che la società rossoblù riesce a convogliare al "PalaMarchetti" in occasione delle gare casalinghe. Il top si è toccato sabato scorso quando, contro il Futsal Cornedo, le presenze sugli spalti del centralissimo palazzetto dello sport di via Piomarta hanno sfiorato a quota 1.000. Un risultato eccezionale visto che, quasi in contemporanea, in piazza Rosmini era prevista l'accensione dell'albero di Natale, che ha richiamato un gran numero di persone ed era evento atteso da un gran numero di roveretani.

 

I numeri sono da capogiro, considerando che, in provincia di Trento, a fare il "botto" sono solamente Itas Trentino (maschile) e Aquila Basket, mentre il Trento Calcio continua a "galleggiare" attorno ai 1.000 spettatori, o poco più, di media e l'Itas Trentino (femminile), eccezion fatta per la partita contro Milano delle fuoriclasse Egonu, Sylla e Orro, si attesta attorno ai 7 - 800 presenti a gara.

 

"Siamo entusiasti e, all'inizio, anche molto stupiti - racconta la dirigente Giorgia Grigoletti che, assieme al marito - presidente Emanuel Festini, gestisce da sempre la società, all'interno della quale ricopre anche il ruolo di responsabile marketing ed eventi - da tanta partecipazione e un entusiasmo così galoppante. Abbiamo constatato che sì, effettivamente la nostra è una realtà seguitissima, che richiama un pubblico trasversale, di tutte le età e, oltre ai roveretani, visto il livello raggiunto, al Palazzetto arrivano anche tantissimi appassionati da Trento, dall'Alto Adige e dalle più svariate zone della Provincia. Perché piacciamo? In primis perché la squadra ottiene buoni risultati e offre un ottimo spettacolo ma anche, e questo ce lo dicono in tanti, per la struttura e il contesto che abbiamo creato. E questa, per noi, è una grandissima soddisfazione, visto che abbiamo lavorato tantissimo per migliorare anche negli aspetti logistico - organizzativi".

 

Dj set pre e post match, le majorettes durante l'intervallo, il bar - fornitissimo - all'interno del palazzetto dello sport, il corner con il merchandising ufficiale in vendita e, aspetto che non guasta (soprattutto nei mesi freddi), la possibilità di assistere ad un grande spettacolo al caldo.

 

"Abbiamo cercato di creare un evento attorno a quello che il momento sportivo, ovvero la partita - prosegue Giorgia Grigoletti - che è ovviamente il clou, ma attorno alla squadra c'è un "mondo" da costruire. La risposta è stata assolutamente positiva e tante persone si sono avvicinate a noi passando per il centro di Rovereto, sentendo la musica e vedendo tanta gente che entrava al palazzetto. Chi è venuto una volta, la prima per curiosità, poi è tornato e tanti di loro adesso sono diventati nostri aficionados".

 

Ecco, appunto la fidelizzazione: in tal senso la scelta del club lagarino è stata molto precisa e anche "coraggiosa". L'ingresso alle partite è gratuito e gratuito resterà.

 

"Assolutamente sì - spiega -: sono in tanti a dirmi che siamo "matti" perché non facciamo pagare il biglietto quando, praticamente, su tutti gli altri campi il tagliando d'ingresso ha un costo. Quanto? Non cifre incredibili, per carità, perché stiamo parlando di 5, 6, 7, 8 euro, ma la nostra è stata una scelta ben ponderata. Sono convinta che, imponendo un biglietto a pagamento, tra l'altro senza prima aver dimostrato nulla in una categoria così importante come è la serie A2, i numeri sarebbero stati ben diversi. Tra l'altro il calcio a 5 è uno sport, che almeno per quanto ci riguarda, è in rampa di lancio e, dunque, per avvicinare più persone possibili dobbiamo essere appetibili anche sotto questo aspetto. Gli introiti mancanti? E' un aspetto che abbiamo messo in preventivo: i pro sono decisamente superiori ai contro e non abbiamo intenzione di modificare la nostra filosofia. E poi, a dirla tutta, non bisogna proporre un prodotto di qualità solamente a fronte di un corrispettivo: ci sono stati palazzetti in cui anch'io ho pagato il biglietto ma dove non tornerei per motivi legati alla comodità della struttura, ai servizi offerti, all'organizzazione. Ognuno è libero di fare ciò che vuole, noi abbiamo scelto di proporre un grande spettacolo sportivo a tutti".

 

Tutto bello, compreso il concreto supporto entusiasta dell'amministrazione comunale, tranne che per un aspetto: i parcheggi.

 

"Su quello possiamo farci poco - conclude la dirigente roveretana -, considerato anche che il "PalaMarchetti" si trova in centro città e, dunque, la disponibilità di posti è quella che è senza possibilità di fare nulla. Sino ad un anno fa giocavamo alla palestra dell'istituto "Don Milani" di Rovereto dove, invece, il parcheggio è immenso. Poi, però, la capienza della palestra non era sufficiente e, dunque, abbiamo dovuto spostarci. Ho notato, però, che nelle ultime settimane il palazzetto si riempie prima: vista la difficoltà di trovare parcheggio sono in tanti ad arrivare con largo anticipo al palazzetto, mentre i roveretani vengono a piedi. Devo dire, però, che non ho ancora sentito nessuno dire che non è venuto a vedere l'Olympia perché ha difficoltà a sistemare la macchina nei pressi della struttura e questo è un ulteriore motivo di soddisfazione, segno tangibile che stiamo entrando nel cuore delle persone".

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