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Trento
04 settembre | 19:26

Figc trentina, cresce il numero dei calciatori tesserati, anche nelle categorie a rischio abbandono. Il presidente Grassi: "Il calcio è di tutti e per tutti. Società eccezionali"

Tra i tesserati di Prime Squadre e Juniores aumento del 13,89% rispetto alla stagione 2013/2014, mentre in ambito Settore Giovanile Scolastico più 19,74% rispetto all'annata 2009/2010. Under 17 su del 43,37%. L'analisi complessiva della Presidente del Coni Trento Paola Mora: "Tra quelli che lasciano la pratica agonistica sono tantissimi quelli che si spostano all'attività amatoriale - promozionale"

Figc trentina, cresce il numero dei calciatori tesserati, anche nelle categorie a rischio abbandono

TRENTO. Natalità in calo e dropout sportivo giovanile? Non per il movimento calcistico trentino che, negli ultimi tredici anni, ha visto aumentare in maniera significativa il numero di praticanti in Provincia di Trento.

 

Attenzione, i dati che vi proporremo non sono riferiti al numero di tesserati in generale (dei quali fanno parte anche dirigenti e allenatori), bensì all'effettivo numero di calciatori, dalle Prime Squadre ai più giovani, che svolgono attività ufficiale in seno ad una società affiliata al Comitato provinciale autonomo di Trento della Federazione italiana gioco calcio.

 

Ma cosa è il dropout? Nella definizione di Gaby Bussmann, ex olimpionica tedesca (medaglia di bronzo nella staffetta 4 x 400 alle Olimpiadi di Los Angeles nel 1984) e oggi apprezzatissima psicologa dello sport, il dropout è “l'abbandono prematuro di una carriera sportiva, prima che un atleta abbia potuto esprimere completamente il proprio potenziale”.

 

Il fenomeno, quello dell'interruzione della pratica sportiva agonistica, sempre più diffuso, si è acuito in maniera significativa nell'epoca post Covid e riguarda soprattutto i ragazzi dai 14 ai 17 anni. Numerose ricerche evidenziano poi che i giovani non solo abbandonano lo sport agonistico, ma lasciano in toto l'attività sportiva.

 

I dati del calcio in Trentino. Bisogna innanzitutto distinguere tra i calciatori tesserati per l'attività agonistica (prime squadre e categoria juniores, ovvero dai 16 anni in poi) e quelli considerati appartenenti al Settore Giovanile e Scolastico (in breve Sgs: dai 16 anni in giù, cioè appartenenti alle categoria Under 17, Under 15, Esordienti, Pulcini e Primi Calci).

 

Nella stagione 2022 – 2023, quella andata in archivio il 30 giugno scorso, i tesserati per l'attività agonistica (Dilettanti) in provincia di Trento sono stati 7.634, mentre i tesserati per il Settore Giovanile Scolastico 9.944. In quest'ultima macroarea, che racchiude i giovani a maggior rischio d'abbandono secondo tutte le statistiche, sono inseriti anche i calciatori in età Under 17 (936) e Under 15 (1.788). I numeri sono decisamente importanti e, se raffrontati a quelli del passato, evidenziano una significativa crescita.

 

Rapportando gli attuali dati a quelli della stagione 2009/2010 (quindi tredici anni or sono), quando i calciatori (dai 5-6 anni ai 16 anni d'età) erano 7.981, si registra un aumento del 19,74% . Nello specifico per quanto riguarda le categorie ad rischio d'abbandono gli Under 17 sono passati da 530 a 936 (+ 43,37%), mentre gli Under 15 da 1.410 a 1.788 (+ 21,14%).

 

In ambito agonistico (Dilettanti), invece, il raffronto è con l'annata 2013/2014, quando i tesserati erano 6.573, a fronte dei quasi 7.634 di adesso: anche in questo caso la crescita è evidente, pari al 13,89%.

 

Le reazioni. “Sono dati estremamente positivi - commenta il presidente del Comitato Provinciale Autonomo di Trento della Figc, l'avvocato Stefano Grassi – ma non possiamo dire che c'è stato un “boom” improvviso che ha portato ad un aumento dei numeri negli ultimi anni. Direi piuttosto che si tratta di un processo naturale, perché tutti possono avvicinarsi al calcio e tutti possono praticarlo ed è così da sempre. E' lo sport più semplice al quale approcciarsi visto che bastano uno spazio e un pallone. Poi c'è da sottolineare ed elogiare, soprattutto in epoca post Covid, lo straordinario lavoro che le società del territorio svolgono quotidianamente, con tantissimi dirigenti – per la maggior parte volontari – che s'impegnano per far crescere, dentro e fuori dal campo, i giovani calciatori e, aspetto da non trascurare, che lavorano sodo per reperire le risorse necessarie al regolare svolgimento dell'attività. Ecco, non vorrei fermarmi all'ambito calcistico, ma i nostri sodalizi effettuano un grande servizio per tutta la collettività, che va oltre le partite, i risultati e le classifiche”.

 

“Il mio ragionamento è diverso e, ovviamente, prende in esame tutte le discipline – spiega, invece, Paola Mora, presidente del Comitato di Trento del Coni –. Gli studi evidenziano sì un importante abbandono dell'attività agonistica a 16 – 17 anni, ma anche un evidente e “travaso” nell'attività amatoriale, con la pratica di discipline di nuova generazione (ad esempio il paddle, ma anche il running e il triahtlon) o impegnandosi nelle medesime in cui si è cimentati in precedenza, ma con un diverso approccio. L'aspetto che colpisce maggiormente è che lo sport è visto sempre meno dagli stessi giovani come strumento d'aggregazione e socializzazione, visto che adesso esistono tanti altri canali, ad esempio i social network, considerati più semplici e meno faticosi”.

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