Rugby Trento, prove di espansione tra entusiasmo e preoccupazioni: “Numeri in crescita esponenziale, ci serve un secondo campo”. Intanto parte la nuova stagione
Il direttore sportivo del Rugby Trento Alessandro Delucca traccia un punto della situazione all’alba della nuova stagione sportiva per i 400 tesserati di una delle società sportive più dinamiche e in crescita della città. "La squadra in Serie B vuole confermarsi di alto livello, nel giro di 4 anni abbiamo raddoppiato i nostri numeri: ora abbiamo bisogno che l’amministrazione comunale ci aiuti a costruire un secondo campo"

TRENTO. A Trento c'è una squadra che milita in un campionato nazionale, che ha ottenuto grandi risultati con prima squadra e giovanili, che lancia talenti anche tramite un importante accordo di partnership con l'Università e che dal 2020 ha raddoppiato il numero dei suoi tesserati arrivando a quota 400.
È il Rugby Trento, che nella sua casa di via Fersina comincia a stare stretto.
Lo racconta, con orgoglio ed entusiasmo, ma anche un velo di preoccupazione, il direttore sportivo Alessandro Delucca. Una delle "anime" di un club che è espressione di un vero e proprio movimento, e che con la sua prima squadra sta andando a caccia delle massime serie nazionali del rugby italiano: “Con la prima squadra - racconta Alessandro a Il Dolomiti - siamo reduci da una prima stagione in Serie B andata ben oltre alle più rosee aspettative: abbiamo cominciato, da neopromossi, con l’obiettivo di salvarci, e invece abbiamo finito per chiudere la stagione nella parte alta della classifica, quando nessuno lo avrebbe pronosticato. Insomma, il bilancio è stato più che positivo e ora l’obiettivo è confermarci come una realtà importante di questo campionato”.
L'obiettivo insomma è confermarsi.
“Con la riforma dei campionati le squadre del girone di Trentino, Veneto e Friuli sono passate da 12 a 10: meno squadre significa un maggiore rischio di retrocessione, ma lo spirito di questo club è sempre stato quello di crescere un passo alla volta, di migliorarsi anno dopo anno con umiltà ma grande determinazione. La rosa, rinnovata, è composta da tanti ragazzi giovani di ottima prospettiva, con innesti anche di categoria superiore: in più in linea con quelle che sono sempre state le nostre priorità abbiamo rafforzato lo staff, aggiungendo due assistenti allenatori e un tecnico dedicato all’analisti video e dati”.
Una crescita impressionante che sta mettendo a dura prova il campo di via Fersina.
“Un campo dove convivono a fatica la nostra prima squadra, il settore giovanile, il femminile, la squadra amatoriale, il football americano. E la nostra crescita è esponenziale. Nel 2018 i nostri tesserati erano un centinaio, nel 2020 intorno ai 200: oggi siamo arrivati a 400 tesserati e continuiamo ad avere tantissime richieste per entrare a far parte dei nostri gruppi giovanili. Sono impressionanti le centinaia di tifosi che vengono a vederci il fine settimana, sintomo che siamo una presenza concreta nella comunità cittadina”.

Da tempo ci si interroga sulla possibilità di realizzare un secondo campo in quella zona sportiva.
“C’è un dialogo aperto e costruttivo con Asis e con l’amministrazione comunale, a 360 gradi. Un'amministrazione che comprende i nostri problemi e le nostre necessità. Per questa stagione, ad esempio, ci è stata data l’opportunità di svolgere alcuni allenamenti al campo da calcio della Vela, nella zona dello Zuffo. Chiaro che non è la stessa cosa, ma è un “polmone” fondamentale che ci aiuta a respirare e a decongestionare il nostro impianto sportivo principale. Ma siamo arrivati a un punto in cui avere un secondo campo non è solo importante, è necessario: non basta avere una soluzione nell'immediato, va allargato lo sguardo ai prossimi 5 o 10 anni. E su questo tipo di progettualità non ci sono le idee chiare”.
L’ideale per voi sarebbe avere un secondo campo vicino a quello attuale, sempre in via Fersina.
“Sì. Intorno a noi c’è spazio per la costruzione di un secondo campo, anche dando per “persa” quell’area dove, ufficialmente, ci è stato detto che nel giugno 2025 dovrebbero partire i lavori per il nuovo impianto natatorio. Il campo da baseball a fianco al nostro? Se trovasse una nuova collocazione, magari a San Vincenzo, allora chiaramente quello sarebbe uno spazio perfetto dove espanderci”.
San Vincenzo. A proposito di "idee chiare"...
“Sì in effetti c’è un po’ di confusione su quello che le istituzioni hanno in mente per il futuro delle strutture sportive della città, almeno da un punto di vista comunicativo: un grande stadio per il calcio, anzi un polo sportivo con campi di tutti gli sport, anzi una struttura che possa inglobare la Music Arena... Insomma, bisognerà aspettare tempi di maggiore chiarezza".

Se il baseball trovasse una nuova casa a Trento Sud, avreste "campo libero" a fianco della vostra struttura attuale.
“Capiamo perfettamente che baseball e cricket saranno sport olimpici nel 2028 e hanno anche loro necessità e diritti, ci mancherebbe; ma credo che la logica di aumentare gli spazi per praticare sport in città debba essere non di farlo tanto per fare, ma di costruire strategicamente e con visione. Non si può non tenere conto del numero dei tesserati, o dell’importanza che uno sport sta assumendo nella comunità. E poi il Trentino, che tanto spende per essere sponsor delle nazionali e delle federazioni praticamente di qualunque sport, dovrebbe avere interesse a creare dei poli di eccellenza di quelli sport sul territorio”.
In effetti la nazionale di rugby va in ritiro a Pergine.
“A Trento abbiamo la fortuna di avere in gestione dal Comune un impianto, quello in via Fersina, che è davvero un gioiello. Abbiamo una squadra di alto livello. Ma perché doversi limitare a questo? Basterebbe davvero poco per rendere Trento una città di riferimento per il rugby a livello nazionale. Abbiamo il calcio professionistico e alcune tra le più importanti realtà continentali di basket e volley, il rugby in una categoria nazionale. Insomma, questa città è un’eccellenza assoluta, ma per consolidarsi e crescere non può prescindere dall’avere degli spazi consoni all’attività di queste squadre di vertice”.
Da parte della città percepite ancora poca considerazione?
“Noi al territorio diamo tantissimo. Portiamo i nostri istruttori e tecnici nelle scuole elementari, medie e superiori, abbiamo un bellissimo progetto di rugby integrato con Anffas, organizziamo colonie estive. Siamo un’associazione di promozione sportiva, vogliamo provare, nel nostro piccolo, a fare il bene del territorio. Sono tante le realtà che ci danno una mano, tra sponsor, partner e istituzioni”.












