A Torino cresce l'attesa per l'esordio di Sinner nelle Finals: domenica sera il numero 1 al mondo affronterà de Minaur. Entusiasmo alle stelle per i "Carota Boys"
Il bilancio dei confronti tra Sinner e de Minaur è nettamente a favore dell'altoatesino che ha vinto tutti e 7 i match sin qui disputati. Anzi, a dirla tutta, nei sette confronti diretti Jannik ha perso solamente un set contro l'australiano, numero 8 del ranking. Martedì la seconda sfida contro il vincitore dell'incontro tra Medvedev e Fritz

TORINO. A Torino è tutto pronto: l'attesa è febbrile per l'esordio di Jannik Sinner nelle Nitto Atp Finals.
Il fuoriclasse di Sesto scenderà in campo domani sera - domenica 10 novembre - alle 20.30 per affrontare l'australiano Alex de Minaur (diretta su RaiDue e SkySport e in streaming su Now, SkyGo e RaiPlay) nel primo match del round robin, ovvero la fase di qualificazione, al termine della quale i migliori due del raggruppamento a quattro accederanno alle semifinali.
Sinner, ovviamente testa di serie numero 1 del torneo, è stato inserito nel girone A assieme a de Minaur, Medvedev e Fritz. Il secondo match che vedrà protagonista Jannik andrà in scena martedì, quando l'azzurro sfiderà il vincitore dell'incontro tra il russo e l'americano.
Jannik, già certo da settimane di chiudere in testa il ranking al termine dell'anno, è il grande favorito del torneo: il "veloce" è la superficie preferita dall'altoatesino, è in grandissima condizione e ha inserito le Finals tra gli obiettivi del 2024.
Un anno già "stellare" per Sinner, che in 11 mesi ha centrato due successi nel Grande Slam, in Australia e negli Stati Uniti, ma capace anche di conquistare tre Masters 1.000 (Miami, Cincinnati e Shanghai), due "500" (Rotterdam e Halle), senza dimenticare il "Six Kings Slam", il ricchissimo torneo saudita che, sarà pure un'esibizione, ma al quale erano presenti tra i migliori del mondo, tra cui Alcaraz, Djokovic, Medvedev, Rune e Nadal, che l'hanno reso una kermesse di altissimo livello tecnico.
Gli avversari più pericolosi per il numero 1 al mondo saranno certamente il rivale "di oggi e domani" Carlos Alcaraz, con cui l'incrocio avverrà in semifinale o finale, e certamente Alexander Zverev, anch'egli in "super" forma e numero 2 al mondo.
A Torino sarà "full immersion" per Sinner e gli altri protagonisti, visto che tutta la manifestazione si svolgerà nell'arco di una settimana e chi arriverà in fondo dovrà disputare 5 partite in 7 giorni. E poi, per Jannik, dando per scontato che almeno in semifinale arriverà, non vi sarà tempo di riposare, visto che a partire dal 19 novembre sarà impegnato a Malaga nelle Finals di Coppa Davis con l'Italia che difenderà il titolo conquistato 12 mesi fa.
In Spagna non ci saranno Djokovic e la Serbia, superati dagli azzurri in semifinale lo scorso anno ma, rispetto all'edizione 2023, saranno presenti i padroni di casa della Spagna con un Alcaraz certamente agguerritissimo e Nadal, alla "last dance" della sua carriera. E, in tantissimi, sognano già una finalissima Italia - Spagna. Prima, però, la truppa italiana guidata dal Ct Filippo Volandri (che schiererà Lorenzo Musetti come secondo singolarista: è in vantaggio su Matteo Berrettini) dovrà superare l'Argentina e la vincente del confronto tra Stati Uniti e Australia.
Intanto, però, è tempo di pensare alle Finals "individuali": il bilancio dei confronti tra Sinner e de Minaur è nettamente a favore dell'altoatesino che ha vinto tutti e 7 i match sin qui disputati. Anzi, a dirla tutta, nei sette confronti diretti Jannik ha perso solamente un set contro l'australiano, numero 8 del ranking.
L'ultimo incrocio risale a febbraio, quando il fuoriclasse di Sesto superò in due parziali l'avversario nella finalissima del "500" di Rotterdam. Quello prima rievoca un ricordo ancora più bello: il 6-3, 6-0 che l'azzurro rifilò a de Minaur valse il punto decisivo per l'Italia nella finalissima di Coppa Davis.
Un passato dolcissimo che è anche quasi un presente. Intanto a Torino è "Sinner Mania" con i "Carota Boys" pronti a trasformare le tribune della InAlpi Arena in una vera e propria bolgia.












