Al Giro d'Italia la prima maglia rosa è dell'ecuadoriano Narvàez, ma è subito Pogacar show. Tra i protagonisti della prima tappa anche il trentino Nicola Conci
Pogacar ha dato la prima spallata alla classifica, rifilando i primi distacchi ai diretti rivali nella corsa alla classifica generale con Thomas e Bardet, i suoi principali antagonisti, che si sono staccati, rispettivamente sul Colle Maddalena e sullo "strappo" di San Vito. Il perginese Nicola Conci da solo in fuga sino ai meno tre dal traguardo, prima essere ripreso dallo scatenato sloveno

TORINO. Al Giro d'Italia è subito "Pogacar show".
La prima maglia rosa della 107esima edizione del Giro è dell'ecuadoriano Jhonatan Narvàez, che vince allo sprint la tappa da Venaria Reale a Torino, precedendo in volata il tedesco Shachmann e il fuoriclasse sloveno, che però ha subito messo le cose in chiaro e ha già acceso le polveri nella tappa inaugurale.
Pogacar ha dato la prima spallata alla classifica, rifilando i primi distacchi ai diretti rivali nella corsa alla classifica generale con Thomas e Bardet, i suoi principali antagonisti, che si si sono staccati: il primo già sul Colle Maddalena, il secondo sullo strappo di San Vito, dove il due volte vincitore del Tour piazza un'accelerata pazzesca, rimonta sui fuggitivi e si lancia verso il traguardo.
Al suo attacco resiste solamente Narvàez, che resta agganciato alle ruote dello sloveno, mentre Shachmann riesce a rientrare in discesa. Allo sprint vince la seconda punta della Ineos, abbracciato dopo l'arrivo dal proprio capitano Geraint Thomas, ma il segnale lanciato al Giro dal grande favorito è di quelli chiari.
Tra i grandi protagonisti di giornata il trentino Nicola Conci, che se ne val dal gruppo ad una decina di chilometri dall'arrivo assieme ad altri corridori, tra i quali anche Caruso e Pellizzari e poi scappa in solitaria quando mancano 6,3 chilometri all'arrivo. Il 27enne di Pergine Valsugana arriva a guadagnare anche 20 secondi di vantaggio, ma viene ripreso a 3 chilometri dal traguardo e a 300 metri dalla vetta del San Vito dallo scatenato Pogacar.
Domani si farà ancora più sul serio con il primo arrivo in salita - e che arrivo - al Santuario di Oropa, che ospiterà per la settima volta il Giro d'Italia. Per gli appassionati il traguardo di Oropa significa soprattutto Marco Pantani, che nel 1999 vinse con una straordinaria rimonta dopo un guasto meccanico. Al momento di tagliare il traguardo il "Pirata" non esultò nemmeno perché non pensava di aver sopravanzato tutti gli avversari e aver vinto.












