Avrebbe dato 4 minuti al Pantani del '98: i numeri impressionanti di Pogačar sul Plateu de Beille. Nel frattempo sono 100 tappe senza successi "azzurri"
Un'ascesa per la storia, quella del fenomeno sloveno che ieri ha staccato tutti e ha di fatto chiuso i giochi al Tour de France 2024 con una settimana di anticipo. Secondo alcune analisi matematiche quella di domenica sarebbe stata la più grande prestazione in salita nella storia del ciclismo

TRENTO. Una salita di 15,8 chilometri, con l'8% di pendenza media e 1.250 metri di dislivello. Per affrontarla ieri, domenica 14 luglio, nella 15esima tappa del Tour de France, Tadej Pogačar ha impiegato 39'50". Jonas Vingegaard, secondo al traguardo, 40'58".
Marco Pantani, che deteneva il record precedente sul tempo di scalata in una tappa del Tour al Plateau de Beille, ci ha messo 43'34". Era il 1998, e il "pirata" vinceva una delle tappe simbolo della sua emozionante carriera ricca di successi e di imprese.
Il distacco di quel Pantani rispetto al Pogačar di ieri insomma è di 3 minuti e 44 secondi: dire che lo sloveno abbia frantumato il record di ascesa sulla storica salita francese sarebbe un eufemismo.
Il sito lanternerouge.com ha messo in comparazione le più grandi prestazioni di sempre in salita con un'interessante analisi statistica e matematica, con complessi calcoli sulla potenza espressa in salita da ciascun atleta nella storia del ciclismo: beh, il Pogačar di ieri, pur con vento contrario e temperature parecchio alte, avrebbe prodotto (il condizionale è d'obbligo) la più grande prestazione in salita nella storia del ciclismo. E Vingegaard la seconda.
Insomma, siamo al cospetto dei più grandi scalatori di sempre.
Pantani 25 anni fa guidava una bicicletta in alluminio di quasi 7 chili, ma aveva una resistenza al rotolamento superiore a quelli di Pogačar: in ogni caso su una salita dell'8% o del 10% l'aerodinamica, pur essendo significativa, non è la cosa più importante. Era proprio di Pantani, fino a ieri, la migliore prestazione di sempre in salita, a livello statistico: quella del 1997 sull'Alpe d'Huez, sempre al Tour de France.
"Sono i watt prodotti che contano di più", aveva detto Pogačar all'inizio del Tour. E in effetti il fenomeno della Uae ha forse le gambe più forti che un ciclista abbia mai avuto.
Il ricordo delle imprese del "pirata" Pantani rende ancora più amara la 'ricorrenza' delle 100 tappe consecutive al Tour de France senza vittorie di ciclisti italiani: l'ultimo a farcela è stato Nibali nel 2019. Si tratta della serie negativa più lunga di sempre per l'Italia al Tour, e ci sono tutte le premesse per cui possa proseguire ancora per un po'. Ahinoi.












