L'estate "mostruosa" a tinte iridate di Alessio Magagnotti che va a caccia anche di una medaglia agli Europei su strada. E, intanto, Avio celebra il suo campione
Quando non è in ritiro passa in bici dalle 12 alle 14 ore a settimana, si allena sulle strade di casa e, al primo anno nella categoria juniores con l'Autozai - Contri" ha già conquistato 9 successi. "Al mattino mobilità, poi scuola, poi allenamento e, una volta rientrato, studio. Distrazioni? Zero, non sono uno "da festa". Il mio hobby? La bici". L'assessora Anna Valli: "Uno straordinario atleta, ma anche un perfetto esempio di come coniugare studio e sport. E di uno stile di vita sano"

AVIO. Dici Zolder e il pensiero non può non correre al 13 ottobre 2002, giorno in cui Mario Cipollini - sulle strade del Limburgo belga - si laureò campione del mondo con una volata "regale" dopo una gara dominata in lungo e in largo dalla nazionale italiana, che da mesi preparava la gara per portare il "Re Leone" sul rettilineo finale con tutti gli altri. "SuperMario" trionfò davanti ad altri due mostri sacri dello sprint, l'australiano Robbie McEwan e il tedesco Erik Zabel.
Ecco, allora, che se la località di Zolder fa tornare alla mente ricordi dolcissimi per tutti gli appassionati di ciclismo, figuratevi che effetto può avere su di un giovane talento come Alessio Magagnotti che, dopo un'estate fantascientifica su pista, dove nel giro di poco più di un mese si è laureato prima campione europeo nell'inseguimento a squadre e poi campione del mondo nella medesima disciplina, in Belgio andrà a caccia anche di una medaglia europea su strada.
Per il 17enne di Avio, corridore dell'Autozai - Contri, al primo anno tra gli juniores, la scuola inizierà inevitabilmente con qualche giorno di ritardo. Prima proverà a completare un fantastico tris.
"I risultati su pista sono stati ottimi - racconta Magagnotti -, ma la strada è la strada ed è il mio campo preferito. L'estate è stata intensa, faticosa ma ricca di soddisfazioni: sono stato pochissimo a casa, ma era prevedibile visti i tanti impegni. Adesso c'è l'Europeo a Zolder: il tracciato mi piace, si addice alle mie caratteristiche. Vediamo come andrà a finire, io cercherò di "farmi vedere" in gara e di essere protagonista anche se il lotto dei partenti, trattandosi di un Europeo, sarà ovviamente di altissimo livello".
Ci racconta la sua giornata tipo? Non deve essere assolutamente facile coniugare lo sport di alto livello con lo studio.
"Non è semplice - prosegue - ma con la buona volontà e l'organizzazione le due cose possono coesistere. Mi alzo presto al mattino e faccio una quarantina di minuti di mobilità in casa. Poi vado a scuola a Rovereto, ogni tanto mi capita di uscire un po' prima, torno a casa, mangio e vado in bici. Quando rientro studio e poi va a dormire. D'inverno, viste le temperature e la luce, cerco di anticipare il più possibile il momento dell'uscita in bicicletta".
Quanto tempo passa alla settimana, in media, in bicicletta?
"Direi dalle 12 alle 14 ore, quindi due ore, due ore e mezza al giorno quando mi alleno da solo, mentre in ritiro si sale decisamente e lì, in una settimana, si pedala anche 20 - 25 ore la settimana. Faticoso? Sì, ma è quello che mi piace e voglio fare".
Di tempo libero per svagarsi, stare con gli amici e fare quello che fanno tutti i 17enni ne ha obiettivamente poco.
"Ma sinceramente non sono un tipo "da festa". Lo scorso inverno sono uscito un paio di volte, ma nel tempo libero mi piace stare tranquillo e riposarmi. Dopo aver conquistato il mondiale nell'inseguimento a squadre in Cina mi sono fermato per quattro giorni: due sono stati di viaggio e gli altri due ho voluto rilassarmi e stare con la mia famiglia. Quando finirò la stagione ci sarà tempo per fermarmi e rifiatare. Hobbies? La bicicletta" sorride.
Ecco, appunto: per quanto si stacca la spina al termine di una stagione?
"Per un mesetto niente bici, ma comunque mi tengo in forma e non mi fermo del tutto. Vado a correre e recupero le energie. Ma, anche in quel periodo, non faccio nulla di trascendentale".
Si allena sulle strade "di casa", attorno ad Avio?
"Sì, o con spostamenti non eccessivi. Per fare i "lunghi", ad esempio, sono andato a Lazise, mentre quando devo fare salite vado su quella di San Valentino, che porta in Brentonico".
Ha un corridore al quale s'ispira?
"Sì, Wout Van Aert. Facendo le debite proporzioni abbiamo caratteristiche simili. E poi mi piace il suo modo d'interpretare le gare".
Dunque, in un futuro, si sente più uomo da grandi classiche e corse di un giorno piuttosto che da corse a tappe?
"Esatto, le classiche del Nord sono i miei riferimenti, ma devo ancora migliorare tantissimo. Il mio punto di forza? Lo sprint e riesco a tenere e andare forte anche sulle salite brevi, da 5-10 minuti. Devo migliorare, invece, sulle ascese più lunghe e sto lavorando anche per questo".
Ricorda la sua prima gara?
"Certo, categoria G2 (Giovanissimi, ndr) con la maglia della Società Ciclistica Avio, la mia prima società, con la quale ho corso per quattro anni, dal 2015 al 2019. Era una corsa che si svolgeva a Gardolo e l'inizio fu ottimo perché vinsi".
E poi?
"Sono passato alla Forti e Veloci, dove ho corso nelle ultime cinque stagioni, sino a completare il percorso negli Allievi. Con il passaggio alla categoria juniores mi sono trasferito all'Autozai Contri. A proposito devo ringraziare il nostro main partner Autozai e il suo titolare Nicola Vighini e il presidente della mia società Enrico Mantovanelli per l'indispensabile supporto. A loro, e alla mia famiglia, che ha sempre fatto tantissimi sacrifici, voglio dedicare i successi di quest'estate, sperando di poterne festeggiare tante altre con loro".
Già a 17 anni in ciclismo la porta in giro per l'Italia e per il mondo. Però nella "sua" Avio torna sempre volentieri.
"Assolutamente sì, è casa mia. E quando sono in trasferta è bello sapere che qui fanno tutti il tifo per me".
E, allora, appena rientrato dalla Cina, indossando la maglia con i colori dell'iride e la medaglia d'oro al collo, Alessio Magagnotti è stato accolto in comune dalla Giunta al gran completo, che ha voluto complimentarsi e celebrare anche in modo "istituzionale" il giovane fuoriclasse originario del Vo'.
"Siamo stati felicissimi - queste le parole dell'assessora alle attività economiche e alle politiche sanitarie sociali Anna Valli - di aver ospitato Alessio nella "casa" di tutti i cittadini aviensi e di aver celebrato con lui un risultato sportivo incredibile, quale è la medaglia d'oro nel campionato del mondo d'inseguimento a squadre su pista. Oltre ad essere un atleta eccezionale e, ce lo auguriamo tutti di cuore, dal futuro radioso, Alessio è anche un ragazzo eccezionale, che quotidianamente dimostra come sia possibile, facendo grandi sacrifici, coniugare lo studio con l'attività sportiva. Lui è un esempio di cosa significhi avere uno stile di vita sano. Come amministrazione abbiamo deciso di festeggiarlo con alcuni striscioni affissi lungo le vie del paese e consegnandogli una targa. Possiamo dirlo: Avio ha un campione del mondo e siamo orgogliosi di Alessio Magagnotti".













