Nadia Battocletti è quarta nei 5mila: accolto il ricorso del Kenia, respinto il contro ricorso italiano. Resta la soddisfazione per una prova "immensa": è stata una leonessa
Il record italiano abbassato di 4 secondi, una gara condotta sempre a contatto con le fuoriclasse africane e la certezza di avere ancora grandi margini di miglioramento. La fuoriclasse di Cavareno sarà al via anche della prova sui 10mila metri

PARIGI. Quarto posto. La parola "fine" alla vicenda è stata messa nella tarda serata di lunedì 5 agosto, dopo ore "kafkiane", quando la giuria d'appello ha prima accolto il ricorso presentato dalla Federazione keniana e poi il contro ricorso inoltrato dalla Fidal.
Niente da fare, la squalifica comminata dopo l'arrivo a Fatih Kipyegon, seconda classificata nei 5mila metri olimpici, per alcuni colpi "proibiti" (che ci sono stati, eccome se ci sono stati) con l'etiope Gudaf Tsegay, è stata annullata e, dunque, la camerunense è tornata sul podio.
Podio dal quale scende, inevitabilmente, la trentina Nadia Battocletti che, dopo una gara magnifica, aveva chiuso al quarto posto - con clamoroso rush finale (negli ultimi 200 metri è probabilmente la migliore del mondo) -, ad un solo secondo dalla campionessa olimpica di Tokyo Sifan Hassan e a tre dalla vincitrice Beatrice Chebet.
Peccato, perché Nadia - che si è presentata a Parigi in non perfette condizioni fisiche - la medaglia l'avrebbe strameritata e peccato, al quadrato, perché qualcosa tra keniana ed etiope è successo. Al "limite" del regolamento, evidentemente, ma sicuramente quelle che sono volati tra le due atlete africane non sono state certamente "carezze".
Il quarto posto è però un risultato comunque sensazionale, a cui va aggiunto un record italiano incredibile (14'31"65), che ha migliorato di 4 secondi quello precedente. E poi c'è la certezza che Nadia Battocletti abbia nelle proprie corde un tempo ancora più basso, forse addirittura di dieci secondi.
A Parigi la mezzofondista nonesa è stata straordinaria e non è ancora finita, perché la portacolori delle Fiamme Azzurre sarà al via anche dei 10mila metri. Non la sua gara preferita, ma un altro passaggio fondamentale nel percorso di crescita di un'atleta sempre più in rampa di lancio.
Un pezzo di storia è stato scritto e la fuoriclasse trentina ha una certezza: può solamente fare meglio. Ora sotto con la prova sui 10 chilometri in pista, poi la testa andrà già a Tokyo 2025: ai Mondiali del prossimo anno per la medaglia più preziosa ci sarà sicuramente anche lei.
Intanto Nadia merita un enorme "grazie", per quello che ha fatto in pista e per quello che ha detto - a caldo - nelle interviste post gara. Campionessa dentro e fuori la pista. Chapeau.














