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Trento
15 gennaio | 19:24

Per ora niente Pavanel: il Trento dà fiducia a Joan Moll, nonostante la sconfitta di sabato contro l'Atalanta. La dirigenza ha visto una squadra in ripresa

L'idea è quella di lasciare sino al termine della stagione la conduzione dei gialloblù a Moll, ma sarà fondamentale la sfida di sabato contro il Novara per capire, dopo un'intera settimana di lavoro, come risponderà la squadra alle sollecitazioni del tecnico spagnolo, la cui idea di calcio è diametralmente opposta rispetto a quella di Tedino

TRENTO. L'accordo con Massimo Pavanel era stato trovato praticamente subito dopo l'esonero di Bruno Tedino. L'ex tecnico di Padova, Triestina e Renate, solamente per citare le ultime tre squadre guidate dall'allenatore di Portogruaro, che il direttore sportivo Giorgio Zamuner conosce da almeno un paio di decenni, era pronto a trasferirsi a Trento e firmare il suo secondo contratto stagionale, dopo aver guidato la formazione lombarda sino alla metà di dicembre.

 

Joan "Nan" Moll, l'allenatore della "Primavera" gialloblù, avrebbe dovuto essere il più classico dei traghettatori: qualche allenamento, la panchina a Caravaggio per la sfida di campionato contro l'Atalanta Under 23 cercando di strappare almeno un pari grazie alla reazione "di nervi" che solitamente segue un cambio di guida tecnica e poi spazio all'esperto Pavanel per sistemare una classifica che racconta che il Trento è nel "limbo" della graduatoria, ma con la zona playout pericolosamente vicina.

 

Moll, a quel punto, avrebbe fatto ritorno in "Primavera" con l'obiettivo di portare ai giovani gialloblù ai playoff che mettono in palio la promozione nella categoria "3" e avrebbe ceduto il posto ad un allenatore più esperto, che conosce profondamente la categoria, nonostante nel recente passato non abbia collezionato grandi risultati (due esoneri e una dimissione).

 

E, invece, nonostante la sconfitta patita in Lombardia, la società ha deciso di proseguire con il tecnico spagnolo. Sarà lui, dunque, ad organizzare e guidare la squadra questa settimana e sarà lui a condurre i gialloblù domenica prossima in occasione del match contro il Novara, in questo momento - classifica alla mano - una sfida diretta in chiave playout.

 

I motivi? Nonostante lo 0 a 1 patito a Caravaggio la dirigenza ha visto segnali di ripresa e i giocatori hanno comunicato esplicitamente al presidente Giacca e al ds Zamuner di essersi trovati sin da subito bene con il 41enne allenatore spagnolo, diversissimo da Tedino nel modo d'intendere il calcio e nel rapporto tra tecnico e atleti.

 

E' ovvio: se sabato le cose andranno per il verso giusto e il Trento ritroverà una vittoria che manca ormai da tre giornate, allora non ci saranno dubbi e la conferma di Moll sino al termine della stagione verrà certificata con un "nero su bianco", diversamente (leggasi pareggio o sconfitta) la situazione diventerebbe spinosa e la dirigenza si ritroverebbe davanti ad un bivio: proseguire con un tecnico che ha certamente un'idea di calcio moderna ma che non ha esperienza di prima squadra, oppure "rimangiarsi" quanto deciso questa settimana e cambiare guida tecnica in virtù di una situazione di classifica che non può lasciare tranquilli?

 

Quali i pro e i contro di una scelta comunque inusuale? I plus sono rappresentati certamente dall'entusiasmo e dalla "fame" di chi sa di avere l'occasione della "vita" e, dunque, certamente metterà il cento per cento, dal punto di vista tecnico e mentale, nell'avventura, oltre al fatto che Moll è da considerarsi un uomo della società, visto che questa è la sua terza stagione in gialloblù. I minus, invece, sono rappresentati dalla mancanza d'esperienza alla guida di una prima squadra e la necessità di conquistare subito punti, con pochissimo tempo a disposizione per trasmettere alla squadra la propria idea di calcio "alla spagnola". Che, va ribadito, è lontano anni luce da quello proposto da Tedino nei primi mesi della stagione.

 

Al campo l'ardua sentenza, adesso intanto tocca a Moll, che ripartirà dal "4-2-3-1" visto contro l'Atalanta, con Pasquato sulla trequarti e nuovamente al centro del gioco dopo mesi trascorsi in panchina e ritroverà diversi elementi assenti la scorsa giornata, chi per squalifica, chi per infortunio. Lo spagnolo sarà un nuovo Palladino oppure un tecnico di "passaggio"?

 

Intanto si attendono notizie anche dal mercato: sicuramente arriverà un attaccante con caratteristiche da punta centrale, che possa dare il cambio a Petrovic. Sarà un giovane di belle speranze o un elemento più esperto? La seconda sarebbe l'opzione preferita, ma le due operazioni, ovviamente, hanno costi estremamente diversi, ma darebbero anche garanzie diverse. Inutile girarci troppo attorno: al Trento serve un attaccante da almeno 7-8 gol "pesanti" per mettere terreno tra sé e la zona playout che, vista la classifica, significherebbe anche avvicinarsi al decimo posto.

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