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| 06 nov 2025 | 13:29

Il calcio a 5 piange la scomparsa di Lucio Solazzi, "guru" della disciplina. Nel 2004 vinse lo scudetto con l'Arzignano, poi allenò le nazionali di Zambia e Qatar

Veronese di San Michele Extra, nel 1997 approdò proprio in biancorosso e, nel giro di sette anni, il sodalizio vicentino scalò tutte le categorie del calcio, partendo dalla serie C2 e arrivando sino in serie A. Il 27 maggio 2004, dopo il successo in gara 2 di finale contro Perugia di Riccardo Gaucci, "patron" e trascinatore degli umbri, l'Arzignano si laureò campione d'Italia, conquistando il primo dei due scudetti della sua storia

VERONA. Il mondo del calcio a 5 veneto, ma più in generale quello italiano, piange la scomparsa dell'allenatore veronese Lucio Solazzi, protagonista di una vera e propria epopea alla guida dell'Arzignano Grifo, con cui vinse anche lo scudetto nel 2004.

 

Il 67enne Solazzi, originario di San Michele Extra, si è spento nella notte tra mercoledì 5 e giovedì 6 novembre a causa di un male incurabile che lo ha strappato - troppo presto - all'amore della moglie Bruna e dei tre figli e dei tantissimi amici che oggi lo ricordano con enorme affetto.

 

E dire che il tecnico veneto era approdato al calcio a 5 arrivando dalla pallamano, sport nel quale si era cimentato prima da giocatore e poi da allenatore. Il suo percorso nel futsal era iniziato nel 1991 sulla panchina dell'Audace, per poi trasferirsi al Verona dove, le ottime prestazioni della formazione scaligera, indussero l'Arzignano - in "rampa di lancio" - a puntare su di lui.

 

Nel 1997 approdò proprio in biancorosso e, nel giro di sette anni, il sodalizio vicentino scalò tutte le categorie del calcio, partendo dalla serie C2 e arrivando sino in serie A. Il 27 maggio 2004, dopo il successo in gara 2 di finale contro il Perugia di Riccardo Gaucci, "patron" e trascinatore degli umbri, l'Arzignano si laureò campione d'Italia, conquistando il primo dei due scudetti della sua storia.

 

Poi Solazzi lasciò - momentaneamente - la panchina e si sedette dietro la scrivania, operando come responsabile tecnico, ma successivamente riprese l'attività da tecnico, spostandosi all'estero e allenando le nazionali d Zambia e Qatar. Tra le sue esperienze da coach anche quelle con Altamarca e il Tibi Rossano, senza dimenticare le "avventure" nel femmile con Sporteam Vicenza e Audace Verona, di cui è stato poi anche vice presidente e direttore sportivo.

 

Sono tantissimi - in queste ore - i messaggi di cordoglio sui social da parte di società, allenatori ed ex giocatori.

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