Contenuto sponsorizzato
Trento
27 agosto | 21:00

Lavia, terribile infortunio in azzurro: dita maciullate da un peso. Trentino Volley: "Danno grave. Pronti alle vie legali. La responsabilità non può essere solo dei club"

Il fuoriclasse della Trentino Volley, Daniele Lavia, è rimasto seriamente infortunato durante un allenamento nel ritiro azzurro e dovrà saltare la prima parte della stagione. L'intervista a Marcello Poli, presidente della società di via Trener

TRENTO. Stava facendo un esercizio di potenziamento, salendo e scendendo da un plinto, tenendo tra le mani un peso da 15 chili. Quando, improvvisamente, ha perso l'equilibrio ed è caduto: per attutire l'impatto con il suolo e proteggersi ha allungato istintivamente la mano destra, che è rimasta schiacciata sotto il disco che stava reggendo.

 

Daniele Lavia, schiacciatore di Trentino Volley, dovrà restare lontano dai campi di gioco per almeno tre mesi. Nella più ottimistica delle previsioni, il fuoriclasse di Trento e della Nazionale, di cui è uno degli elementi "portanti", salterà l'intera prima parte di stagione.

 

Sabato si è infortunato in modo gravissimo mentre si stava allenando con gli azzurri a Verona: era l'ultima seduta del collegiale che è stato svolto nella città scaligera. Poi vi sarebbe stato il "rompete le righe" e gli atleti avrebbero fatto rientro a casa per qualche giorno.

 

E, invece, Lavia è caduto ed è incappato in infortunio terribile, fratturandosi il quarto e quinto dito della mano destra, quella con cui serve e attacca, si sono tagliati i nervi e i tendini: è stato portato subito all'ospedale di Borgo Trento ed è stato operato da due luminari del campo. L'intervento è durato oltre tre ore e, adesso, lo schiacciatore calabrese è atteso da un paio di settimane di totale d'inattività e poi da un lunghissimo percorso riabilitativo.

 

La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno a Trento: il club è letteralmente furibondo con la Federazione e lo staff della Nazionale.

"L'infortunio è gravissimo e su questo non c'è dubbio - commenta con toni duri il presidente gialloblù Marcello Poli - Lavia sarà costretto a restare ai box almeno per tutta la prima parte della stagione. Se il fatto in sé può essere riconducibile alla casualità, c’erano comunque solidi motivi per cui l’atleta era opportuno che sabato mattina non fosse a fare pesi in palestra. Si trattava fra l’altro dell’ultima sessione di allenamento del collegiale, ininfluente ai fini della preparazione al Mondiale. C'era veramente bisogno di metterlo in una situazione simile?

 

Detto questo, il quadro per noi è grave: Trentino Volley perde un top player che stipendia per 12 mesi all'anno, ma delle cui prestazioni usufruisce solamente per sette, perché negli altri 5 è a disposizione della Nazionale. Che dipende dalla Federazione che, in caso d'infortunio, non interviene dal punto di vista economico. Se il giocatore si infortuna, il problema è della squadra di club. Punto e basta: non esiste alcuna copertura assicurativa, non è previsto alcun indennizzo per chi subisce il danno e il discorso si chiude lì.

 

E' un problema che si è verificato più volte, penso al grave infortunio patito lo scorso anno da Alice Degradi con la Nazionale femminile, e sono situazioni ambigue, che creano imbarazzo fra l’atleta, il club di appartenenza e la Federazione. E’ necessario un chiarimento definitivo, non è possibile andare avanti così, anche in considerazione del fatto che, con la riforma dello sport, le società hanno dovuto adeguarsi, sostenere ulteriori costi e hanno molti più oneri e obblighi. Il paradosso è che, chi guida il movimento, possa avere addirittura meno responsabilità rispetto ai club".

 

Trentino Volley potrebbe addirittura adire alle vie legali?

"Prima di tutto auspichiamo di poter avere un confronto chiaro e concreto con il presidente federale che, in questo momento, è all'estero per impegni istituzionali (è al seguito della Nazionale femminile, che sta disputando il Mondiale in Thailandia, ndr). Però deve esserci la volontà di risolvere la questione, altrimenti dovremmo pensare di tutelarci in altri modi e in altre sedi".

 

Avete "quantificato" il danno da un punto di vista economico?

"Assolutamente. Senza fare le cifre, analizziamo la questione da un punto di vista "macro": la stagione dei club dura sette mesi, dunque nell'annata 2025 - 2026, Trentino Volley potrà usufruire delle prestazioni dell'atleta al massimo per la metà del tempo a causa di un infortunio patito all' "esterno" dell'attività del club. Ci saranno poi i costi della riabilitazione, che sono interamente a nostro carico, senza tenere conto che la sua assenza, e stiamo parlando di un top player, potrebbe influire sui risultati della squadra. Speriamo il meno possibile, ma non dobbiamo dimenticarci che Daniele Lavia è un fuoriclasse, un atleta che fa la differenza a livello europeo e mondiale. Giocheremo la Supercoppa in Arabia Saudita senza di lui, affronteremo la prima parte della Champions League senza di lui, con il rischio che i risultati ne risentano. Meno risultati significa meno introiti per il club. Il danno è rilevante, senza tenere conto del fatto che, se lo stop fosse più lungo, dovremmo ragionare di tornare sul mercato, ingaggiando un altro giocatore con tutti i costi che ne conseguono. Tra l'altro stiamo parlando di un giocatore italiano e, adesso, non c'è nessuno al suo livello disponibile".

 

Prima faceva riferimento alle modifiche introdotte dalla riforma dello sport.

"Certo, ad oggi i giocatori sono assimilati a dei dipendenti della società, sono assicurati dall'Inps e il club ha tutta una serie di obblighi da rispettare. Ad esempio, quello di predisporre un documento di valutazione dei rischi di infortunio sul luogo di lavoro, nominare un responsabile della sicurezza. Coerentemente, i nostri giocatori hanno dovuto - obbligatoriamente - frequentare dei corsi di formazione. Questo a mio avviso dovrebbe essere ripetuto in sede di Nazionale, che per lungo periodo deve tutelare la sicurezza degli atleti. Si dovrebbe aver verificato ad esempio se il plinto fosse a norma, se la disposizione degli attrezzi in palestra soddisfasse i requisiti di sicurezza. Ripeto: la questione degli infortuni degli atleti, mentre sono impegnati con la Nazionale, è stata fino ad oggi affrontata forse con scarsa considerazione, senza aver provato a risolvere in modo strutturale le problematiche che ci sono state e che, purtroppo, anche in futuro ci saranno. E’ ora di farlo, non solo per la situazione contingente che riguarda a Daniele Lavia e a Trentino Volley, ma per mettere in tranquillità tutte quelle società che contribuiscono con i loro atleti alle fortune della Nazionale. Gli atleti sono orgogliosi di poter giocare e dare il loro contributo e lo fanno sacrificando i loro periodo di vacanza ed arrivando al termine della stagione spesso spremuti. Le società gli accolgono ad inizio stagione spesso in condizioni di stress fisico e psicologico e impiegano tempo e risorse per recuperarli, partendo in ritardo nei campionati nei confronti delle società che non devono dare ampio contributo alle Nazionali. Non è giusto che debbano anche subire danni come quello che oggi la nostra società sta subendo".

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 03 giugno | 12:12
Il dossier 2025 svela il piano per alleggerire il sistema sanitario: incroci di dati tra medici e specialisti per stoppare le richieste [...]
Cronaca
| 03 giugno | 10:51
Il giovane è stato schiacciato dal trattore che stava guidando, lo hanno trovato dopo ore i colleghi: sul posto anche i vigili del fuoco e le [...]
Cronaca
| 03 giugno | 10:25
A comunicarlo sono gli operatori della Polizia locale di Cornedo all'Isarco, che la scorsa settimana hanno intensificato i controlli lungo le [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato