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Belluno
27 dicembre | 07:29

Le imprese hanno bisogno di cultura umanistica: nella nuova puntata de “Il Tedoforo”, Il Dolomiti intervista Stefano Giacomelli su giovani e lavoro

Nella 12esima puntata de Il Tedoforo, lo spazio di approfondimento curato da Confindustria Belluno Dolomiti e trasmesso in diretta quotidianamente su Telebelluno, Il Dolomiti ha intervistato Stefano Giacomelli, managing director di Sinteco. Abbiamo parlato nuovamente di giovani e lavoro, in una prospettiva un po’ diversa: l’importanza della cultura umanistica nelle imprese

BELLUNO. “Il concetto che un’azienda deve essere formata prevalentemente, o quasi esclusivamente, da personale Stem, cioè con una formazione tecnologica, non è più attuale. Anche il solo rapporto con clienti di varia tipologia ha bisogno di persone con aperture mentali diverse e capaci di affrontare sistemi complessi di relazione”.

 

Nella 12esima puntata de Il Tedoforo, lo spazio di approfondimento curato da Confindustria Belluno Dolomiti e trasmesso in diretta quotidianamente su Telebelluno (qui la prima puntata con la nostra testata), Il Dolomiti ha intervistato Stefano Giacomelli, managing director di Sinteco. Abbiamo parlato nuovamente di giovani e lavoro, in una prospettiva un po’ diversa: l’importanza della cultura umanistica nelle imprese.

 

Siamo infatti partiti da Sinteco, azienda di Longarone leader nella progettazione e produzione di impianti per l'automazione industriale e ospedaliera, tra cui sistemi automatizzati di somministrazione dei farmaci per ridurre gli errori umani e gli sprechi ospedalieri. Nell’intervista Giacomelli spiega come funzionano queste tecnologie e perché sono innovative. Tuttavia, per raggiungere questi traguardi, sono centrali risorse umane di alto livello, sia tecnico che umanistico. “Cerchiamo di non puntare tutta la ricerca del personale sulle figure tecniche - afferma infatti Giacomelli - perché non sono più sufficienti”.

 

Cosa deve dunque offrire oggi il giovane umanista all’azienda e cosa deve fare l’azienda per riuscire a trattenere le persone? E cosa deve fare più in generale il territorio bellunese per “accaparrarsiprofili dotati di competenze di alto livello - oggi impiegati perlopiù nelle sedi centrali dislocate in grandi città come Milano?

 

Le risposte a queste domande, e alla consueta provocazione su cosa serve oggi all'economia bellunese per “andare fuori dai luoghi comuni”, nel video.

 

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